1° Mercato dei Vignaioli Indipendenti FIVI a Udine, sabato 4 giugno 2016

Conoscere da vicino il mondo della viticultura, un iniziativa imperdibile per tutti gli appassionati del vino

Un occasione per conoscere da vicino l’oro del Friuli Venezia Giulia, attraverso i racconti di chi il vino davvero lo vede nascere e ne cura lo sviluppo.

1° mercato vignaioli indipendenti udine

Verrete accolti  da chi fa il viticoltore per professione e passione nella storica Enoteca Peccol Vini, che è anche rinomata bottiglieria come pure locale di mescita ben noto agli Udinesi con un meraviglioso cortile interno, dove si susseguiranno presentazioni e animazioni adatte a tutti, comprese narrazioni sul mondo del vino nel rispetto primario della terra dedicate ai più piccoli.

Storia_Enoteca peccol

Ecco i dettagli dell’evento 1°Mercato dei vignaioli indipendenti.

  • Quando: 4 Giugno 2016 – dalle 10.30 alle 19.30
  • Dove: Udine, presso Peccol Vini in via C.Percoto 2
  • Per chi piace e  incuriosisce il mondo del vino, fatto di persone autentiche appassionate del proprio lavoro.

Altre iniziative per il ponte del 2 Giugno 2016 a Udine e Lignano Pineta

Non sapete dove andare per il Ponte del 2 giugno 2016? Il meteo variabile ancora non vi fa decidere? Vi suggeriamo il pieno di Friuli Venezia Giulia in 4 gg, complice la varietà di scenari e destinazioni che la Regione offre in breve distanza in auto (45minuti).

Le proposte dell’Hotel Suite Inn di Udine per il Ponte 2 Giugno 2016:

4 giorni in Friuli Venezia Giulia con l’Offerta Combinata 2 gg  Hotel Udine+ 2gg Hotel Lignano Pineta: la vacanza che vale doppio!

2 gg a Lignano Pineta in riva al mare per la prima tintarella e l’ingresso al mondo di divertimento Acquasplash e 2 gg a Udine per un weekend vivace con un evento enogastronomico, il 1° Mercato dei Vignaioli indipendenti FIVIsabato 4 giugno 2016, un evento che vi avvicinerà alla cultura della nostra terra per il vino.

2 gg di City Break il prossimo weekend lungo grazie al Ponte del 2 giugno 2016 a Udine:

  •  Soggiorno n. 2 gg a Udine in Hotel Suite Inn dal 2 giugno al 4 giugno
  • sistemazione in camera matrimoniale, BB, 2 persone,
  • n. 2 inviti ingresso a evento Open DAY di sabato 4 Giugno 2016 dalle 10.00 alle 19.30
    1° Mercato dei Vignaioli Fivi, pressoCantina Peccol Vini, centro storico di Udine
  • n. 1 itinerario  di scoperta del Collio, “Best Destination Travel 2016” secondo la guida viaggi Lonely Planet:
    l’itinerario da seguire in libertà è creato per condividere i “luoghi da non perdere” della zona di produzione vini denominata Collio, da Udine verso Gorizia,  secondo le conoscenze del luogo di Hotel Suite Inn in collaborazione con Azienda vinicola Flaibani
  • Servizi Buffet BB, parking, wifi
    Totale Euro 140.00 / per persona Offerta Weekend a Udine Ponte del 2 Giugno

4 gg e 2 mete di vacanza: 2 gg in città e 2 gg al mare per il primo sole presso il ns Partner
Hotel Erica 3*S con piscina privata, a pochi passi dalla spiaggia e 1 ingresso per Acquasplash Lignano, per una giornata di pieno sole e divertimento!

Totale Euro 140.00/per persona in camera Matrimoniale/Doppia B&B, incl. bici, garage e wi-fi  gratis*
*riservato Ospiti Hotel Suite Inn Udine + Hotel Erica Lignano Pineta

Udine e l’Hotel Suite Inn vi aspettano per il weekend ponte del 2 Giugno 2016!

Hotel Suite Inn Udine

Situato nel centro di Udine, l’Hotel Suite Inn offre il WiFi gratuito in tutta la proprietà, un bar in loco e un parcheggio privato incluso nella tariffa. Alloggerete in camere dotate di TV a schermo piatto con canali calcio Sky e bagno privato.Ogni mattina colazione a buffet con prodotti freschi e alterative prive di glutine.Ubicato in una zona ideale per la pratica del ciclismo, l’Hotel Suite Inn è provvisto di biciclette gratuite e vi attende a 43 km dall’Aeroporto di Trieste-Ronchi dei Legionari.

