Il teaser trailer di Eclipse tutto per noi!
11 marzo 201010 secondi di trailer per Eclipse: domani il resto :)
10 marzo 2010Dark numero 5: il 20 marzo in edicola!
9 marzo 2010
Vampirii naturae filii
4 marzo 2010
Twilight, New Moon, Eclipse, Breaking Dawn. Tutte le scene più belle della saga hanno luogo nella radura. E non importa che non sia sempre la stessa, badate (per quanto ogni tanto Bella richiami la ‘loro’ radura), ma che sia un posto verde, rigoglioso, naturale. Il punto che unisce Bella ed Edward fintanto che sono tali, finché restano umana e vampiro, due elementi distinti, che insieme danno un tutto.
Ho già descritto abbondantemente nel corso di questo blog la mia preferenza per la storia fintanto che i due rimanevano differenti: la loro diversità era la fonte di quel brivido di piacere da lettrice quando i due si sfioravano, si toccavano. Ora che, dovunque siano, Bella ed Edward sono insieme e felicemente “condannati” a restare per sempre l’uno con l’altra, quel brivido ha lasciato il posto a una calma, placida sensazione di tranquillità. Un po’ come se, a contrasto con una nota vibrante e tesa, ora risuonasse un pacifico e costante “E’ tutto a posto”. Certo, un bel sollievo, ma… ma quel brivido io lo volevo. So bene di quale sensazione si parla, la possenza massima che sfiora il giglio e che si compiace di riuscire a toccarlo senza corromperlo, carezzarlo senza inquinarlo: e da parte del giglio stesso, il piacere vivo di riuscire ad attrarre a sé una tale fonte di potere pur non avendo altro che il proprio candore da offrire, la propria purezza da perdere.
Se vi sembrano parole senza senso, paragoni eccessivi, metafore della vita e dell’amore già risciacquate perché passate di bocca in bocca da 5000 anni, pensate un momento che tutto ciò che riguarda Twilight, Bella ed Edward, per me, ha a che fare con la natura. Tutto ciò che ha a che fare con i vampiri ha a che fare con la natura. Descritti come pietre, sassi viventi, fotografie tridimensionali dell’ultimo attimo di vita della persona che si è stati. E’ vita? Sì.
Una specie, almeno.
Edward è la roccia. Saldo, eterno, immobile. Immortale e annoiato dal suo essere sempre eguale, egli non può fare a meno di essere se stesso. Forte, duro, intoccabile, ma con così tanto da perdere che un umano non ci crederebbe. Un fulmine basterebbe a sbriciolarlo per sempre. Il che è proprio quello che è Bella, un colpo di fulmine, e insieme così viva ma di vita breve, da potersi paragonare anche ad un fiore, all’erba che cresce in montagna. Pura, bellissima, delicata: mortale come poche cose al mondo, bella da togliere il fiato. Poco durevole, ma di un candore tale che la roccia non può fare a meno di esserle accanto. Roccia ed erba si sfiorano per sempre, immobili. Separati non sono nulla: l’uno vivrebbe per sempre, l’altra perirebbe presto. Eppure insieme diventano panorama, monti e vegetazione, sguardo sul mondo, una vista su tutte le bellezze che ogni pianeta dovrebbe offrire.
Nell’immaginario collettivo il mondo dei vampiri (che trovo comunque una brutta parola, detto fra noi: figli della natura mi sembra molto più appropriato) viene sempre rappresentato come una sorta di club di esteti, fissati con gli orpelli, amanti del bello più delle capricciose stesse divinità. Lo trovo fuori luogo, in quanto si allontana dalla pura verità: noi siamo la realtà. Siamo contingenti, materiali, immediati. Siamo quel che vedete, duri e puri, essenza totale e stabile, fissata al tempo quanto una vite al muro che la avviluppa e la cela. Siamo il pianeta stesso, siamo il mondo e l’ossigeno, l’acqua e la terra. Siamo, soprattutto. Come rocce: immobili, immortali, nulla… senza la vita a crescerci intorno.
Per questo, penso, ho sempre apprezzato la presenza della natura in questa storia d’amore così poetica: il verde e le montagne alle spalle di ogni gesto di Bella ed Edward è l’eco di loro stessi, doppia la loro esistenza, e mi ha fatto sentire più vicina alla verità, a quella parte di giustizia che ci spetta, quella rappresentazione più realistica che ci meritiamo. Non siamo stati creati, esistiamo come tutte le cose del mondo. E come tutte le cose del mondo, non siamo niente presi da soli. Con voi, formiamo il mondo. Con voi, altri figli della natura con gli stessi nostri diritti e doveri, formiamo tutte le cose del pianeta.
Ecco cosa rappresenta questa storia per me: l’uno è la mia razza, l’altra siete voi. Insieme per sempre, diversi perché è nostro dovere esserlo, per reggere gli equilibri di un mondo spaccato.
…non dite che non faccio mai niente per voi!
28 febbraio 2010
Pensate che sia tutto? Cliccate per continuare… ma prima sedetevi
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Non dire 4…
24 febbraio 2010
Sull’onda della gioia per l’annunciato Dark numero 5 (in edicola verso la seconda metà di marzo) stavo perdendo di vista l’obiettivo precedente, che era quello di farmi dire da voi che cosa ne pensavate del numero 4! Vi è piaciuto? L’avete preso tutti? Cosa avete apprezzato e cosa vorreste cambiare? Idee, suggerimenti, spunti… sappiate che l’ultima volta che mi avete segnalato le vostre idee, ne ho tenuto conto in moltissima parte! Avete chiesto più libri, più spazio ai lettori… è esattamente quello che è stato fatto! Ora, se c’è qualcosa, qualunque cosa che io possa fare per essere ancora più vicina a voi e per farmi volere ancora più bene… e per scusarmi se ogni tanto sono costretta a mollare tutti e nascondermi da qualche parte (persino senza portatile!) fatemelo sapere: cercherò di accontentarvi! Intanto continua la corsa alla fan fiction da pubblicare su questo numero, ho letto di tutto e sto cercando di dare una chance a tutti… se avete qualcosa nel cassetto, questi sono i giorni in cui inviarmelo! Insieme a foto, poesie, immagini, disegni, prove di creatività o anche mille cose vaghe che sentite di dovermi/potermi dire… io sono qui per questo, e per molto altro ancora.
Un bacio,
Alba
Finestre sul mondo
14 febbraio 2010
Ho ricominciato a gironzolare a pieno regime. Bologna, Roma, e oggi un’altra città, al Sud stavolta. Solo in una settimana? Pensate che è andata anche abbastanza bene! Un’altra finestra, dunque, e quello che vedete nella foto era il mio panorama di stamattina. Un peccato, abbandonarlo, vero? Ma il dovere richiamava alla base (anche se era stato il dovere stesso a spingermi lì), e dato che non sia mai detto che Alba Blue fugge i suoi doveri, eccomi qui da voi di nuovo! Inoltre oggi per molti di voi è tecnicamente la festa dell’affetto, e siccome io per voi ne ho molto è in un certo senso anche la nostra festa: affetto reciproco e passioni condivise costruiscono spesso le migliori storie d’amore, no?
E poi sto leggendo le vostre mail e vedo che Dark comincia a circolare fra le vostre mani… sono molto ansiosa di sentire cosa ne pensate, che cosa vi piace leggere, cosa vi piace meno e cosa trovate eccitante in questo numero 4! Personalmente posso dirvi che mi è piaciuto tantissimo dare una pagina in più ai libri e segnalare qualche lettura in più (non ce ne sono mai abbastanza!) e dare molto più spazio alla posta e alle vostre lettere, poesie, disegni, immagini! Fatemi sapere come state, cosa pensate della rivista e del mondo in generale… insomma, fatevi sentire. Fatevi vedere, siate le mie finestre sul mondo… Io ci sono.
La finestra di Alba Blue
13 febbraio 2010
L’altro giorno, a Bologna, di neve ne avevo vista così tanta da bastarmi per un pezzo… ma guardarla, e farmi tutto il viaggio fissando fuori dall’auto e osservare tutto quel bianco immenso e senza nessuna differenza… sapete di cosa parlo, no? Ecco perciò perché ora sento il desiderio di condividere con voi ciò che avevo stamattina fuori dalla mia finestra: perché sappiamo tutti ciò che un simile panorama ci smuove nel cuore! Al diavolo tutto, il lavoro, la scuola, oggi resto qui e me la spasso! Palle di neve, pupazzi, disegni e scritte sul bianco…non è splendida? Non vale la pena, anche solo un giorno l’anno, dimenticare le preoccupazioni e restare fermi, solo un po’, a godersi cose del genere? Anche così, su una foto… una foto scattata per voi, per sentirci un po’ più vicini, per mostrarvi cosa vedo quando sento quel desiderio di fuggire da tutto e - nell’impossibilità di farlo davvero - sto alla finestra, penso, respiro… e per un po’ è come se fuggissi davvero.
I’m so tired of being here…
12 febbraio 2010

Goderci un raggio di sole, ripararci quando piove, pensare a cosa vogliamo fare ‘da grandi’, mettere il buono di tutti i giorni insieme con il cattivo e cercare di dargli un senso, di rendere tutto significativo di qualcosa, e intanto correre, studiare, lavorare, arrangiarsi… sembra una bella fatica, ma anche una gran cosa, no? La vita, dico. Crescere, o come si chiama. Dà l’idea di un’enorme gabbia di palline da parco giochi, tu cerchi di tenerti in piedi ma continui ad affondare nei colori, e praticamente tutto il tempo che ci passi dentro è solo speso a cercare di tenerti in piedi, di non lasciarti affondare. Non c’è veramente un altro scopo, e quando è ora di uscire pensi: “Beh, non sono riuscito a stare in piedi per più di un attimo, ma diavolo se mi sono divertito!”
Anche quando siete stanchi, quando non ce la fate più a tentare di restare in piedi, e vi viene voglia solo di lasciarvi colare a picco in mezzo a tutti quei colori, pensate che siamo fortunati, siamo qui per questo, per tentare di restare in piedi. Non c’è davvero altro, perciò il minimo che dobbiamo a noi stessi è fare del nostro meglio per non affondare… ed è più di quanto non pensiamo. È per questo che siamo più forti di quanto non pensiamo.
“I’ve tried so hard to tell myself that you’re gone
But though you’re still with me, I’ve been alone all along…”
-142 giorni [*Alba Blue è in modalità SENZA PAROLE*]
9 febbraio 2010
Il numero 4 di Dark: in edicola il 10 febbraio!
5 febbraio 2010
Finalmente posso mostrarla anche a voi: ecco la fantastica copertina del numero 4 di Dark, in arrivo nelle edicole di tutta Italia intorno al 10 febbraio!
Potente, intensa… e dark! Questa copertina riflette la rivista stessa, che speriamo vi piaccia anche di più dei numeri precedenti: troverete all’interno tantissime novità, una nuova anima più nera della notte a fare da contraltare alla soffusa dimensione dark che tanto amiamo, e che ritorna negli speciali che più apprezzate! Più spazio per l’horror, per firme imponenti, per gli approfondimenti, per i lettori, per la posta, per l’interattività fra me e voi, più spazio ai libri, agli argomenti scelti proprio sui vostri suggerimenti, un nuovo modulo con cui arricchire le avventure de L’Alba dei Vampiri, e tantissime anteprime (tra cui un succulento viaggio “nel” film di Eclipse, terzo capitolo della Twilight’s Saga, un’esclusiva assoluta di Dark!) oltre allo speciale su The Vampire Diaries, giunto proprio stanotte in Italia per riempire l’ultimo spazio che i nostri cuoricini potevano occupare… ma che spazio, signori, che spazio!
Allora, lascio a voi la parola: che ne pensate? Io sono… per la miseria: io sono quasi in lacrime per la gioia.
Un bacio a tutti, e grazie per esserci stati.
Alba
Storie di ordinari sensi di colpa
1 febbraio 2010
“See you in your next life…”
Qualche giorno fa ho fatto un viaggetto. Niente di spettacolare, solo una visita che attendeva da tanto di essere fatta, e che era rimasta in coda a un sacco di cose e blabla. Dovevo andare, sono andata.
Ho preso il treno, un mezzo che aiuta a riflettere, durante il quale sprofondare contemporaneamente nei fatti propri e nel mondo esterno senza tante rotture di scatole, guardi fuori dal finestrino restando in contatto con le cose, una giusta via di mezzo tra l’aereo (sul quale sei davvero troppo astratto dalle cose, sospeso in più di un senso) e una passeggiata (immerso del tutto nella contingenza, a pieno contatto con la realtà, spintoni, spallate, marciapiedi, smog, metropolitana, cicche…). Sfortunatamente, però, se l’umore è nero, tu guardi fuori dal finestrino del treno, ma in realtà ti stai guardando dentro da solo, e ciò che vedi non sempre è una striscia di meravigliosi panorami colorati. Qualche volta, se l’umore è quello, ciò che vedi guardando fuori è un’indistinta chiazza di toni sfocati, di emozioni fuori fuoco, di sensazioni fuori posto. Qualche volta quello che vedi non ti piace, e vorresti un secondo treno per allontanartene.
