Ditelo agli amici: Alba è tornata… un inizio fin troppo su di giri per me, eh? Ma un po’ mi sentivo in vena di fanfare dopo così tanti giorni di assenza. Non che non venissi qui a controllare cosa combinavate, ma osservando la vostra estate procedere e la vostra allegria mai venire meno ho pensato che non ci fosse bisogno di ingerenza, da parte mia, e che era il caso di lasciarvi un pochino chiacchierare (quando le persone sono mature, un po’ di libertà anche qui sopra si può concedere!) ma al terzo appello alla mia persona… mi sono sentita così lusingata che non potevo non tornare qui a raccontarvi cosa combinavo io.
A parte sopportare un’estate fin troppo lunga e polverosa (per motivi che ho già spiegato su FB a qualcuno di voi ) cosa ha combinato Alba Blue dalla sua ultima volta qui? Vediamo un po’: ha letto molto, è andata molto al cinema, qualche libro l’ha delusa (Black Moon), qualche film l’ha annoiata (Solomon Kane), qualche esperienza l’ha esaltata (concerto e balletto classico all’aperto in una caldissima notte fiorentina! Lo so, lo so: sono antica).
Per il resto, come al solito ha molto pensato, e contrariamente al solito si è molto rilassata, per cui ritorna a voi felice come un bimbo appena sveglio, a dirvi che tutto è splendido in questi giorni, nonostante il caldo che asfissia, l’asfalto che brucia sotto i tacchi, il sole che ustiona sedili e sellini e le notti immobili in cui il mondo stesso sembra trattenere il respiro per paura di stancarsi… tutto è importante, e merita di essere apprezzato prima che evapori, scemando in un autunno (che per inciso, è la mia stagione preferita) che aprirà la porta ad altri sapori e altre esperienze. Magari saranno anche migliori, più intensi, più stimolanti, ma visto che sappiamo già che entro tre o quattro mesi staremo rimpiangendo la famigerata estate con il suo relax e la sua tolleranza per la pigrizia, godiamocela quanto possiamo.
Naturalmente per sentirci sempre noi stessi basta non dimenticare chi siamo e cosa amiamo, leggendo o in assenza di meglio rileggendo, ascoltando la nostra musica, senza abdicare eccessivamente in favore dell’accidia. Diavolo, nemmeno Alba Blue 2.0 se lo perdonerebbe.
Per ora passo (ma non chiudo).
“These things, they go away, replaced by everyday…”
Sembra passato un sacco di tempo dall’ultima volta che sono passata da queste parti con qualcosa da dire che non fosse legata alla contingenza… la rivista in edicola, il film nelle sale, il libro in libreria, correre, correre! Ma sono così stanca di correre… e sì che non corro da parecchio, ormai, complice l’estate, la “flacca”, i tempi diluiti di chiunque, e alcune inedite circostanze con cui non vi farò perdere troppo tempo in questo momento (e forse mai…). Anche se vi facessi un riassunto, non credo che riuscirei a coinvolgervi più di tanto, tra la mia timidezza e la reticenza che bisogna avere su cose in effetti inspiegabili, e la paura che si finisca per fraintendere. Ma mi andava di passeggiare un po’ qui, e di farvi sentire una canzone, e di chiacchierare un po’ con voi… e di salutare un po’ gli ultimi anni della mia esistenza, che ho trascorso facendo cose buone, sbagliando, incontrando tante persone diverse tra di loro, compiendo azioni e pensieri coordinati o meno… ma niente di tutto questo è stato inutile. Non riesco a pensare di aver fatto qualcosa che non abbia portato in sé il seme di una crescita o di un cambiamento, che seppur non vicino alla mia natura (per i motivi che potete immaginare e per altri che non amo ammettere nemmeno io), comunque sono avvenuti mio malgrado o addirittura senza che me ne accorgessi. Cosa sono oggi? Dove sono stata? Dove sto andando?
Le soluzioni per le prime due domande mi sfuggono, mentre alla terza posso solo rispondere “Da nessuna parte”.