Per info e contatti:

www.suiteinn.it

info@hotelsuiteinn.it

tel:+39 0432 50 16 83

Il 28 Maggio 2016 al Palazzo Gazzoli di Terni nell’ambito della Settimana Mondiale della Tiroide

La Tiroide: dal Bambino all’Anziano – La giornata dell’Umbria. Il 28 Maggio al Palazzo Gazzoli di Terni nell’ambito della Settimana Mondiale della Tiroide 2016.

Il 28 Maggio 2016, nell’ambito della Settimana Mondiale della Tiroide, al Palazzo Gazzoli di Terni (Umbria del Sud, bassa Valnerina) il il confronto pubblico “La Tiroide: dal Bambino all’Anziano – La giornata dell’Umbria”. Focus sulla sorveglianza e la prevenzione, soprattutto nei bambini e donne in gravidanza.

Tiroide convegno Terni

Nell’ambito della “2016 International Thyroid Awareness Week” – “Settimana Mondiale della Tiroide (SMT) 2016” la Sala Rossa del Palazzo Gazzoli nel cuore di Terni (Umbria, Valnerina del Sud) il 28 Maggio ospiterà un incontro pubblico dal titolo La Tiroide: dal Bambino all’Anziano – La giornata dell’Umbria

A partire dalle 08:30 con l’accreditamento e fino a circa le 12:30 medici endocrinologi, mondo scientifico e culturale, associazioni ed opinione pubblica valuteranno e discuteranno delle sempre crescenti problematiche connesse alle malattie tiroidee, ponendo il focus soprattutto sulla prevenzione: il maggior “trigger” scatenante le patologie alla tiroide, specie in bambini e donne in cinta, è la carenza di iodio e con la Dott.ssa Antonella Olivieri dell’ISS Roma (Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia) si affronterà il tema della iodoprofilassi.

A seguire ci saranno altre due relazioni, la prima a cura della Dott.ssa Federica Burzelli della Struttura Complessa di Endocrinologia dell’Azienda Ospedaliera di Terni e la seconda del Dott. Efisio Puxeddu, Prof. Associato Università degli Studi di Perugia Struttura Complessa MISEM dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia.

Infine, a terminare i lavori una tavola rotonda dove le principali strutture e associazioni del territorio, sia sanitarie che a scopo sociale, si confronteranno per discutere delle migliori strategie da adottare per sensibilizzare operatori ed opinione pubblica ad una costate opera di sorveglianza e profilassi contro l’insorgere delle malattie alla tiroide.

La Tiroide: dal Bambino all’Anziano – La giornata dell’Umbria è promosso dalla SIEDP (Società Italiana Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica), con il Patrocinio di Regione Umbria, Comune di Terni, USL 2 UMBRIA, A.O. Terni, Ordine dei Medici di Terni e AIDM (Associazione Italiana Donne Medico).

 

Organizzazione scientifica:

  • Dott.ssa Daniela Galeazzi – U.O. Pediatria Az. USL 2 – Referente regionale SIEDP
  • Dott.ssa Federica Celi S.C. Pediatria/TIN neonatologia AZ. Osp. Terni
  • Dott. Fabio Loreti S.C Medicina Nucleare Az. Osp. Terni
  • Dott. Camillo Giammartino S.C. Endocrinologia Az. Osp. Terni

Brexit: il Referendum che fa tremare l’Europa

Brexit: Le cose da sapere sul Referendum per l’uscita del Regno Unito dalla UE, in uno studio redatto dallo studio londinese PAGE ( Professional Accounting Group Enterprise).

Cosa potrà cambiare per l’economia e per tutti noi con il referendum del 23 giugno sulla Brexit, cioè sull’eventuale uscita del Regno Unito dall’Unione Europea?

La votazione, che si terrà giovedì 23 giugno, è molto attesa perché potrebbe condizionare non solo il futuro del Regno Unito ma anche quello dell’intera Unione e i suoi rapporti diplomatici internazionali.

Da mesi comitati e partiti britannici fanno campagna a favore o contro l’uscita dall’UE ed è previsto che nelle prossime settimane il confronto si faccia più intenso, con il primo ministro conservatore David Cameron impegnato a convincere la popolazione a votare contro l’uscita.

Lo studio Page London (www.page-london.com), formato da professionisti italiani ed inglesi specializzati in consulenza tributaria, legale e societaria e pianificazione fiscale internazionale, ha pubblicato un rapporto sul Referendum per offrire una informazione corretta sulla cosiddetta Brexit, visto che i suoi effetti potrebbero avere un impatto sulla nostra stessa economia. Vediamolo insieme.