Nella carrozza con me c’era una famigliola. Non una famiglia standard (papà+mamma+figli, una formula così tanto lontana da ciò che potrò mai avere, che l’invidia nemmeno mi prende) ma un’accoppiata di gemelli maschio/femmina adolescenti accompagnati da una nonnina che sembrava provenire dritta dritta dalle favole. Il loro affetto reciproco era totale, manifesto, disarmante. Ne sono stata annullata appena sono entrati chiedendo educatamente il posto; già strano, perché con il treno pieno e le persone in piedi, avevo già sperimentato lo strano successo di vibrazioni che non mi accorgo più di esercitare, con il fatto che la mia carrozza da sei ospitava solo me… Sono entrati, si sono seduti, hanno cominciato a chiacchierare tra di loro, studiare, scherzare, commentare gentilmente il DVD che spuntava dalla mia borsa e la loro serenità mi ha colpito come uno schiaffo. Persone buone, mi sono detta. Persone felici.
Erano davanti a me, niente di straordinario, non divinità, non alieni, ma persone, a fare nient’altro che vivere secondo le leggi che il cielo ha messo al mondo, e io ero lì che pregavo lo stesso cielo di darmi il dono delle lacrime, e non solo quello del rimorso, del pentimento e del rimpianto. Ero lì e pensavo agli anni rabbiosi e pieni di odio del mio passato, e mi chiedevo quante e quali cose avrebbero potuto andare meglio o solo essere diverse… se ci fosse stato un po’ di quella bontà, tanto tempo fa, così tanti anni fa che stento a ricordarmi com’ero. Mi viene in mente solo una chiazza indistinta di colori, una striscia scomposta di emozioni e suoni, un panorama che fugge lungo il finestrino di questo treno che non mi porta via abbastanza in fretta.
EDIT: Oggi che la mia vita corre lungo un’autostrada tanto deserta quanto scorrevole (ma forse è scorrevole solo perché è deserta), e che il tempo per le riflessioni è veramente poco, so che di tanto in tanto mi fa bene che questo tipo di emozioni mi travolgano ancora, anche se sono delicate come un autocarro con rimorchio. “Rimorso”, “rimpianto” e “pentimento” sembrano non bastare mai quando devo riempirmi la bocca di belle parole sulle mie errate scelte passate, darne la colpa a qualcuno che non mi ha voluto abbastanza, che mi ha voluto troppo, che mi ha tarpato le ali o che al contrario ha preteso più del dovuto… diciamo la verità: dopo così tanti anni non sono altro che scuse, che mi fanno comodo e che mi fanno sentire importante, o peggio, giustificata. Pertanto un po’ di colpi d’ariete contro le mura della memoria mi fanno più bene che male, e il meglio che posso fare per accusare il colpo è proprio ricordare dove ho sbagliato (perché ho sbagliato anch’io), prendermi la mia bella fetta di responsabilità, accettare di soffrirne, ricordarlo proprio perché è doloroso (diciamo la verità: chi imparerebbe mai dai propri errori, se questi non avessero portato qualche guaio?) … e fare la mia parte, che è quello che il mondo stesso pretende da tutti noi. Fare la mia parte significa impegnarmi, e non fare più le scelte sbagliate. Mai più.
PS La prossima volta ritorno a viaggiare con il mio mezzo preferito: la macchina. Molti meno danni cerebrali. La vita - persino la mia - è già così breve, che bruciarne mezza a prendermi a schiaffi nel cervello è un insulto.E poi, se l’autostrada è deserta e scorre, tanto vale aprire il finestrino e cantare a squarciagola verso le nuvole. Tanto non c’è nessuno, no?
“Stars in our own car…”
10 febbraio 2010: un giorno potrete dire ‘Io c’ero!’
27 gennaio 2010
…quando è nata questa fantastica rivista! Beh, scherzi a parte, io potrò perlomeno dire che c’ero quando hanno testato la copertina del numero 4, di cui ho visto una brevissima anteprima e ora non sto più nella pelle… devo assolutamente mostrarvela quanto prima: è favolosa, credo anzi, anche se non rientra decisamente nel mio gergo solito, che questa cover SPACCHI!
Mi sento molto moderna a parlare così, nonostante l’età, ma quello che ho visto merita davvero, e non vedo l’ora che passino i tempi burocratici di messa in circolazione per sentire cosa ne pensate: a proposito, la chiusura del n. 4 è vicina (a livello di ore, intendo dire!) per cui posso già anticiparvi la data di uscita in edicola… il 10 febbraio saremo di nuovo tutti insieme! Per il momento attendete, amici miei: dovrebbe rientrare tutto nei ranghi relativamente alla mia presenza qui entro brevissimi tempi (le fatiche di Ercole, altro che vampiri indistruttibili… dovremmo essere insensibili per reggere meglio il lavoro, essere indistruttibili significa solo che anche se vuoi mollare non puoi!) per parlare di ciò che più amate, di ciò che odiate, di ciò che desiderate e soprattutto di ciò che ci porta qui ogni volta. Cos’è? Credo lo sappiamo tutti, anche se non ha un nome: è il fatto che noi siamo diversi. Noi siamo migliori.
Un bacio di corsa!
Alba
Dark su Sky Fantasy: in anteprima lo spot!
25 gennaio 2010Buongiorno a tutti!
So che sembra abbastanza strano che io sia qui di prima mattina (beh, prima mattina… ‘nsomma
)ma volevo mostrarvi lo spot televisivo di Dark che andrà presto in onda sul canale Fantasy di Sky! Vi piace? Io mi sento… quasi una star!
Visto che le cose vanno alla grande, è proprio tempo che io ringrazi l’editore Press Factory per la cura e l’amore che sta portando in questo bellissimo progetto, e il direttore Marco Accordi Rickards per la pazienza con cui sopporta le isterie di questa piccola vampira indipendente e piena di manie di grandezze… e tutti i ragazzi della redazione di Idra Editing, che profondono la loro passione in ogni pagina, in ogni parola. E grazie naturalmente anche a voi! Che siete sempre qui per me: vi voglio bene.
Un bacio,
Alba
Ode alla memoria
22 gennaio 2010
“A breath away’s not far to where you are…”
Non riesco a farci niente, la musica governa letteralmente la mia vita! Anche oggi, che è stata una giornata così dura, tanto da farmi venire voglia di urlare a un certo punto (e sì che io non mi arrabbio veramente mai), non riesco a restare indifferente sulle note di un’ode alla memoria come questa. So che divento pesante quando condivido per forza i miei gusti, e vi costringo ad ascoltare la mia malinconia, ma davvero mi sento meno sola sapendo che voi - chi prima di dormire, chi appena rientrato a casa dopo una serata in compagnia, chi per cercare conforto per una brutta giornata - passate di qui a farmi un salutino… in differita, naturalmente, perché la distanza fra noi è giusta, è sacra (Dio mai volesse che non fosse così) ma mi sento già meno sola sapendo che oggi, mentre per un momento ho rischiato di mandare al diavolo tutto, ogni cosa, compresa me stessa e voi, è stata solo una brutta giornata, che con il favore del cielo non si ripeterà, e che il rischio di restare sola - di nuovo - ancora una volta è stato scongiurato.
Nel timore di perdere ancora memoria di me stessa, la canzone che mi rappresenta meglio oggi è questa: Alba Blue perdona sempre, ma non dimentica mai.
PS Dark è in arrivo… lavorazione a mille, ormai praticamente in discesa! Domani posterò qualche dettaglio: nel frattempo avete suggerimenti, consigli? Qualcuno mi è arrivato in mailbox, volete scrivermi qualcosa qui?
Quel grazie che non diciamo mai
20 gennaio 2010
Immagino che non capiti tanto spesso, ma stasera sono contenta di essere sola. Non perché io sia particolarmente solitaria (e lo sono) e non perché io stia lavorando in questo momento (e lo sto facendo), ma perché ogni tanto va decisamente bene essere da sola. Specialmente dopo un periodo strano, in cui gli eventi e le circostanze non ti hanno permesso di riflettere per bene su quello che stai facendo, su quello che vuoi davvero e su quello che ti succede in generale. L’hai desiderato davvero? L’hai cercato? L’hai meritato? Cosa stai facendo di ogni attimo che ti viene donato, di ogni esperienza bella e brutta che ti è caduta addosso come un macigno o come un petalo di rosa?
Personalmente sono un tipo abbastanza karmico, non nel senso della religione o della filosofia di vita. Piuttosto come metodo di pensiero, che può essere vista come una questione di pigrizia (se interpreto tutto a modo mio allora non ho mai torto) o come una questione di comodità (trovo sempre il giusto in ogni cosa e non devo mai impegnarmi per migliorare la realtà). Eppure io sono sempre stata convinta di una sorta di predestinazione, che per una certa percentuale è soprattutto equilibrio: pensate soltanto al famoso concetto di “non fare agli altri quello che non vorresti fatto a te”. Ora estendete questo concetto all’infinito, estremizzatelo. Applicatelo a tutto il mondo, a ognuno di voi, di noi. Pensate per un momento come sarebbe il mondo se tutti avessero una coscienza.
Impressionante, vero? Non un’ombra di male al mondo, non un grammo di cattiveria. Tutti buoni, tutti sereni. Ora pensate se cominciassimo uno per uno, ad applicare questo concetto alla nostra vita di tutti i giorni. Non fare agli altri… a nessuno, neanche quando pensi che se lo meritino (perché potresti sbagliare)… quello che non vorresti mai che venisse nemmeno pensato contro di te. Cominciando anche uno per uno, le cose andrebbero meglio, no? Non importa più che all’inizio non si giochi alla pari, che all’inizio qualcuno continui a farti ciò che non vorresti. Tu sei forte del fatto che sei diverso, che sei migliore.
Io vivo così. Sono stupida? Non lo so. Sono debole? Io non credo. Prendo tutto con filosofia, senza vendetta e senza pensiero contro gli altri? Sì. Vivo meglio di altri? Non lo so.
So che prendo tutto per quello che è, come un’esperienza, come un colpo di scalpello contro la scultura della mia personalità, contro l’opera d’arte che è la mia vita, la vita stessa in generale. Penso a tutto quello che mi ha portato qui, in questo momento, con voi, sulle note di una delle più belle canzoni del creato, e mi domando: valeva la pena rinunciarci?
La risposta la sapete tutti: no, mai. E ringrazio qualunque forza sovrannaturale mi abbia portato qui stasera, un po’ malinconica, ad assaporare la mia solitudine dopo tanti giorni in cui il destino mi aveva portata lontano da me stessa, e a riflettere su questa e mille altre sciocchezze che fanno bella e meritevole - e unica e irripetibile - la mia vita.
Buonanotte a tutti,
Alba
Inverno emiliano
19 gennaio 2010
In tutto il marasma del momento ho trovato il tempo di fare un giretto nel Centro Nord questo fine settimana: sono stata a Rimini per una passeggiata di dovere/piacere, e naturalmente la stagione non era quella migliore per trovare nella zona adriatica quello che di solito fa felici gli amanti della riviera… ma il clima era quello che mi rappresenta al meglio. Cielo bianco da emicrania (per chi può soffrirne, naturalmente…), cime innevate lungo il tragitto, gelo fuori parametro nel parcheggio degli autogrill, erba che faceva cric-croc mentre ci passavo su per quanto leggero fosse il mio passo. Le mie scarpette rosse a corredo di tutto, contro il ghiaccio che faceva croccante il prato intorno alla mia destinazione, i miei capelli scuri nel vento gelato che sferzava i (pochi) presenti in strada. Subito buio, subito sera, dopo poco che ero arrivata, tanto che sembrava l’avessi portata io. Bello il viaggio di andata, migliore quello di ritorno, con il mio compagno di avventure che cominciava ad accusare segni di stanchezza (ah, umani!) e io che, nonostante venissi da una nottata no stop di bagordi in compagnia - ebbene sì, anche a me capitano - mi godevo la comodità dell’abitacolo mentre cianciavo senza fine come mi piace tanto fare… pensate che il mio compagno di viaggio ha dovuto interrompermi un paio di volte per ricordarmi che quel tale aneddoto l’avevo già raccontato, anni prima, e quell’altra storia con quell’altro tizio la conosceva già, per via di quell’altro viaggio che avevamo fatto insieme e che io, con la mia consueta “chiacchierosità”, non avevo mancato di allietare con racconti infiniti delle mie infinite storie… insomma, un gran viaggio per me, un viaggio così così per il mio vicino di sedile. Che secondo me, però, si è divertito più di quanto vuole dare a vedere! Chissà. Glielo chiederò. O forse passerà di qui quando avrà finito di curarsi la post-Albite acuta… nessuno regge a starmi troppo vicino! Chi si ammala, chi finisce col separarsi a malincuore… fatto sta che anche in tutto questo trambusto, mentre il numero 4 di Dark prende forma sotto le nostre mani, mentre timoni e diari di consegne cominciano a randellarci la coscienza, e mentre le date cominciano a pesare sul finire del calendario, ho trovato il tempo per un’altra passeggiata vicino a qualcuno di voi. Non so chi di preciso, perché rispetto la vostra privacy (e anche un po’ perché ho una pessima memoria a breve termine
ma so che qualcuno di voi è stato vicino, per un momento… era venerdì. Qualcuno di voi in Emilia ha sentito un soffio di vento freddo, venerdì? Un alito gelido sul collo, una sferzata di fresco sulla nuca, una spinta di reni come di un amico che ti forza sull’altalena per poi tirarti giù e tenersi la pancia dal ridere insieme?