Ero così stanca, e lo sono anche oggi, anche adesso mentre vi scrivo, che fermarmi a pensare, a riflettere, a cercare di capire se tutto era giusto, se tutto era veramente mio, era il minimo che dovessi concedermi. Mi sono data una possibilità di capire se stavo sbagliando qualcosa, e se potevo ancora essere in tempo ad aggiustare il tiro; lo sto aggiustando, e il cielo sa se ho paura di sbagliare ancora, e di ritrovarmi qui fra molto più tempo a cercare altre possibilità, altre scorciatoie, altre strade… Dio sa se me ne sono rimaste poche tra cui scegliere, ma il mio fondamentalismo karmico mi suggerisce che va bene così. Naturalmente c’è la possibilità che io stia diventando una specie di fanatica eccessiva del destino, ma non riesco ad impedirmi di pensare che tutto abbia avuto un senso.
Ricordate tutte le volte in cui vi dicevo che il mondo è un buon posto? Che andrà tutto bene? Stasera lo dico a me stessa, e anche se suonavo molto più convinta quando lo dicevo ad altri, mi ripeto nella testa che non potrà essere altrimenti, perché… perché altrimenti la vita non sarebbe giusta, no? Altrimenti niente avrebbe senso, niente lo avrebbe avuto. Com’è che si diceva da piccoli? “Allora non gioco!”
Mi sono sempre detta che ero fatta di una pasta strana. Se c’è da perdere, non gioco. Se c’è una possibilità di restarci male, non gioco davvero. Non mi piacciono le emozioni negative, di nessun tipo. Non mi piace provarle, non mi piace ispirarle in chi ha a che fare con me. Non mi piace litigare, non mi piace alzare la voce, non mi piace che accada a me o di fronte a me, non mi piacciono le cose aggressive, tristi, amare, non mi piace combattere sotto nessun punto di vista, non mi piace neanche insistere o che qualcuno insista con me… in effetti a guardare bene non mi piace niente che sorpassi una linea emotiva piuttosto monotona (ovvia e banale, direbbe qualcuno!) ma sulla quale - se ci muovessimo tutti così, mi dicevo - non avviene niente di brutto a nessuno. Un brutto modo di affrontare la vita adulta, piuttosto movimentata in quanto a delusioni, litigi, scelte difficili, eccetera… ed è forse per questo che le mie scelte nel campo dell’evasione ricadono in territorio emotivamente così ricco e, diciamocelo, improbabile, tanto da compensare quello che ho scelto di escludere totalmente dalle mie esperienze reali. Il motivo per cui vivo così deve restare mio e non può essere sindacabile o discutibile, ma capisco che possa sembrare immaturo. Che così mi si precludano parecchie esperienze. Che possa sembrare debole. Ma ci penserà la vita, ci penseranno i fatti, a distribuire i torti e le ragioni del mondo, e molto spesso questo accadrà quando i coinvolti saranno passati a ben altre faccende e non ricorderanno più cosa e quanto li ha fatti soffrire a suo tempo… quanto a me, a qualcuno sembrava che io avessi scelto il limbo come condizione di vita: un brodo primordiale di insensibilità, in cui tutto ciò che avviene mi scorre davanti senza toccarmi, e in cui la miglior felicità o il dolore più intenso che possano accadermi sono differenti sulla scala emotiva solo di poche gradazioni, perché solo a quelle poche ho permesso di entrare nel mio cuore. Potrà sembrare che non sia nemmeno viva, in certi momenti, che un cuore alla fine io non ce l’abbia. Ma Dio, se batte! E quanto più serenamente da quando ho deciso di dare a me stessa una nuova possibilità: la possibilità di essermi sbagliata, di dover fare di più, avere di più, vivere di più! Di non avere paura, in sintesi, così come predico a tutti voi: di non aver paura di sentire.
Non rinnego tutto il tempo trascorso a turarmi gli occhi e le orecchie, perché hanno portato comunque alla persona che sono diventata: ed è quella persona, non un’altra, ad aver trovato la forza di cambiare, per cui non potrà essere troppo da buttar via! Ora voglio lasciare quella piccola, stanca persona, volare via. Almeno per un po’. Certo, il cambiamento non è ancora avvenuto, ma sono sicura (sono certa) che andrà tutto bene. Che il mondo sia un buon posto, che il gioco valesse la candela, che qualunque sarà il risultato io non avrò perso del tutto: e porterò comunque con me i ricordi di tutto quello che ho fatto, detto e pensato in questi anni. Come potrei dimenticarlo? Ma non voglio più avere paura. Non voglio più essere sola. Non è facile, e sarà doloroso più spesso di quanto sarà piacevole, ma comincio ad avere il dubbio che l’oppressione che mi portavo nel cuore in questi anni non fosse la stanchezza della folla che respingevo, ma piuttosto l’eco spaventosa di una richiesta d’aiuto sussurrata in una stanza vuota.