Perché si fa il referendum

Durante la campagna elettorale del 2015, Cameron promise che se fosse stato rieletto avrebbe organizzato un referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’UE, accogliendo le richieste presentate da diversi suoi colleghi di partito e da quello per l’indipendenza del Regno Unito (UKIP) di Nigel Farage, secondo i quali era tempo di organizzare una nuova consultazione, considerato che l’ultima risaliva al 1975 e che da allora molte cose sono cambiate in Europa. Cameron disse che avrebbe fatto campagna a favore dell’uscita se le autorità europee non avessero accolto le sue richieste su vari temi di politica estera ed economica. Dopo la sua elezione, i leader dell’Unione sono stati al gioco e hanno concesso buona parte delle richieste formulate da Cameron, che quindi ora è un convinto sostenitore della necessità di rimanere all’interno dell’UE.

L’accordo tra UK e UE

Sussidi: Cameron aveva chiesto che fosse interrotta la pratica prevista dalle leggi europee che consente ai migranti con figli di inviare i soldi dei sussidi ricevuti nel loro paese di origine, ma la proposta è stata respinta e si è trovato un compromesso per cui l’entità dei sussidi sarà basata sul costo della vita nel paese natale del migrante e non su quello nel Regno Unito.

Euro: Cameron ha riconfermato che il suo paese non si unirà al gruppo di nazioni che usano l’euro e ha ottenuto rassicurazioni e impegni sul fatto che questo non comporti una discriminazione da parte degli altri stati che fanno parte della moneta unica. Inoltre, il denaro messo dal Regno Unito nei fondi per salvare gli stati in difficoltà economiche dovrà essere rimborsato, se utilizzato.

Politica estera: È stato formalizzato che il Regno Unito non fa parte dell’impegno per collaborare a “un’Unione sempre più stretta” come previsto nei trattati europei. Cameron ha anche ottenuto un nuovo meccanismo per consentire agli stati contrari a un nuovo regolamento di intervenire per bloccarlo, a patto che ci sia il 55 per cento dei parlamenti nazionali contro le nuove norme. Il meccanismo non è molto chiaro e secondo diversi osservatori sarà difficile, se non impossibile, metterlo veramente in pratica.

Migranti: è stato concordato che i migranti che si trasferiscono per cercare lavoro nel Regno Unito accederanno più gradualmente ai sussidi e con modulazioni, ancora da definire, per ridurre il loro impatto sui conti pubblici.
Cameron ha detto che l’accordo soddisfa buona parte delle richieste formulate dal suo governo, di conseguenza si è schierato a favore della permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea. In realtà, diversi osservatori ritengono che il governo conservatore abbia ottenuto ben poco dalle autorità europee e che molte delle richieste non siano state soddisfatte.

Cosa dice il quesito

“Il Regno Unito deve restare nell’Unione Europea o deve lasciare l’Unione Europea?”

Che succede se vince la Brexit

Il referendum non ha quorum è di tipo consultivo e non è legalmente vincolante. In linea del tutto teorica, se vincesse la Brexit, il Parlamento potrebbe quindi intervenire per approvare una legge che impedisca l’uscita dall’Unione Europea, ma andare contro la volontà degli elettori sarebbe un suicidio politico. Per uscire dall’UE, il Regno Unito dovrà ridiscutere tutti i trattati e concordare le condizioni per il suo ritiro, processo che richiederà come minimo un paio di anni di lavoro. In questo periodo di tempo, il Regno Unito sarà formalmente parte dell’UE, ma non potrà partecipare alla creazione di nuove regole e leggi in ambito europeo.

Chi vuole che il Regno Unito resti nell’UE

Come abbiamo visto Cameron è a favore della permanenza nell’Unione Europea e la maggioranza dei ministri del suo governo è con lui. Il Partito Conservatore ufficialmente si è dichiarato neutrale sul tema, lasciando libertà di voto ai suoi elettori. Il Partito Laburista, il Partito Nazionale Scozzese, il Partito del Galles e i Liberal Democratici stanno facendo attivamente campagna contro la Brexit. A loro si sono aggiunti molti leader europei, come il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese François Hollande, e capi di governo del mondo come di recente Obama. Dicono che i benefici della permanenza nell’UE superano di gran lunga gli svantaggi, di cui si fa del resto carico ogni stato membro, e tra questi ci sono: la possibilità di esportare con più facilità le merci, quella di avere più facilmente lavoratori qualificati e che contribuiscono a mantenere lo stato sociale, tramite il pagamento delle imposte, e di coordinare meglio le politiche di sicurezza nazionale integrandole con quelle degli altri stati.