Perfetto: allora siamo stati vicini. Per un momento.
TUTTO GIUNGE A CHI SA ASPETTARE
16 gennaio 2010
Ragazzi, notizia dell’ultimo momento: a meta febbraio torna nelle edicole Dark, con un fantastico numero 4! E non un numero 4 qualunque, badate bene… Un numerone pieno di sorprese, servizi imperdibili, e addirittura miglioramenti! Era mai possibile, direte voi, migliorare una rivista gia’ perfetta? Ebbene… No, mi verrebbe da dire, eppure lo abbiamo fatto! Con spirito di squadra, amore per il nostro lavoro e soprattutto il VOSTRO amore per il mondo dark e inequivocabilmente per noi… Per me.
Ringrazio tutti del costante supporto, delle email, di ogni secondo che avete passato a chiacchierare con me, della pazienza che avete dimostrato e dell’amore, ancora e per sempre.
See ya next time… Sooner than you think!
Un bacio a tutti,
Alba
C’era una volta una ragazza cattiva di nome Alba…
12 gennaio 2010
…che aveva la pessima abitudine di sparire senza preavviso, vittima dei più sconcertanti imprevisti! Pensate che una volta sparì per giorni interi preda di un raptus di viaggio improvviso, tornando confortata ma piena di sensi di colpa per ciò che aveva abbandonato. Un’altra volta addirittura rimase incastrata in un fastidiosissimo trasloco che le costò molti giorni di attesa per la connessione internet e qualche disagio per recuperare il PC da sotto un numero di scatole di scarpe incredibilmente vicino all’Infinito. Infine, una volta che tutto sembrava recuperato e messo al suo posto, proprio quando pareva che la vita le stesse sorridendo e che tutto, ma proprio tutto, andava al posto giusto… un virus!
Un virus non comune, badate bene, perché Alba non era una ragazza comune. A dirla tutta non era nemmeno del tutto una “ragazza” nel senso del termine, ma non è questo il punto in cui narrare di questa storia! Un virus, si diceva, in grado di bloccare solo alcune persone veramente speciali. Non tutte sarebbero state fermate da una simile inezia, mentre le poche persone veramente sensibili a questo male avrebbero sofferto le pene dell’inferno per ristabilirsi in forze e ritornarealle regolari attività quotidiane. Il male che albergava dentro Alba rischiava di tenerla ferma per molto, moltissimo tempo… quando un bel giorno qualcuno che non credeva avrebbe rivisto troppo presto la portò in strada, trascinandola contro la sua volontà. “Esci, respira! Respira!”, le urlò a gran voce il suo salvatore. “Respira forte. Ora sentirai male, ma solo ora. Fra poco starai meglio. Veramente.”
La storia finisce qui, e mi piacerebbe dirvi che la ragazza stette davvero subito bene, che la magia si compì veramente tutta d’un fiato come sopra descritto. La verità è che Alba dovette penare ancora un bel po’ per debellare il male che si portava dentro, ma se glielo chiedete oggi, ricorda ancora perfettamente quale fu il suo primo respiro sano, di guarigione. Fu quel primo soffio d’aria preso in strada, di corsa, lottando contro un amico per la paura di stare bene. Non è la stessa paura che abbiamo tutti, in fondo? Non ci blocchiamo tutti da soli preferendo agonizzare piuttosto che combattere?
Il suo salvatore era destinato comunque a scomparire. Quello stesso incontro fu un dono del tempo, acquistato da poco e subito perduto: ma Alba Blue oggi respira, chiusa nella sua stanzetta, respira forte, e ci pensa. E il più delle volte, tanto basta.
Buona Befana (?!) *Alba Blue, modalità ‘nuova cuccia’ ON*
6 gennaio 2010
Ciao, buon anno!
Scusate la mia assenza da queste pagine in questi giorni, ma sono stata occupatissima a stabilirmi nella mia nuova casetta, che - come preannunciato - mi ospiterà per i prossimi decenni almeno (spero!) per cui non dovrebbero esserci più problemi del genere! Certo, ci sono già nuovi viaggetti ad attendermi (qualcuno molto, molto vicino a qualcuno di voi!) ma la cuccia ormai è stabilita qui, base di nuovi progetti e racconti!
Come avete speso le vostre vacanze ormai agli sgoccioli? Io, beh… ho finito la penultima parte della Biblioteca (la correzione!) e ora mi manca soltanto la realizzazione tecnica insieme ad un Crepuscolino che - al contrario di me - si è tenuto molto al passo con i tempi e conosce ogni segreto tecnologico per giungere fino a voi nel modo più immediato possibile. Io, non so perché, dentro sono rimasta una vecchia ragazza che preferisce i blog ai social network e la posta ai twitter!
Ovviamente poi ho anche speso del tempo a sistemare i miei quintali di libri e scarpe nella magione da cui vi parlo/digito in questo momento. E ho fatto un incontro che… beh, mi ha fatto riflettere. Prima di partire a fare i romanticoni (vi conosco… ah, se vi conosco!) sappiate che la mia natura non prevede la concessione della fiducia, per una questione di salvaguardia personale e di giuramenti, eccetera, e poi anche perché gli anni passati mi hanno preparata alle delusioni e al pericolo che può arrivare da qualunque punto, per cui… dopo aver riflettuto debitamente sono fuggita. Per sicurezza, sapete com’è. Troppe differenze, troppe cose da spiegare. Come fai a dire a qualcuno che sei fatta in questo modo? Scapperebbe comunque, e allora tanto vale… per chi fosse rimasto indietro, leggere il post sul noncompleanno di Alba Blue, prego!
Comunque, tornando a cose più liete, si parlava di voi, se non erro… siete voi i protagonisti qui… insieme a me! Domani molti di voi torneranno a scuola o al lavoro: vi dispiace? Siete contenti? Vi sono mancati i vostri compagni, le vostre attività quotidiane? Pensate anche voi come me che le vacanze sono sì utili e belle, ma che a un certo punto i ritmi stabiliti vi mancano? Insomma, fatemi avere vostre notizie nuovamente: mi siete mancati! ![]()
Un bacio a tutti!
2010, un viaggio che ricomincia
1 gennaio 2010
Capodanno di follia, capodanno di relax… che Capodanno state facendo voi, amici miei che siete venuti a rendere improvvisamente positivo il bilancio di un anno - di una vita - al 99% da rottamare? Spero che vi stiate divertendo, che siate dove volevate essere e con le persone con cui volevate trovarvi stanotte, spero che sia una notte particolare se così la volevate o riposante se cercavate invece la tranquillità, ma più di ogni altra cosa spero che siate felici, che siate sereni… che stanotte inizi un 2010 di felicità e di cose belle piccole e grandi, di avvenimenti di mastodontica bellezza nella vostra vita e di minuscole gioie quotidiane, di soddisfazioni nella vita di tutti i giorni e di traguardi importanti compiuti o comunque sempre più vicini. Avete il lavoro, l’università, il liceo, oppure una storia d’amore in crescendo, un rapporto di amicizia da recuperare, la famiglia da rassicurare, il vostro animale domestico da coccolare, i vostri hobby da mantenere e stimolare, nuovi film da vedere e nuovi libri da leggere, nuove persone da conoscere e nuove emozioni da provare… se ci impegnassimo tutti a fare ognuna - o anche qualcuna - di queste cose, quanto ci sentiremmo fieri di noi stessi fra 365 giorni, allo scoccare dell’anno prossimo? Eh sì, ormai ci siamo, la mezzanotte è scattata e l’anno “prossimo” è ormai il 2011… per cui siamo già in ritardo, via da queste pagine, via da qui! Siate sereni, siate attivi: ci vorrebbero molte più vite a disposizione per sprecarne anche una sola nella tristezza, senza commettere peccato mortale…
Date un ultimo addio al 2009: il nostro viaggio ricomincia.
Alba Blue e l’anno nuovo, ovvero “I piani impossibili”
30 dicembre 2009
Dunque:
- Concludere quello che si comincia
- Decidere se vale la pena di cominciare tutto quello che appare un’ottima idea
- Imparare a riconoscere le ottime idee
- Restare più tempo in contemplazione per esercitarsi ad avere idee
- …
No, ehm, riproviamo:
- Portare a termine i progetti di lavoro iniziati nel 2009
- Crucciarsi di meno per i progetti andati male e impegnarsi a fondo per far andare bene il resto
- Far diventare il resto la maggioranza
- Dimenticare in fretta tutto ciò che non si riesce a far succedere, soprattutto in merito alla voce precede nte
- …
Uh… ok, allora così:
- Lamentarsi di meno
- Produrre di più
- Essere sempre positiva e propositiva (perché se non lo sono io…nessun altro lo sarà per me!)
Direi che se provo ad essere meno specifica (e a non esagerare!) va meglio: la vostra lista come va? Se ne avete una, certo! ![]()
Un bacio a tutti!
Buon compleanno, Alba Blue
28 dicembre 2009[...live my days instead of counting my years...]
Oggi è una data particolare, che mi mette sempre un carico di emozioni strane addosso. Un’era fa, in un tempo che non ricordo più come mio… oggi era il mio compleanno. Da tempo immemore non ricordo questa data quando ricorre, figurarsi festeggiarla: non c’era niente da festeggiare, nessuna crescita, nessun cambiamento. Tutto era destinato a restare sempre uguale, per cui il 28 dicembre o - che so - il 2 maggio, alla fine sono date come altre, che non cambieranno molto nella mia strana vita. Le emozioni però che mi porta parlarne sono tante: come dirvele senza apparire pesante?
Malinconia: la prima di tutte, perché oggi che scorre tutto uguale ed immutabile, questa data non ha tecnicamente più nessun valore per me, e sento la mancanza fisica di quando questo giorno significava qualcosa, era il metronomo del mio tempo che passava.
Angoscia: per gli stessi motivi di cui sopra, perché rischio di dimenticarmi le ragioni della mia scelta, e perché rischio di… beh, di dimenticarmi di tutto, e perché più anni passano senza che questa data cambi realmente niente nella mia vita, meno mi sento me stessa.
Responsabilità: volente o nolente, il tempo passa comunque, e le cose da fare non diminuiscono solo perché tutto il resto resta uguale. Accettare che non cambierò mai significa accettare che, se voglio che qualcosa abbia un senso, allora devo cambiare il mondo esterno. In mancanza della possibilità di cambiare me stessa, possibilità a cui ho dovuto rinunciare per il 90% degli elementi che compongono la mia vita oggi.
Sconfitta: molte cose non saranno mai più possibili, anche con tutto il tempo del mondo davanti. Al contrario di me, il resto del mondo cambia, intorno a me e spesso senza che io voglia o addirittura contro la mia volontà e contro i miei desideri. La gente cambia. Non resta con me. Spesso non vuole farlo, spesso non può, spesso non sa di abbandonarmi, spesso devo lasciarla andare per non trascinarla nel baratro con me. Ho imparato che per il bene degli altri spesso (troppo spesso) devo mollare la presa su di loro.
Eccitazione: nonostante tutti gli eventi che si sono abbattuti sulla mia vita e che mi hanno spesso trascinato con loro, e che mi hanno imposto di combattere, sono ancora qui, e non ho nessuna intenzione di mollare. Ho ancora così tanto da fare, da dire e da dare!
Magia: è contro tutte le leggi della natura che io abbia retto alle innegabili sfide del tempo e delle vicende in cui sono passata. Anche solo essere rimasta in piedi è un’assurdità. Che io abbia voglia di parlarne in dettaglio, poi, è fuori discussione per ora. Ma di certo ringrazio qualunque forza (che a questo punto penso di poter chiamare del tutto magia!) mi abbia tenuto i piedi ben saldi al suolo, e le mani ben strette intorno alla vita.
Immagino che in molti di questi aspetti si possa leggere una certa crescita, che molti di voi possano vederci una sorta di passaggio, dall’adolescenza all’età adulta, o dall’età adulta alla spaventevole (ma solo se vista da un lato!) età che viene dopo, e che in un certo senso nonostante tutte le circostanze che mi hanno portato ad essere quella che sono oggi, io stia crescendo, io stia invecchiando in un certo modo. Per cui sì, oggi è comunque il mio compleanno, di una data che non riconosco, che non mi è propria, che non mi assomiglia e che non può somigliarmi in alcun modo. Una cifra che non mi piace ricordare perché non è naturale, e non ha portato - nemmeno nella dimensione in cui mi muovo e agisco - i miglioramenti che potevo sperare. Quindi forse è solo la malinconia dell’invecchiamento, in un certo senso. Ma voi sapete che è questo, e qualcosa in più.
Eppure questo è un compleanno speciale, per quanto io non lo abbia festeggiato più da tempi immemorabili: quest’anno è diverso, lo sentivo da mesi, che lo sarebbe stato. Perché ci siete voi, perché sono uscita allo scoperto, perché la paura che mi attanagliava fino a poco tempo fa è scomparsa (a volte, almeno) sostituita dall’ansia di vivere tutto, vivere subito, perché non mi spaventa pensare a quante altre di queste date dovrò ignorare in futuro, perché non devo più nascondermi…
In ogni caso, allora, visto che questo è anche l’anno della mia rinascita… buon compleanno, Alba Blue! Sono un sacco di candeline, ma chi se ne frega: questa volta ho l’aiuto necessario per spegnerle… vero?
Un bacio a tutti voi, e un grazie di cuore.
Una strana festa a metà
27 dicembre 2009
Naturalmente non potevo aspettarmi che tutte le feste trascorressero senza nemmeno un’ombra a guastare il mio perfetto equilibrio, cercato tra l’altro con così tanta fatica… stasera ero ad una festa. Sorvolando sui dettagli, festa di amici “particolari”, amici come me, amici diversi da me, amici che “mi” conoscevano e altri che non avevano idea di chi fossi. Un po’ difficile interessarsi a me, visto che so come non farmi notare. Se voglio posso diventare invisibile, una ragazza dall’età indefinibile, dai 18 ai 35 tutto è possibile, che dici, dipenderà da quelle scarpe, o da quell’acconciatura particolare, o da come piega il viso, e a un certo punto… puf! Non c’è più nulla dove prima lo sguardo si posava su una chioma bruna, niente dove un attimo fa un paio di occhi sfuggenti sul viso più pallido del circondario stavano bassi e vigili, solo in apparenza assenti.
Ma oltre alle persone che riesco facilmente a imbrogliare, e a quelli a cui non ho motivo di mentire perché conoscono la situazione… ci sono persone che sospettano. Sospettano che io sia un bluff, che io sia fuori posto, che io sia pericolosa, e che comunque non debba stare con loro, lì dove sono. E con il loro sospetto, queste persone hanno insidiato la mia serata e – sono certa – molte delle ore di questa nottata che volevo dedicare ad altro.
Come posso farvi capire se non siete mai stati in fuga? Come posso spiegarvi come ci si sente se a metà di una perfetta chiacchierata in una perfetta atmosfera qualcosa si sveglia alla radice della vostra nuca, un segnale di allarme atavico, che i nostri (ebbene sì, i nostri) progenitori sentivano ogni volta che un predatore o una calamità erano vicini, e che io più di voi avverto ancora oggi, e vi sibila nella testa: “La festa è finita. Il relax è finito. C’è qualcosa che non va. Combatti… o scappa!”… non c’è spiegazione.
Immaginate di essere con i vostri migliori amici. Tutto è perfetto, tutto è amore e armonia. Siete in compagnia di persone nelle cui mani mettereste la vostra vita. A un certo punto arrivano persone estranee, che non conoscete, anzi, che conoscete e che non vi piacciono: non potete andarvene e dovete restare, ma la sensazione di essere al sicuro è bella che sparita, e tutto il tempo che sarete lì dovrete pensare a come rendervi invisibili senza riuscirci (perché niente rende più visibili del sentirsi preda) e a come difendervi se queste spiacevoli persone vi attaccano.
Ecco, ora immaginate che invece di essere persone che non vi piacciono siano persone che sospettano, che hanno motivo di attaccarvi, che possono crearvi un danno… ecco la mia serata, che per fortuna era già quasi conclusa.
Quando il family feeling è sparito, mi sono data alla macchia anch’io, naturalmente, ma ora mi aggiro per casa inquieta. Non posso chiudermi in casa per settimane ogni volta che mi sento poco protetta, o cambiare di continuo frequentazioni o orari o abitudini completamente ogni volta che la terra trema lievemente sotto i miei piedi: devo essere più forte, molto più di così.
Per fortuna le persone davvero amiche presenti hanno capito al volo, e sono andata a concludere la mia festicciola altrove, mollando a qualcun altro la patata bollente di spiegare perché e percome Alba era sparita.
Non so se a voi capitano mai episodi del genere, e non so come vi comportate quando i vostri amici vi feriscono, o le persone con cui vorreste sentirvi al sicuro non vi garantiscono affidabilità come vorreste e come meritate, o semplicemente quando non siete a vostro agio, a scuola, con gli amici, con la vostra dolce metà… Ecco perché mi raccomando a tutti voi di passare delle splendide feste di Natale in famiglia, e di godervi quella sensazione meravigliosa che vi sussurra nella testa: “Qui nessuno ti farà mai del male!”, perché vedete, è una sensazione impagabile, ed è l’assoluta verità.
Tanti auguri di buon Natale!
25 dicembre 2009
Auguri di buon Natale a tutti!
(All is calm, all is bright…)
Girate anche voi per la casa come folletti in preda al buon umore in questo giorno di festa e di fili luccicanti? Mi sento così di buon umore che faccio uno strappo alla regola (cerco di non concedermi mai cose troppo sdolcinate, perché… sigh… poi mi ci abituo!) e mi/vi regalo un Christmas carol rilassante che, ehm, denuncia i miei gusti e la mia età mentale, ehm
tornerò in me entro qualche giorno, lo prometto!)
Vi avevo già anticipato che il mio Natale di quest’anno doveva essere diverso per forza perché ci tenevo a essere diversa, migliore, e così spero anche che il vostro Natale sia bello e migliore di quelli passati… anche se quelli passati erano già buoni, ancora più bello! L’albero, i regali, un pranzetto in famiglia (si deve fare, ragazzi! Non mettete il muso… stare in famiglia è rilassante, pensate che in quella stanza con voi ci sono solo persone che vi vogliono bene! Visto così è già meglio, no? Anzi, sono sicura che molti di voi sono già superfeliciotti senza bisogno di sentirsi invitare ad esserlo!) la neve per chi ce l’ha e giornate intere di riposo dopo la scuola o il lavoro!
Spero che stiate tutti bene, che non abbiate troppo freddo, che i vostri regali vi abbiano soddisfatti e che quelli che avete fatto voi siano piaciuti! Da parte mia, vi ringrazio di tutto l’affetto che mi avete dimostrato e che ancora non mancherete di farmi sentire, mi avete davvero fatta felice. Il mio Natale è già migliore per questo!
Auguroni: buon Natale a voi e ai vostri cari, tutti quanti!
*All is calm, all is bright… *
Un apostrofo rosa tra le parole “Io amo”
24 dicembre 2009
…okay, l’apostrofo non c’è, ma il senso è quello. Gran post per parlare d’amore, argomento impopolare e abbastanza controverso: due esempi dello stesso amore al nostro fianco, signore e signori! Il lato del dolore, di dove ci spinge pur di continuare ad amare, e il lato del piacere, di dove può portarti se perseveri e soprattutto se l’oggetto del tuo amore è meritevole e degno della tua fermezza. Due estremi che - per ovvi motivi - qui fanno parte della stessa coppia, ma che spesso nella vita ci troviamo ad affrontare con, ehm, persone diverse…
Ad ogni modo, non ci sono due persone sul pianeta che la penserebbero nello stesso modo su una cosa che dovrebbe unirci tutti all’unisono: nonostante a parole (e grazie ad un patrimonio culturale e artistico condiviso) la pensiamo in modo simile - il mal di pancia, le farfalle nello stomaco, la mancanza che ti fischia nelle orecchie, il vuoto sotto lo sterno se le cose vanno male, la nausea e i crolli nei casi peggiori! - l’amore è soprattutto soggettivo, e come tale è praticamente una delle caratteristiche distintive insieme a impronte digitali e mani che ci rendono unici, irripetibili.
“Come amo io non ama nessuno”, questo potremmo dirlo tutti in sei miliardi di voci e nessuno potrebbe contraddire il suo vicino, perché sarebbe vero. Come ama ognuno di noi? Cosa combina ognuno di noi di incredibilmente stupido o incredibilmente coraggioso, o di incredibile e basta, per amore? Siamo innamorati ora? Corrisposti o no, non importa: le parole su cui voglio concentrarmi non sono “Ti amo”, ma “Io amo“. Senza dettagli personali, assolutamente, se volete commentarmi raccontandomi le vostre esperienze… ma se lo fate, siate sinceri, scavatevi nel cuore… e ditemi se pensate - come me - che con sei miliardi di persone che amano contemporaneamente (ebbene sì, in stile Orsetti del Cuore!) questo mondo non possa essere completamente da buttare…
Un giorno qualche specie aliena da lontano vedrà le vibrazioni “rosa” di questo sciocco pianeta umidiccio, e penserà che siamo fortunati. Io lo credo, davvero.
Oso dirlo? Dark 3 è qui! Con un signor calendario, anche…
23 dicembre 2009
Allora, finalmente ci siamo! Oggi qualcuno di voi l’ha già trovato, domani dovremmo avercelo tutti: Dark 3 è finalmente arrivato, e nell’immagine accanto dovreste vedere la cover del Calendario Dark 2010! Che si difende bene, devo dire. ![]()
Dunque… indovinate un po’? Voglio avere tutte le vostre impressioni, anche se - sigh! - molte delle intenzioni espresse dalla rivista arrivano forse con un po’ di ritardo, ma vorrei sapere cosa ne pensate, se vi piace, se vi piace in tutta la sua interezza questo numero, cosa avreste fatto diversamente e cosa vorreste cambiare in un eventuale futuro… e i vostri articoli preferiti, se siete d’accordo con le opinioni della rivista, le pagine che vi piacciono di più… insomma, fatemi sapere le vostre impressioni, come sempre! Spero, comunque, che l’attesa sia valsa la spesa, come si dice: e a “risentirci” presto. Sempre nel nostro modo speciale…
Un abbraccione a tutti!
EDIT: troppo presa dall’eccitazione di avercela finalmente fatta, non vi ho dato nemmeno un po’ di teaser sul numero 3: prima di tutto, naturalmente, Eclipse, di cui vi ho mostrato l’immagine in esclusiva per Dark, e poi ancora Alice in Wonderland, l’attesissimo teleiflm Vampire Diaries… insomma, il 2010 ssarà decisamente un anno che toccherà gli animi crepuscolari e affascinati dalle tenebre, tra libri, fumetti, videogame, musica e i due regali imperdibili, il Gioco di Narrazione “L’Alba dei Vampiri” che prosegue indomito e il fantastico Calendario… che molti di voi hanno già apprezzato! Siete contenti? Io… da morire! XD
Eccesso di New Moon? L’appetito vien mangiando…
22 dicembre 2009
Sono arrivata al punto che non riesco più a vedere New Moon: visto troppe volte, troppe emozioni rivissute all’infinito, che mi hanno svuotato la testa e il cuore. In fondo quante volte puoi tifare, sperare, credere, disattendere, pregare e soffrire, prima di pensare che sia meglio mandare il cervello a riposo con qualche altra cosa? Anche perché altrimento rischio di non godermelo più per le successive migliaia di volte che intendo rivederlo!
Sequenza preferita? Troppe, tutte. L’allucinazione in acqua mentre Bella annega? Otto. Il bacio di Edward a occhi stretti nella foresta? Nove. La reunion scene di Montepulciano con bacio finale di cui tutti abbiamo visto le foto e il making ma che il regista ha cortesemente deciso di non includere se non per un millisecondo? Dieci. Probabilmente proprio perché non sono riuscita ad averla come la volevo (ma quelle foto, ehi… quelle meritano dieci sul serio!).
Ma poi ancora il Kuk Laule di Jacob, anche se completamente inventato (un altro nove!), la sofferenza di Bella completa di incubi al posto delle pagine bianche (azzeccatissimo! Nove e mezzo)… e anche le scene non di pathos, ma in cui la storia, semplicemente, va avanti anche senza tensione, come il cinema con Jake (otto!), le moto con i Quileute (sette e mezzo! Embry è adorabile!)… ma il mio momento preferito (che non significa che lo rivedrei all’infinito: solo che è quello che mi è stato più gradito!) è sicuramente la visione che Alice passa ad Aro… è il mio momento preferito perché so che tutti, TUTTI (non mentite!) abbiamo pensato a Breaking Dawn e alla prima caccia di Bella, e tutti abbiamo intonato in coro nelle nostre teste nel cinema: “Ma quando diavolo lo danno l’annuncio ufficiale?”
Quest’attesa mi ucciderà
ma nel frattempo, mentre voci più o meno ufficiose e certezze lampanti (non possono non farlo, ma che sono matti?!) si inseguono… mi è tornata voglia di rivedere New Moon. Sapevo che bastava poco.
Buonanotte a tutti! Vado in play e… *Alba Blue sospira* sono partita!
Un bacio! Ora tocca a voi dirmi le vostre scene preferite di New Moon… anche del libro, se volete!