Chi vuole che il Regno Unito lasci l’UE

Lo UKIP è il partito che sostiene più di tutti la necessità di uscire dall’Unione Europea, e fece già campagna su questo tema alle elezioni politiche dello scorso anno. È stato fondato nel 1993, ma ha ottenuto il suo primo seggio nel Parlamento britannico solamente dopo le elezioni politiche dello scorso anno, quando ha ottenuto il 12,6 per cento dei voti, mentre era andato molto bene alle elezioni Europee del 2014, quando risultò primo partito con il 27,5 per cento dei voti. L’obiettivo dichiarato dello UKIP è il ritiro del Regno Unito dall’Unione Europea, ma ce ne sono altri legati a fermare l’immigrazione, anche con soluzioni drastiche che hanno portato diversi osservatori a definire il partito di Farage xenofobo, populista e di estrema destra.
Il Partito Conservatore è diviso al suo interno, con circa metà dei parlamentari e cinque ministri del governo favorevoli all’uscita; ci sono anche alcuni esponenti politici del Labour e del Partito Unionista Democratico. Anche il sindaco conservatore di Londra, Boris Johnson, è a favore dell’uscita dalla UE. Con sfumature diverse, dicono che l’UE impone il suo controllo sulle politiche del paese e chiede ogni anno miliardi di sterline, dando indietro poco o niente, sono inoltre contrari alla libera circolazione delle persone e vogliono ridurre il flusso di migranti in cerca di lavoro.

Chi ha ragione

È difficile dirlo e i commenti di osservatori politici ed esperti sono inevitabilmente divisi, tra chi vuole o non vuole la Brexit. Chi crede nelle potenzialità di un’Europa unita è convinto che tutto debba restare così com’è, anche se negli ultimi decenni non ci sono stati molti progressi verso una vera unione politica. Chi ha fiducia nella condizione di privilegio e potere politico ed economico del Regno Unito sostiene da sempre che questa venga limitata dall’appartenenza all’Unione Europea. In quest’ottica è comunque indubbio chesenza il Regno Unito il progetto di unificazione perderebbe parte della sua credibilità. Molti analisti ritengono inoltre che dal punto di vista economicol’uscita dall’Unione Europea potrebbe avere serie ripercussioni sulla sterlina, complicando i rapporti commerciali del paese.

Come sta andando la campagna

Ci sono due campagne elettorali ufficiali, una a favore dell’uscita che si chiama “Vote Leave” e una contro che si chiama “Britain Stronger in Europe”, che possono spendere un massimo di 7 milioni di sterline ciascuna per fare propaganda. A queste si possono aggiungere altri comitati spontanei, che però non potranno spendere più di 700mila sterline ciascuno e devono registrarsi presso la Commissione elettorale, i comitati non registrati hanno la possibilità di spendere solo fino a 10mila sterline. I partiti possono fare campagna elettorale, ma anche per loro ci sono limiti di spesa stabiliti in base alla percentuale dei voti ricevuti alle ultime elezioni politiche. Ufficialmente, la campagna elettorale è iniziata il 15 aprile scorso.

Cosa dicono i sondaggi

Secondo i sondaggi più recenti, ottenuti aggregando consultazioni svolte da diverse società demoscopiche, il 54 per cento della popolazione è a favore della permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea, mentre il 46 per cento è contro. Negli ultimi mesi il dato è oscillato di continuo e per lunghi periodi il divario tra favorevoli e contrari è stato minimo. Gli elettori più giovani sono tendenzialmente a favore della permanenza, mentre quelli più anziani sono per la Brexit. C’è una percentuale ancora alta di indecisi, che oscilla tra il 17 e il 20 per cento, su cui le due campagne si concentreranno nelle prossime settimane.

I precedenti

Non ce ne sono: se vincessero gli elettori a favore della Brexit, il Regno Unito sarebbe il primo stato membro a lasciare l’Unione Europea nella storia. La cosa che si avvicina di più a questo scenario avvenne nel 1982, quando la Groenlandia – uno dei territori della Danimarca – approvò con un referendum l’uscita dall’UE nell’ambito delle maggiori autonomie concesse al suo governo locale da quello centrale danese.

Gli autori del rapporto:

PAGE, Professional Accounting Group Enterprise è unostudio di Commercialisti  con sede a Londra, che si avvale di professionistiitaliani ed inglesi specializzati in consulenza tributaria, legale e societariae specializzati nell’assistenza alle aziende nell’ambito dalla pianificazione fiscale internazionale.

I Commercialisti operanti nello Studio PAGE di Londra sono qualificati secondo la normativa inglese , e regolarmente in possesso delle Certificazioni Qualificate richieste ACA e ACCA per esercitare la professione in UK.

Contatti:

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