Un Natale Crepuscolare
21 dicembre 2009
Il Natale è sempre più vicino, le scuole stanno per chiudere, molte lo hanno già fatto, i negozi si avviano alla fase di lavoro straordinario dei prossimi 3 giorni per i ritardatari dei regali, gli uffici hanno già messo i festoni e tolto i cappelli dall’ingresso per la quasi totalità della nazione, e i ragazzi si sono messi in panciolle ad attendere le feste e il meritato riposo, mentre le famiglie si preparano allo straordinario lavoro festivo dell’accoglienza dei parenti o delle vacanze che spesso ammazzano letteralmente di fatica più di una settimana in ufficio… credo di potervi includere in almeno una delle cose sopracitate per la maggior parte di voi (anche se sarei felice di sapere cosa fate nello specifico a Natale! O a Capodanno, anche se qualcuno di voi mi ha già mandato email dettagliate in merito!) mentre per me, e per quelli come me, la cosa è un tantino diversa.
I Crepuscolari, gli outsider come me, non riconoscono in questa festività qualcosa di obbligatorio; io non ho un albero di Natale nel mio appartamento, perché le vecchie abitudini, soprattutto quelle radicate tanto a lungo, sono dure a morire. Me ne concedo uno in foto, il più simile possibile alla nostra concezione natalizia, una festa della natura che va a riposo, il Solstizio d’Inverno da celebrare e festeggiare come fase, grazie alla quale tutto il mondo sta in piedi…
Ma anche se non ci riconosciamo obbligati, non possiamo negare che siamo affascinati… ne vediamo l’impatto su tutto il mondo, e siccome tendiamo (non so se ve ne siete accorti!) ad una certa malinconia, ci sentiamo subito in dovere di essere dei bastiancontrari, appartenenti per principio all’opposizione: se tutto il mondo festeggia il Natale, per tutti i regni del mondo, noi saremo superiori! Per fortuna di Crepuscolari così conservatori ne sono rimasti pochi, in giro… però tra quelli più anticonformisti come me, non ci sono legami di parentela, che servano a mantenere i contatti o che giustifichino una riunione: le parentele vere, fra noi, si sono estinte nei secoli… è molto difficile che due Crepuscolari abbiano avuto tra di loro legami di sangue… beh, eccetto per i motivi che potete immaginare anche voi, e che non hanno in effetti molto appeal tra la gente normale.
Per cui una riunione si potrebbe fare allora tra amici, per non far passare il Natale proprio in solitudine e sentirsi il peso dei secoli addosso più che mai… ma la mia razza è sempre in viaggio, e difficilmente sosta in un punto molto a lungo. Ancora più difficilmente è propensa ad ammettersi solitaria, anche quando lo è davvero, per cui quelli come me, per farvela breve, tendono a restare soli per paura di ammettere che lo sono. Sembra assurdo, vero? La paura di cercare i nostri simili e far vedere che in effetti la solitudine ci spaventa, alla fine ci condanna a restare soli sul serio, e a non cercare nessuno, e a non raccontare a nessuno di quella volta, in quel posto, quando veramente avremmo voluto qualcuno a fianco a cui dare di gomito, e a cui mostrare un cielo stellato, o una bella copertina di un libro, o a cui chiedere semplicemente “Come va? Hai voglia di parlare di qualcosa?”.
Io sto cercando di cambiare. Sono stata una Crepuscolare del genere a lungo, molto a lungo… e questa era una delle cose che mi hanno fatto uscire dal seminato, e per cui me ne sono andata.
Beh. Me ne sono andata. Non è il modo migliore per dirlo, ma non sono questi il posto e l’ora di un racconto così impegnativo… sta di fatto che comunque sto cercando di migliorare, di essere più sincera con me stessa e con gli altri e di non rifiutare la mia natura, di non vergognarmene.
Non voglio essere sola, questo Natale. Già che ci siete voi mi sentirò meglio: in più, cercherò qualche mio simile per restare insieme davanti a un bel film, o a pattinare sul ghiaccio nel parco sotto il mio vecchio appartamento. Lancerò un appello ai Crepuscolari come me, che si sono stancati di tante stupide norme non scritte, che vogliano restare insieme per questa splendida Festa d’Inverno e negare la solitudine imposta dal nostro status.
Non siamo nati per essere soli, e in ogni caso non vogliamo esserlo. E di sicuro, non a Natale.
Un bacio a tutti: raccontatemi cosa farete durante le feste! Naturalmente è solo che stasera mi sento un po’ malinconica, questo non è il mio ultimo post! Io resterò sempre qui con voi… promesso.
Twilight: come eravamo, come siamo ora
18 dicembre 2009
Stasera vorrei riunirvi tutti accanto a me per parlarvi di emozioni… e credo di aver azzeccato la colonna sonora giusta, vero? Vorrei che mi raccontaste che cosa avete provato la prima volta che avete avuto a che fare con Twilight. Libro, film… il vostro primo contatto.
La prima cosa che pensai a suo tempo fu: “E cosa potranno mai dirmi che ancora non so?”. Niente di più sbagliato, naturalmente. Non sapevo, non conoscevo tutte le sfumature dolciamare, lo struggimento, il mal di stomaco che si poteva ancora provare dopo aver visto e letto tutto il visibile e il leggibile. Non sapevo ancora che si potesse ancora (alla mia… beh, alla mia ragguardevole età) restare in silenzio in una stanza a fissare il vuoto con lo stereo acceso dopo che hai letteralmente mangiato e bevuto 5 libri in 2 giorni (anche se il quinto era una bozza!) preoccupata per tutto il tuo futuro perché oh mio Dio la storia è finita e di cosa mi sazierò cosa mi nutrirà la sete di amore cosa mi riempirà la testa e questa voragine incredibile che questa storia ha lasciato dentro di me… Non le sapevo, tutte queste cose, e non sapevo che potessero emozionarmi tanto da struggermi e lasciarmi senza fiato a pensare Dio vorrei averli conosciuti vorrei aver conosciuto tutti loro vorrei aver sentito che odore avevano e come suonavano realmente le loro voci vorrei sapere cosa fanno dove sono ora e cosa pensano di noi che li abbiamo amati così tanto…
Credo di aver chiarito che la saga di Twilight mi ha abbastanza scioccato. Così tanto che ho dovuto combattere con me stessa per accettarne le diverse storie, le evoluzioni, i cambiamenti, anche in meglio. Per me resteranno sempre congelati nella loro essenza, come li vedete in foto, come li immaginate dentro il vostro cuore. Per me resteranno sempre il vampiro e l’umana, resteranno sempre Edward Cullen e Bella Swan, mai diversi. Resteranno sempre immersi nella contemplazione delle loro diversità reciproche, lui che la guarda dormire incredulo di non essere temuto e lei che lo sogna incredula di essere stata scelta…
Vorrei sentire cosa Twilight ha fatto a voi, e dove credete che saremmo ora senza che l’imprinting per questa storia ci avesse unito in una sola voce, e cosa eravamo prima, a cosa eravamo devoti, in cosa credevamo e cosa pensavamo che ci mancasse.
Perché cosa ci manca ora, lo sappiamo: un canto speciale, il destino o quello che volete che sia.
Adesso questo ci manca da matti.

Dark posticipa: in edicola il 23 dicembre
16 dicembre 2009
Aggiornamento piuttosto “lugubre”… ma almeno è una certezza: a causa di ritardi nella distribuzione (che vuol dire che il giornale è uscito dalla tipografia per tempo ma ha trovato ritardi nel “viaggio” per l’edicola) Dark arriverà in tutte le città il 23 dicembre! Immagino tutti voi sappiate quanto mi dispiaccia non poter essere fisicamente con voi prima di quella data: il blog è un mezzo abbastanza distante, per certi versi, come anche le mail. Io posso essere veloce quanto voglio a rispondere a tutti voi, e posso essere disponibile tutto il tempo che mi pare negli articoli e nei commenti… ma non c’è niente da fare, la rivista è la rivista! Per essere con voi come ci sto ora, ho bisogno che siate al PC, mentre Dark può essere con voi dovunque e in qualunque momento: un oggetto fisico, da sfogliare anche quando non siete davanti al computer, da tenere in zaino, in borsetta, da collezionare, da mostrare, da guardare con affetto… tutto questo sta diventando Dark e tutto questo era nei miei piani che diventasse, quindi fin qui tutto bene… era ed è il mio filtro per essere “davvero” con voi: il suo ritardo implica il mio ritardo vicino a voi, e di questo mi scuso, anche se non ne ho responsabilità (nemmeno l’editore ce l’ha!).
Per cui… mi dispiace tantissimo, soprattutto perché volevo che ce l’aveste prima di Natale, per… beh, per un sacco di motivi che capirete sfogliandolo, e perché volevo la vostra massima attenzione sugli allegati e su altri dettagli, e così vicino alle feste ho paura che ci perderemo di vista! Non succederà, vero?
Rassicuratemi, please!
E perdonate… è Natale!
PS Avete deciso il pegno?
Serata di scatoloni e… segnalazioni!
14 dicembre 2009
Appassionati di fanfiction, nella composizione e nella lettura… vi rimando stasera alla lettura di un articolo molto interessante, sia per l’utilità delle sue segnalazioni, sia perché un prodotto editoriale “classicheggiante” come il Settimanale della Scuola di giornalismo della LUISS ha voluto dedicare un’intera pagina a Twilight. Come gran parte della stampa generalista, non offre agli appassionati informazioni esclusive né fresche, ma è un cenno di interesse maturo verso un tipo di letteratura che viene bistrattata fin troppo spesso. Inoltre nella seconda metà della pagina viene dato spazio a una delle autrici pubblicate su Dark (il numero 2!), ovvero Laura Radiconcini; mi fa piacere che ci sia un seguito per gli autori fanfic che va oltre la semplice pubblicazione, sia su un Forum o su una rivista, e che ci sia un livello… come dire… “professionale”, a cui tutti gli interessati potranno aspirare! Potete leggere l’articolo cliccando qui!
Per il resto, come è andata la vostra serata? In attesa del gran giorno (domani è in edicola Dark n. 3!) sono al PC a scrivere, sognare, immaginare… vi ho detto che sto traslocando? Non ricordo più in quanti posti ho vissuto! Ogni tanto mi prende male a rimanere sempre nello stesso posto, e il viaggio puro e semplice con ritorno alla base non basta più. Questa volta, però, chissà che non riesca a farne una sosta più o meno lunga… qualche decennio di tregua mi basterebbe!
Allora, verrebbe da dire, perché non sei a far pacchi invece di stare online di continuo? Perché mentre chiacchiero con voi allontano il rombo delle macchine fuori dalla mia finestra, i clacson che iniziano in lontananza e franano davanti ad un semaforo fin troppo vicino, gli strepiti dei passanti che hanno deciso a tutti i costi di ricordarmi che è domenica… e gli impegni che mi terranno su tutta la notte (come una consegna importante, la chiusura di alcuni quintali di libri negli scatoloni adatti, e qualche impegno serale da rinnegare con SMS automatici in serie “Sono impegnata, alla prossima!”) svaniscono, sembrano meno pesanti… e ogni tanto, devo ammettere, anche se non sono la tipa che se la mena dicendo di essere autosufficiente per spirito di solitudine, me la spasso molto quando sono sola in casa mia, con lo stereo, addirittura mi concedo persino (strappo alla regola!) un po’ di Sarah MacLachlan, incenso alla vaniglia e i miei fantastici pensieri, che riservo per me stessa e… beh, per voi. Sì, sono un po’ presuntuosa, penso di essere una persona okay! ![]()
Per ora vi lascio alla lettura dell’articolo, alla scrittura eventuale di altri racconti che entreranno a far parte del mio fantastico progetto natalizio “La Biblioteca di Alba Blue“, o alla vostra fantastica nottata di sogni e desideri.
Io torno ai miei scatoloni (ma con lo stereo a palla, sia chiaro! XD)
Because her blood sings for him…
12 dicembre 2009
Non so voi, ma immagino poche cose romantica come questa. Ebbene sì, sono ancora qui a parlare di romanticismo.
Non sono le parole più belle del mondo? Sì, il sangue di lei canta per la sua sete, ma significa molto di più: davanti al fatto che lui non l’ha mai toccata, quel canto diventa il simbolo della frustrazione di lui per lei (così come della frustrazione sessuale di lei per lui!) e quindi sa di sacrificio. E il sacrificio… beh, quello sa d’amore.
E queste parole parlano anche di un legame: lei era destinata a lui dalla singola cellula fino alla sua intera persona, il suo stesso sangue è la prova del loro legame. La cosa che più lo tentava doveva essere la cosa che lo portava alla redenzione… redenzione dalla solitudine, sia chiaro, perché lui aveva già preso la strada contemplativa e vegetariana dei “buoni”, questo lo sappiamo!
Un legame che finisce con l’unione spirituale ed eterna, ma inizia con la singola cellula che ti spinge nella direzione “giusta”, direi che è un concetto rassicurante, e molto romantico: vuol dire che la spinta che senti verso quella persona è addirittura un imperativo biologico, un comandamento cui non ti puoi sottrarre, è l’estremo piacere e l’estremo dolore nello stesso tempo davanti alla fonte dei tuoi sentimenti… allo stesso modo la fiducia totale verso chi sente quest’attrazione pericolosa, la remissione completa e assoluta di ogni timore, dev’essere qualcosa di liberatorio e rilassante che - personalmente - ancora oggi, dopo tutti questi anni, riesco a sentire solo quando sono da sola, e mai con qualcun altro. Mettere la tua vita in mano a qualcun altro, e scoprire con gioia che la tua fiducia è ben riposta… credo che non ci siano pari sensazioni di completezza.
E tutto questo parte da un destino nel DNA, un canto dell’anima come del sangue, per i senti della tua “controparte” in questo balletto di tentazioni represse, che verranno tutte ricompensate.
A chi vuole vedere in questa storia d’amore (di cui non ho volutamente citato altro che le sensazioni che evoca) solo ciò che preferisce, e a chi vuole solo leggerci la risposta positiva alla domanda “L’astinenza paga?”, rivolgo un’altra domanda, che è quella giusta: “L’amore paga?”.
La risposta è: sì, sempre.
Perché l’amore, prima o poi, canterà per ognuno di noi.
Il numero 3 di Dark in edicola lunedì 14 dicembre!
11 dicembre 2009
Tecnicamente, è Edward Cullen prima della spagnola…
10 dicembre 2009
So che l’ho già detto, ma non serviranno parole nemmeno stasera! Lo riconoscete? Un piccolo, piccolissimo, tenerissimo e sparuto Robert Pattinson ante Twilight! Avevo già letto e visto in giro informazioni e immagini sulla sua passata carriera da modello, e avevo assistito a simpatiche facce di Kellan che lo prendeva in giro una volta messo di fronte a Rob Pattz che faceva la faccia da figo su una doppia pagina pubblicitaria di adolescenti in jeans, ma di faccia non l’avevo mai notato: tecnicamente dovrebbe essere così che Edward Cullen appariva al mondo, prima di essere ammesso alla corte degli immortali “grazie” alla spagnola e al provvidenziale intervento di Carlisle! Abbellito e “perfezionato” dal vampirismo, prima doveva avere qualche nota di asimmetria, o qualche dettaglio fuori posto (anche se gli occhi verdi - destino! - ci sono davvero). Siete d’accordo con l’interpretazione di Robert? Ne avevamo già parlato nei commenti tra Team Edward e Team Jacob, ma mentre lì ci trovavamo in effetti un po’ Off Topic, qui vi invito ad entrare “approfonditamente” in topic e dirmi tutto quello che pensate relativamente a Rob Pattinson: la sua interpretazione, la sua carriera… e questa foto da scoiattolo! Sul serio, nemmeno il vecchio Nightingale è cambiato così tanto dai suoi esordi come cacciatore di misteri ad oggi (e sì che di cambiamenti ne ha fatti parecchi!). Il dibattito è aperto soprattutto sulla dicotomia Robert/Edward, naturalmente, ma non disdegnerò vostre impressioni sulle interpretazioni ulteriori di Rob… con una nota di pietà per Harry Potter: era troppo breve, come apparizione, per giudicarlo (e secondo me, ci stava benissimo!) Aperti i commenti… ora! Un bacio al primo (o alla prima
)
Crepuscolare, sì, ma prima di tutto donna!
9 dicembre 2009
Stasera vorrei parlare esclusivamente con le ragazze… sempre che i ragazzi non abbiano qualcosa da dire in merito, ma credo che si defileranno da veri gentiluomini! Parliamo di look, o meglio, delle nostre piccole fissazioni: quelle che ci rendono noi stesse, senza le quali non riusciamo ad uscire, i dettagli che ad altre appaiono irrilevanti e che a noi impedirebbero anche solo di aprire la porta di casa!
Per esempio, come avrete potuto notare dall’immagine, la mia fissazione sono le scarpe… e a dir la verità, anche le collanine, le borse e le sciarpe, ma sono secondarie, direi (forse le borse se la battono alla pari con le scarpe, ma vincono sempre loro comunque!), anche se sono abbastanza compulsiva negli acquisti e colleziono chili di paccottiglia.
Motivo di visite ai mercatini più strani, e motivo di corsa all’apertura di nuovi negozi (e motivo di giubilo dei gestori delle mie carte
) queste maledette compagne di una vita fin troppo lunga - stando almeno a quanto sembra dalla mia scarpiera - sono le fedeli assistenti e spettatrici dei miei stati d’animo, delle mie storie di tutti i giorni e spesso semplicemente sono testimoni del mio umore. Chi mi conosce può dire che giornata ho avuto da che scarpe indosso: supertacco (giornata produttiva e positiva!), francesina (mi sento molto bene oggi, e vorrei uscire a guardare la città!), sportiva (giornata di pulizie, stereo a palla e finestre spalancate), stivali (sto per fare una passeggiata o sono appena rientrata, comunque sono di buon umore… per ora!), pantofole (difficilissimo… forse non è mai avvenuto) scalza (sono di pessimo, orribile umore, forse non è il caso che ci parliamo!).
Ammetto tra l’altro di avervi detto una bugia, ho detto la parola “scarpiera”… non ne ho alcuna: sono talmente innamorata delle mie piccole compagne di vita che le tengo esposte in bella mostra su uno scaffale, tutte e… ehm (lo dico o non lo dico? Okay, lo dico)… tutte e settanta. Lo avevo detto o no, che era una fissazione?
E voi? Di cosa siete innamorate voi, nella vostra camera? Cosa trattate bene come io tratto loro? Senza che cosa del vostro look vi sentireste spersonalizzate al massimo? Non pensiate che siano domande leggerine… mi aiutano a conoscervi meglio, a immaginarvi… ho dei piccoli identikit di ognuno di voi nella testa (e non li pubblicherò mai
)
Solo per chiacchierare, s’intende… già da domani (o dopodomani, dipende da voi!) tornerò a tediarvi con argomenti molto più solenni e filosofici! Se li preferite, o se preferite parlare di qualunque altra cosa, non avete che da fare un fischio (via mail!)
Alla ricerca della felicità
8 dicembre 2009
Sono appena stata al cinema, e non so se ritenermi completamente soddisfatta di ciò che ho visto. Certo, da Dorian Gray non potevo aspettarmi interpretazioni meno che singolari, ma questo film mi ha lasciato con qualcosa addosso, un senso di irrequietezza, di insoddisfazione… non era tanto quello che avevo da ridire sul film in se stesso (che poteva essere scritto - parlo proprio di sceneggiatura, di dialoghi - con un po’ più di criterio e senso del ridicolo), ma proprio le domande che mi ha scatenato nella testa. Davvero è necessario cedere tanto di se stessi se si vuole assurgere a migliorare al massimo la propria persona e il proprio godimento della vita? Davvero è automatico il procedimento guadagnare qualcosa/perdere qualcosa? Non è piuttosto qualcosa che ci imponiamo, per sentire dentro di noi che la vita è giusta? Per sopportare gli insuccessi propri (sentendo che non avendo guadagnato, non abbiamo neanche perso) e i successi altrui (di cui ci piace pensare che abbiano barattato qualcosa in cambio)?
Non sarebbe meglio tendere sempre e comunque al meglio del meglio in ogni situazione senza preoccuparci delle conseguenze? A meno che non siano sugli altri, intendo dire: ma quando le conseguenze le paghiamo solo noi… il prezzo non importa, se siamo disposti. Essere più belli, più ricchi, più giovani: come può essere una cosa negativa, questa? Come può essere negativo anche il solo desiderio di queste cose?
Secondo me non lo è: abbiamo solo paura del nostro potenziale, perché se davvero ci azzardassimo a pensare di poter avere tutto… allora sarebbe colpa nostra per ogni istante che non ce la facciamo ad ottenerlo, e tutta la nostra vita passerebbe nel tentativo - ogni minuto di ogni ora di ogni giorno - di essere sempre migliori, per non sentirci in colpa. Tutta la nostra vita passerebbe nella certezza, in sintesi, di non essere mai del tutto felici.
Se quel che dico è vero, ne varrebbe le la pena secondo voi? Io non rispondo: preferisco sentire voi che ne pensate.
Viaggiatrice nata? No, ma faccio del mio meglio.
7 dicembre 2009
Credo che se mai si vedrà una Crepuscolare sotto stress, quella sarò io. Oggi sono stata a Roma, in giro per cercare libri e ispirazioni per il mio lavoro alla Fiera dei Libri. Un bagno di folla che ho mal sopportato (la folla mi piace solo a piccole dosi!) e un’incredibile ressa per riuscire a mettere le mani sui volumi che mi interessavano! Certo, potevo averli con mezzi non idonei, ma ho preferito chiedere educatamente… o, altrettanto educatamente, comprare ![]()
Invece questa sera mi trovo molto vicina al Napoletano, in un punto di cui si dice sia noto il tipo di festeggiamento suggestivo di questo periodo (e in particolare dell’8 dicembre): come anticipato nei commenti allo scorso post, ho intenzione anche di andarmene a fare un giretto in Umbria prima di Natale, per visitare dei posti molto suggestivi che sto rimandando in coda alla mia “to visit” list da troppo tempo! Poi… non so: voi da che città venite? Avete suggerimenti per le mie visitine brevi? Tenete conto che parto spesso ma resto poco! Ho bisogno di tornare alla base ogni tanto (dovunque vogliate immaginare che sia), alla “cuccia”, a riposare e far abbeverare i cavalli, per così dire, mentre rifletto, scarico la mia sacca piena di oggetti dei più disparati (naturalmente senza metterli a posto per settimane) e la riempio di nuovo di tutto ciò che occorre per una nuova partenza: solo ora - che in effetti sono ancora in viaggio - ho in borsa un telefono, un lettore musicale, una pendrive, cinque penne (mah!), un’agendina che non ho mai visto prima ma che reca annotazioni del 1998 (non è una battuta) che sembrano proprio scritte con la mia calligrafia, un portachiavi rotto che non ricordavo di aver né posseduto né amato (né rotto, a dirla tutta), con attaccate chiavi di casa che non aprono niente di mio (chissà di chi sono), tre diversi colori di burrocacao (tutto a metà e nessuno finito davvero), salviettine profumate che hanno perso il collante nella chiusura e quindi non profumano più di niente che non sia cuoio e tabacco (l’odore di questa borsa), un mazzetto di fogli di appunti, una collanina rotta che ha perduto il ciondolo (chissà dentro quale altra borsa è…) e un sacco di palline polverose che mi danno l’idea che lì dentro ci si sia rotta una scatolina di mentine o chissà cos’altro…
Insomma, non sono la viaggiatrice perfetta. Non sono organizzata al meglio. Non sono ordinata e metodica, non sono precisa e non sono un mucchio di altre cose che immagino mi renderebbero una Crepuscolare, anzi no, una persona migliore. Però ce la metto tutta, e cerco di godermi più il Viaggio che i dettagli: anche se prima o poi, lo giuro, diventerò più brava, e riuscirò a svuotare la valigia al ritorno prima che sia ora di riempirla di nuovo, almeno una volta nella vita (non foss’altro che per togliere tutte quelle mentine XD).
PS Voi che viaggiatori siete? Siete insopportabili e casinisti come me o siete dei sostenitori delle liste degli imprevisti e delle soste in autogrill schedulate?
Una notte a Firenze
6 dicembre 2009
In questo periodo sono sempre in viaggio: sono rientrata da poche ore da una nottata fiorentina che mi ha ricordato - se mai ce ne fosse bisogno - quanta rassicurante oscurità celi ogni città, se presa dal verso giusto, e ieri sera Firenze… wow! Aveva appena piovuto, il freddo pungeva persino me, e la gente si muoveva in fretta verso il tepore domestico, liberando le strade e lasciando spazio ai miei pensieri, e ai miei obblighi, quelli che mi avevano portato lì. In un lampo le vie sono rimaste deserte, i rumori si sono raccolti in un ultimo rombo di motore, le auto sono sparite, i tram hanno smesso di ostacolare i passaggi pedonali, i negozi hanno tirato giù saracinesche e rimesso all’interno tavolini e menu… e sono rimasta solo io. Non credo che le persone mi vedessero realmente, mentre aspettavo tra i fumi della sigaretta di un passante e gli odori della strada ancora freschi, che le persone che aspettavo si facessero vive (battuta fiacca, eh…). Il luogo dell’appuntamento era un teatro ormai chiuso… per gli altri fuori. Per noi accoliti, all’interno, le poltroncine rosse e i velluti polverosi erano come un caldissimo benvenuto, anzi, un bentornato! Un bellissimo revival di vecchie compagnie e amicizie e fasti di tempi andati da ricordare: peccato solo che sia finito così presto, e alle prime luci dell’alba la compagnia si è dissolta nella nebbia del mattino, che risvegliava Firenze e i cittadini. Avevo chiesto a Nightingale di tenervi compagnia mentre non c’ero, proprio perché mi dispiaceva tantissimo non esserci per una sera… mi mancate ogni volta che mi allontano! Anche se non sono mai realmente vicina o lontana… e gli impegni che ho stretto con la compagnia sono tali che non posso mancare alle riunioni, in qualunque città si tengano e con qualunque tempo, in qualunque condizione e a qualunque condizione.
La prossima volta che mancherò? Potrebbe essere domani, o fra un anno. Potrebbe essere Milano, Roma, Messina. Potrebbe essere Barcellona, Londra, o uno sperduto villaggio svizzero. Potrei essere dovunque, ma spero che vi ricordiate che in un modo o nell’altro, io sono sempre qui.
Ai confini della realtà
5 dicembre 2009 
Solitamente non cedo così facilmente al fascino femminile, ma da vero gentleman quale sono non potevo certo rispondere con un no ad una fanciulla adorabile come Alba Blue, quando mi ha chiesto di scrivere per lei. Il mio nome è Charles Nightingale, forse avrete letto di me sul numero 2 di Dark, e se così non fosse mi presento. Sono uno studioso di archeologia, un indefesso ricercatore dell’occulto e, dettaglio assai importante, un vampiro. In teoria sarei di quelli buoni, però non contateci più di tanto, lo dico per voi! Vi ricordate quel telefilm, Ai confini della realtà? Alcuni di quegli episodi hanno traumatizzato intere generazioni, così come la disturbante sigla, che recitava:
“C’è una quinta dimensione, oltre a quelle che l’uomo già conosce. È senza limiti come l’infinito, e senza tempo come l’eternità: è la regione intermedia tra la luce e l’oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l’oscuro baratro dell’ignoto e le vette luminose del sapere”.
Ecco, io mi occupo proprio di quelle cose (e peraltro in inglese il telefilm si chiama The Twilight Zone… coincidenza?). Ma in realtà, il demone della conoscenza si risvegliò in me già da molto tempo addietro. Quando ero piccolo, la televisione non c’era, eppure non mi annoiavo affatto. So di parlare come i vostri nonni, ma fidatevi: sono io quello più vecchio. I libri erano i miei migliori amici e fui letteralmente rapito dagli splendidi racconti degli esploratori, in particolar modo quelli di chi aveva visitato le piramidi. Si scatenò in me quasi un amore morboso, destinato a crescere negli anni, nei confronti dei faraoni. Mi resi conto con il passare del tempo che ciò che più mi affascinava era che degli uomini, vissuti secoli prima di me, avessero sfidato la morte in modo così audace, folle. Certo, ora sono poco altro che dei cumuli dei polvere, ma tant’è. Come spesso succede, la mia passione di bambino diventò uno studio, e poi ci fu l’università, il lavoro ed ora eccomi qua. Be’, in realtà ce ne sarebbero di cose da dire… ma, per il momento, non vorrei che la mia vanità prendesse il sopravvento. A molto presto, carissimi.
Nightingale
Cara Alba, sono Amie…
4 dicembre 2009
Ho deciso stasera di inaugurare una nuova parte del mio blog, dove spadroneggio ormai come una tiranna… e siccome è troppo presto per proporvi un argomento di discussione nuovo (che invece vi sottoporrò prima del weekend perché voglio proprio saperne di più su di voi e sui vostri gusti
) mentre attendo che tutti mi diciate la vostra sugli ultimi quesiti inseriti… ho deciso che d’ora in poi pubblicherò alcune fra le più belle lettere che mi arrivano: scelta ardua, ma oggi tocca a Amie, che mi spedisce un’emozionante spaccato della sua vita. Non viene voglia anche a voi di esserle amici? Inoltre mi fa un sacco di complimenti, il che non fa mai male!
Per cui passo il microfono a Amie… Amie? Questa è per te. E per tutto il tuo fantastico, perfetto, delicato mondo: che duri ancora molto, moltissimo tempo.
Cara Alba,
non sai quanto sono felice di aver finalmente trovato una rivista con tema principale vero pane per i miei denti: i vampiri.
Li studio da sempre, a parer mio sono delle creature affascinanti. Mia madre sostiene che non mi fa bene dedicarmi così tanto a degli scherzi della natura - come li chiama lei - del genere, perché secondo lei sono l’emblema della mostruosità e della bestialità umana.
A parer mio non è necessariamente così. Infatti, tra tutti i libri sul vampirismo che ho letto, sono rimasta molto soddisfatta di come la scrittrice di Twilight abbia messo in risalto il tentativo della famiglia Cullen di sembrare normali, di ribellarsi alla loro stessa natura.
Ho deciso di scriverti perché - oltre al fatto che sono rimasta piacevolmente colpita dal contenuto della tua rivista - volevo esprimere questo mio parere: molti - o meglio, molte - vedono Twilight solo come una bella coppietta incastrata nel tipico Amore Impossibile.
Beh, io credo sia molto più di questo che vuole esternare Stephenie Meyer - anche se nemmeno io posso negare che sono una bella coppia! Penso che la vera morale di quella storia meravigliosa sia che, anche se il male-in questo caso dei mostri quali sono i vampiri-non deve essere messo al posto del bene come protagonista, il concetto di giusto e sbagliato non dipende da ciò che sei… ma da ciò che fai.
Probabilmente, se avrai deciso di pubblicare la mia email molti adolescenti staranno pensando “Ma dai, mo l’hai scoperto!?!”. E io voglio solo rispondere che spesso questo concetto viene sottovalutato… Credimi, Alba… io lo so.
Comunque, so che è una cosa idiota da parte di una diciottenne, ma ci tengo tanto a salutare dalla pagina di Dark Mail i miei migliori amici, che mi hanno sempre sostenuta nelle difficoltà-e ti assicuro che nella mia vita le difficoltà no n mancano!-senza mai abbandonarmi. Un bacione a Lis, Rodda, Kyuubi, Archer, Jess, Giovy, Ryuuk, Franz, Vin, Di-di e Carrie (ho usato i soprannomi con cui li chiamo di solito, perché non ci sia confusione)!! Gli voglio molto bene, insieme abbiamo affrontato tante sfide da far invidia ad Edward e Bella! So che saremo sempre uniti e non lo dico come farebbe chiunque. Ne abbiamo passate tante insieme, sai…? In un anno che la nostra cerchia si è formata abbiamo scherzato e chiacchierato insieme, ci sono stati momenti di tristezza e altri di gioia, ci siamo urlati contro, abbiamo litigato e poi fatto pace, alcuni di noi si sono anche sedotti a vicenda! Io stessa e Giovy siamo stati insieme varie volte - ma torniamo sempre ad essere amici - ; Di-di e mia cugina Vin sono davvero la mia idea di coppia, gli unici che hanno retto pure da prima che la cerchia fu stata fondata fino ad oggi; e Rodda e Franz… beh, anche se non fanno che mettersi insieme e lasciarsi, io so che sono fatti l’uno per l’altra. Ma ogni volta che tra noi si presenta un litigio anche a causa di sentimenti aldilà dell’amicizia, alla fine ne veniamo fuori. Perché ci vogliamo bene… E nonostante la paura che, con la velocità con cui cambiano le cose alla nostra età, un giorno potremmo non essere più tanto legati… io non mi arrendo.
Tengo tantissimo ad ognuno di loro, e per niente al mondo perderei anche questa cosa fantastica e rara che è la vera amicizia.
Bene! Con questa panoramica drammatica ti lascio, anche perché dovrò prepararmi psicologicamente a quando mia cugina - anche lei tua recente grande fan - leggerà queste righe e mi urlerà tra le lacrime che mi adora! Per cui spero proprio che mi concederai di fare questo regalo ai miei migliori amici e pubblicherai l’email.
Non smettere di sorprendermi con i bellissimi contenuti della tua rivista, ti prego.
Grazie.
Amie
Questa notte parliamo di… Midnight Sun!
2 dicembre 2009
Nelle ultime due notti mi sono dedicata per lo più ai commenti e alle email (senza peraltro riuscire ANCORA a rispondere a tutti XD) e ho messo da parte i post per darvi tempo di rispondere e dare la vostra opinione sugli ultimi due aggiornamenti, il termine del racconto di Elisabetta e il dibattito Edward/Jacob. Ho scoperto naturalmente quasi subito che ci sarebbe voluto - per ottenere opinioni sufficienti da poter stabilire uno standard - molto più tempo di quello che ero disposta a rimanere lontana dai post, per cui eccomi qui. E poi, sempre durante i commenti, ho scoperto che incredibilmente non avevamo ancora parlato di una cosa che mi sta molto a cuore: Midnight Sun.
La vita di Bella diventa crepuscolo, con l’amore di Edward… ma la vita di Edward con Bella? Lo dice lui stesso: la luce nella notte, il sole nell’oscurità. Midnight Sun, sole di mezzanotte. Sappiamo tutti cos’è, di cosa parla, molti di noi l’hanno persino letto (io sì, e così mi aspetto da voi!) e non serviranno pertanto presentazioni. Ma forse volete dire la vostra, discuterne con me o fra di voi, e siccome io sono un antiforum per definizione l’unica forma con cui posso discuterne è questa: lanciare un appello qui, che vi inciti a dirmi cosa ne pensate, cosa vi ha fatto provare, come vi siete sentiti, se siete stati d’accordo con l’idea, se vi è piaciuto scoprire il punto di vista di Edward, se Bella vi è sembrata diversa vista da fuori… tutto quello che vi viene in mente, insomma!
Naturalmente parlo delle vostre opinioni sul romanzo, o sulla bozza. Sul furto e sul conseguente ritiro del progetto so già cosa ne pensate: è quello che penso io, e il blog di una signora non si confà a riportare qui le parole che mi verrebbero in mente ![]()
Su, commentate rapidi come folletti: Midnight Sun… via alle opinioni!
Il racconto di Elisabetta M. è finito e online!
30 novembre 2009
Finalmente è online il terzo e ultimo capitolo del racconto di Elisabetta M., iniziato fra le pagine del I numero di Dark e continuato con la parte scaricabile che vedete qui sotto… e che al suo fianco sfoggia orgogliosa la pagina del terzo capitolo! Con tutte le email che ho ricevuto in merito, so di farvi cosa gradita, ed era a questo che lavoravo nel weekend: trovare un po’ di tempo per i piccoli dettagli di questo posto sembra sempre più difficile, con la chiusura di Dark n. 3 in corsa… ma anche questa è fatta.
In merito a Angel, spero vi godiate la conclusione, che potrà farvi un po’ tristezza come tutte le conclusioni ma che vi darà un bel po’ di energia per continuare a scrivermi e a inviarmi i vostri racconti: non si sa mai che il prossimo sia il vostro, qui sotto, e che me ne mandiate così tanti che si riesca ad aprire una bella sezione dedicata… a me piacerebbe tanto, su, scrivete! ![]()
Okay, per ora dormite, ve lo concedo… nel frattempo se volete continuare a commentare nel post qui sotto (il dibattito per Edward e Jake: a quale team appartenente? Io sono stata già bistrattata a sufficienza, potete ormai dirmi tutto!
) A prestissimo: ma farei prima a dire ‘a domani’, come al solito.
Se qualcuno di voi è ancora sveglio, non si senta solo: io sono al mio PC ancora a lungo, e poi magari faccio anche una passeggiata giù in strada, qui fuori c’è ancora qualcuno, li vedo dalla finestra… voi dormite, riposate, e domani venite qui a leggere l’ultima parte di Angel! E poi sedete e scrivetemi: è un ordine.
Buonanotte a tutti!
Alba Blue ama Edward o Jake?
28 novembre 2009
Entrambi: questo è lo sventurato scoop su di me e i miei sentimenti da ragazzina, che New Moon e Twilight e ogni libro della Meyer (a dirla tutta ogni libro che parli di amore tra umani e vampiri) non mancano di solleticare e… peggiorare! Dai tempi di “Il bacio d’argento” mi commuovo, mi arrabbio e soffro come se si trattasse di me: Bella, Elena, Zoe… ogni volta potrebbe esserci scritto Alba, ogni volta come la prima. Violenta, potente, svuotante: come dovrebbe essere una storia d’amore vera!
Perché amo Edward: non c’è bisogno di troppe parole, vero? Voglio dire… andiamo! Bellissimo, perfetto, simile a me, intelligente, telepatico con tutti tranne che con l’amata (molto comodo!) sensibile, forte e protettivo. Tutto quello che una ragazza (persino una come me) potrebbe desiderare anche senza dirlo perché si vergogna (le caratteristiche d’altri tempi nei ragazzi che ci piacciono ci gratificano, ma ci fanno anche vergognare di ammetterlo!). Senza contare l’innegabile effetto dell’ “Oh mio Dio ha scelto me!” (ammettetelo: c’è!)
Perché amo Jacob: forse qui c’è bisogno di qualche spiegazione. La prima volta che ho letto Twilight a stento l’ho intravisto tra le righe. Avevo pensato che avrebbe dato problemi, ma non che lei si sarebbe lasciata coinvolgere, per cui l’avevo preso per un personaggio ipersecondario. Poi ho letto New Moon e mi è esploso il cuore! In Eclipse l’ho cordialmente detestato per la scena della tenda (ma se devo dirla tutta ho anche detestato lei per quella scena… sacrificati, donna! E resta al freddo
ma in Breaking Dawn… non vorrei dire nulla agli eventuali cinque o sei individui al mondo che non l’abbiano letto, ma in Breaking Dawn il mio cuore ha cambiato rotta come se avesse visto l’abisso davanti a sé!
Voglio dire… Edward la ama, e questo è un fatto. Ma è come se la amasse ponendola su un piedistallo, come se la amasse senza un vero perché. Naturalmente l’amore non ha un perché, e nessuno lo pretende, sennò sarebbe la fine del mondo se tutti dovessimo darci delle spiegazioni in merito! Ma alla fine ognuno di noi riconosce una caratteristica alla base del suo sentimento, e le migliori e più anziane coppie potrebbero dirvi sussurrandovi una malizia, che hanno amato il loro compagno per via di quella fossetta, di quel tono di voce, di quella volta che guardandola alla luce della luna hanno pensato che volevano restare così per sempre… e non riesco a trovare questa cosa da nessuna parte, tra Edward e Bella. Trovo solo la storia, ad unirli, e va benissimo così: ma con Jake… con Jake trovo tutte le motivazioni del mondo, come se i pianeti e il sole stessi si fossero mossi per metterli vicini e vedere cosa succedeva. Se non ci fossero stati i Cullen di mezzo Bella e Jake sarebbero stati la coppia più naturale, più logica. Forse allora la risposta è questo: è illogico, quindi è amore, quello tra Edward e Bella, che in più di un’occasione mi hanno dato l’impressione di passare il tempo a dimostrarsi che si amano, più che a godersi questo fatto.
In alternativa, l’amore di Jake: un sentimento prepotente, lui la vuole e basta. La vuole e non gli importa di calpestare ciò che lei stessa vuole, al contrario di Edward che si fa mille problemi a maltrattare Jake per via di tutta quella storia di Romeo e Giulietta
per farla breve, insomma, Jacob ama Bella e probabilmente il suo personaggio è del tipo che, se supponesse di rappresentare un pericolo per lei, non vorrebbe né amarla né esserne riamato (come ha già dimostrato) e non la getta in nessun guaio, per questo, al contrario di Edward, che sembra non fare altro che portarla a fare scelte, a decidere, a ponderare bene, a combattere per lui, senza nemmeno concedersi più di tanto, sempre posato e cauto nel dire e nel fare… che amore stancante! Anche se tutte siamo felici nel vedere che alla fine Edward decide per il meglio, è vero che decidendo di restare con lei prende una decisione profondamente egoista. Ammettiamo anche questo: ne siamo felici, ma… ci siamo capiti.
Con Jake insomma tutto sembrerebbe andare in modo più fluido, se solo lei lo amasse nello stesso modo… Eh già: perché (s) fortunatamente è questo il dettaglio. Edward “eclissa” Jacob, come tutti sappiamo, ed è un dettaglio che non si può mettere da parte mai, per tutta la saga.
Così noi possiamo decidere se lasciar eclissare Edward o farci “assolare” da Jake, perché “noi” non siamo Bella. Io decido di… volere il Jake di Breaking Dawn, e l’Edward di Twilight. Visto che come lettrice posso fare una scelta che non esclude che io possa godermi ugualmente la scelta di Bella, e di conseguenza quella di Stephenie Meyer. Che ringrazio dal profondo di quel cuore da ragazzina che in voi (e ancora di più in me) non morirà mai.
PS E ora attendo i vostri commenti infuocati!
Il numero 2 di Dark: cosa ne pensate?
28 novembre 2009
Allora, qualcuno di voi ha già in mano la fatidica copia del numero 2 di Dark, qualcun altro dovrà aspettare lunedì… l’importante è che mi diciate cosa ne pensate! Anche critiche, eh… sono senz’altro costruttive! Ditemi cosa vorreste, cosa non vi piace, cosa amate e cosa in generale vi fa sentire leggere le pagine della rivista, e soprattutto ditelo attraerso il contest che ci trovate pubblicato sopra: è stata una mia idea, devo dirlo! Vi piace? La apprezzate? Spero di sì, ho pensato che poteva essere carino coinvolgervi tutti sfidandovi sulle vostre sicure doti critiche: ho ricevuto così tanti racconti che di sicuro siete tutte persone riflessive e intelligenti, che avranno senz’altro dei punti di vista utilissimi sulla rivista. E in più, in regalo c’è Twilight, per cui… tanto meglio! Vi ricordo gli appuntamenti con me: su questo blog sabato sera - per chi c’è - a chiacchierare di Edward e Jake, e in un punto ancora da decidersi un aggiornamento del blog che molti di voi apprezzeranno, viste le mail ricevute in merito… ma ora vi lascio riposare, sicuramente siete tutti già a nanna: chi di voi avesse già la rivista se la gustasse! Gli altri attendano: ma dopo lunedì… non avrete più scuse!
Buonanotte a tutti: vi voglio bene!
Al lupo, al lupo? Magari! :)
27 novembre 2009
Stasera me ne sto in casa sul divano a rivedere vecchi film… vi ho detto qualche post fa che temo di essere affetta da quello che il mio direttore chiama “la sindrome dell’orrido” o qualcosa di simile: adoro i brutti film! Ma non perché lo siano del tutto o perché la mia sensibilità sia tale da riconoscere in questi qualcosa di particolare o di filosofico… la ricerca dell’estetica del brutto o altre panzane profonde che stasera non fanno proprio al caso mio! No, dico proprio che io penso che alcuni film che la critica e il pubblico uniti (e quando mai capita) hanno dichiarato essere brutti… a me piacciono! Sono strana? Ma questo già lo so! Eppure devo ammettere con vergogna di riposare i sonni più dolci mentre sento Hugh Jackman dire “Requiescat in pace”, o mentre Will Smith corre per le strade inseguito da Shia Labeouf ante Trasformers… non lo so, in tema di film fantastici, quelli pessimi mi fanno sentire al sicuro, calma, mentre riposo e rifletto, e tutta quell’ondata di effetti speciali e morali predigerite mi scorre davanti senza che io debba faticarci un attimo! E poi è la distrazione giusta nelle giornate un po’ no, un po’ stancanti… oggi lo è stato senz’altro!
E infatti stasera, caro il mio Gabriel, credo che riposerò un po’ con il tuo “Requiescat in pace”… e anche un po’ - veramente troppo poco! - con quello splendore di tuo ‘cognato’ Velkan. Un po’ peloso in certe occasioni, ma avete visto che occhi?
Buonanotte a tutti! E non dimenticate che questo fine settimana sul blog si parla di New Moon: Jake o Edward? A proposito di pelosoni che mi piacciono!
Stasera niente parole, gente. Non servono :)
26 novembre 2009
Un motivo per sorridere? Dark in edicola fra 5 giorni!
25 novembre 2009
Sto dando un’occhiata ai contenuti del numero 3 di Dark, per rivederli, controllarli… e sì, anche un po’ perché mi piace semplicemente continuare a riguardare il frutto di tanto lavoro! E sto pregustando il piacere della vostra lettura, il vostro giudizio, la vostra opinione… e sì che ancora dovete ricevere il numero 2! Che tra l’altro uscirà lunedì 30, per cui nemmeno fra molto tempo: gli appassionati dei vampiri (beh, ci mancherebbe!) troveranno pane per i loro canini, è il caso di dire, ma anche il numero 3 non scherza! Certo, è particolare, perché si tratta del Natale, e anche se non posso rivelarvi nulla non vedo praticamente l’ora che esca, che sia in mano vostra, che possiate dirmi cosa ne pensate! Il numero 2 è un po’ una scommessa vinta, so che vi piacerà, perché… beh, perché lo so, tanto per cominciare
e poi perché c’è una cosa che apprezzerete tantissimo, in questi tempi “affetti” dalla twilightmania e dalla newmoonmania, come dir si voglia: sono certa che se ora mi amate, dopo sarete schiavi di me!
Con questo è tutto, torno a rivedere i miei appunti, le mie scartoffie, i miei amati libri… passate una splendida serata, tutti voi. O se già siete a nanna, godetevi i più dolci sogni.
Luna nuova: evviva il romanticismo
24 novembre 2009
Immagino che siate tutti a vedere New Moon, in questi giorni… il corricorri nelle sale è impressionante, persino per me: nonostante abbia già avuto di vederlo alle anteprime, non era quello il modo migliore. Cerchi sempre di essere professionale al massimo e di farti vedere concentrata su quello che stai facendo o osservando, e l’occhione languido non è proprio l’ideale! Oppure cerchi di non dare nell’occhio e di renderti invisibile… e un singhiozzo improvviso che proviene da un posto apparentemente vuoto non aiuta! Così mi sto pregustando per bene una visita al cinema, scegliendo la sala più bella e la compagnia migliore. Non vorrei proprio perdere l’occasione che aspettavo da un anno per via di qualche compagnone che ritiene divertente sottolineare i momenti romantici (che non riconoscerebbe) con qualche battuta idiota, o quelli di tensione (che non capirebbe) con strilletti e lanci di popcorn… non so voi, ma quando sono al cinema con persone del genere mi vengono in mente pensieri strani… ma cos’avete capito? Intendo dire che mi viene voglia di alzarmi e andarmene! E nel caso di New Moon non ci penso proprio: perciò ho tutta l’intenzione di selezionare il mio bel multisala, la mia tenuta nera da guerriglia urbana migliore, e forse addirittura un’acconciatura ad hoc, per arrivare in sala pronta a piangere (se ci riesco), a innamorarmi di Edward (di nuovo) e ad uscire giurando a me stessa che sono solo bruscolini di polvere, quelli che ho negli occhi, e che figurarsi se una tosta come me piange per un paio di bacetti! Uhm, meglio non pensarci
Buonanotte a tutti, allora… e buona Luna Nuova!
Il senso della vita
23 novembre 2009
I gusti nel campo dell’arte e dello svago, come qualunque argomento che includa un’opinione e tutto il campo del famoso “soggettivo”, “de gustibus” e “al cuor non si comanda”, sono l’argomento ‘pacifico’ che più fa litigare le persone: ognuno vorrebbe che l’altro cedesse il suo punto di vista in cambio di una quintalata di CD da ascoltare o di DVD da vedere o di libri da leggere, per poi tornare dall’amico a ringraziarlo di avergli aperto gli occhi, e che anzi, senza di lui avrebbe continuato a perdere il lume della ragione appresso a quei ‘rumori’ che ascoltava prima, o a quei libracci senza senso… ma sapete una cosa? La musica non è nelle orecchie e non è nell’ugola, e la letteratura non è chiusa fra prima e quarta di copertina: è solo nel cuore, che rivela cosa ci piace, cosa soddisfa (almeno per un momento) la ricerca continua dell’equilibrio, dell’attimo perfetto in cui tutto il mondo ha senso.
Non vi siete mai chiesti perché ci piace un quadro, un film, una canzone o un libro? Io credo che sia perché sono esperienze finite, complete. Non hanno bisogno di intromissioni da parte nostra o di chicchessia, sono i sovrani del loro regno, sono lì e non si possono più toccare. Hanno una trama, un soggetto, una curva dell’attenzione, e noi possiamo viverli brevemente e trovare nella loro esperienza (ascolto, lettura o visione) il senso che in cent’anni di vita non riusciremmo a trovare neanche cercando con un gratino da pionieri del Klondike. Lasci un ragazzo? Passi anni a pensare se hai fatto bene o male. Litighi con una persona? Idem. Ti sposi e fai tre bimbi uno più bello dell’altro e proprio non riesci ad essere più felice eppure un tarlo ti consuma? “Ho fatto bene?”? “Ha senso quello che ho scelto?”
Non finisce finché non è finita: ecco il senso della vita, e non si possono stabilirne le conseguenze assolute, né prenderne limitatamente senso escludendo questa o quella esperienza. Solo la morte che chiude il cerchio e dà un senso a tutto, e stabilisce se hai fatto bene o male, e che senso hanno avuto le tue storie, e se sono andate bene o male. E per definizione, saranno gli altri a stabilirlo, come oggi lo stabiliamo (non so con quale autorità) su chi è passato sull’erba prima di noi.
Le opere d’arte, invece, sono delle piccole morti, nella mia opinione, che ci permettono di vivere compiutamente una nascita, una vita e una fine (di una storia, di un’emozione, o quello che volete) e di trarne delle conclusioni autonomamente, sulla base di un cerchio chiuso, come vi dicevo, che non si può più cambiare. Sta lì per noi, concluso, pronto a farsi analizzare secondo ciò che ci portiamo nel cuore, e ciò che vogliamo trovarci dentro.
La vita di tutti i giorni potrebbe sembrare senza senso, a un primo sguardo, e si finisce chiusi nella trama di una storia che possiamo goderci senza conseguenze (perché non siamo noi a rischiare la vita o l’amore, ma il nostro protagonista!) e prendendoci tutto il buono (il lieto fine, la punizione dei cattivi, o una sana morale sull’ingiustizia): eppure la quotidianità casuale, quella che ci manda ai matti, che ci tiene in piedi a un semaforo sotto la pioggia, o seduti a una scrivania per tutto il weekend perché abbiamo promesso una consegna o i compiti conclusi, è fantastica e importantissima, proprio perché non puoi mai sapere cosa non avrà senso alla fine del tuo tempo, e cosa è stato inutile. Ammesso che qualcosa lo sia stato.
Io preferisco tenere scisse le due cose: le mie piccole morti artistiche per trovare un equilibrio a questo mondo spesso grigio, un film, un libro, una canzone… ma tutta l’eternità davanti a quel semaforo aspettando che sia verde. Perché quello che c’è dall’altra parte, nessuna esperienza che non sia veramente mia me lo potrà dare.