“The moon will rise, the sun will set, but I won’t forget…”
Finalmente ecco la news che tutti aspettavamo… beh, quasi tutti! Di sicuro tutti i frequentatori di questo spazio aspettavano di sapere quando Dark Magazine sarebbe tornato ad allietare i nostri pomeriggi, con tutte le novità dell’estate (supertitoli in arrivo per le sale cinematografiche, le librerie e le console! E anche la musica se la cava mica male, con quella certa colonna sonora…) e un gadget che speriamo gradirete tutti: l’Agenda Dark, che troverete allegata con l’edizione estiva della rivista! La copertina non poteva che omaggiare nuovamente il successo (annunciato, naturalmente) di Eclipse, attesissimo ritorno in sala della saga che più amiamo, pluridiscusso ma sempre record al box office. Manca ancora qualche giorno, ma non vedo l’ora di conoscere le vostre opinioni… se volete intanto ditemi quello che pensate della copertina… spacca, eh?
Un bacio a tutti,
Alba
Finalmente l’embargo sulle informazioni relative a Eclipse è finito! Da qualche minuto è possibile leggere la recensione sul sito Cinemaevideogiochi.com, recensione che vi consiglio e che è disponibile cliccando qui: vi auguro una buona lettura… e una buona visione! Visto che so già perfettamente dove sarete tutti domani (e dove sarò anch’io per chissà quanto tempo ) vi penserò tutti a ogni spettacolo che riuscirò a godermi prima di imparare The Twilight Saga: Eclipse a memoria… ci vorrà molto poco!
A presto… e non dimenticate di dirmi cosa ne pensate del sospirato terzo capitolo della saga!
Un bacio,
Alba
Solo poche righe, signore e signori, per anticiparvi che domani (mercoledì sera) vedrò Eclipse in anteprima praticamente planetaria, un giorno prima dell’anteprima di Los Angeles Appena tornerò vi dirò cosa ne penso, e appena sarà possibile come sempre aggiungerò il link della recensione di Cinemaevideogiochi.com (che saranno in prima fila con me: a proposito, un grazie alla Redazione, ancora una volta, per tutto!) ma volevo anticiparvi che… insomma… sono molto emozionata!
Certo, dopo essere stata a pochi centimetri da Bella e Jake, mi dico, che sarà mai l’anteprima? Eppure il film l’ho aspettato così tanto, che ora sapere che mancano poche ore a godermi Jasper che allena Emmett, Edward che combatte contro Victoria, Bella che dice il suo “Sì”… insomma, mi capite, no?
A mercoledì notte, allora!
Baci a tutti,
Alba
PS “Bella” foto, eh? Riuscite a vedere cosa le si riflette nella pupilla?
Ciao a tutti! Rientrata da pochissimo dall’evento di stamattina… che è stato davvero carinissimo! Un po’ breve, con poco tempo a disposizione visto che Kristen Stewart e Taylor Lautner (ebbene sì, parlavo della conferenza di Eclipse) dovevano scappare per l’altro quintale di impegni che li attendeva nella giornata, ma intenso!
La sottoscritta era ben posizionata davanti (come potete vedere!), scortata da altri alleati di Dark che si sono impegnati con me per appunti e foto (gran pezzo su Dark n. 7, anche se non lo firmerà la sottoscritta… gran pezzo!) e ho potuto così godermi il lusso esclusivo dell’ascolto e del “panorama”! Kristen e Taylor sono veramente giovanissimi e molto carini, che strano vederli dal vivo: qui su la prima di una decina di foto, che metterò più tardi, ma intanto volevo farci respirare un po’ di atmosfera “Twilight“, anzi… Eclipse! Lei è veramente timida come sembra nelle centinaia di filmati che abbiamo imparato a memoria in rete, e lui è davvero un ragazzone d’oro. Le sue risposte cominciavano sempre con un sorrisone (una, quella su come si sentiva a recitare tutte quelle scene d’azione, cominciava con “Oh, boy…”, per l’imbarazzo di ammettere che ci pensava la Computer Graphica a realizzare l’azione del licantropo, mentre lui se ne stava a parte!) e non è mancato nemmeno il momento classico in cui Kris lo faceva ridere (sembra che faccia ridere apposta chiunque presenzi alle conferenze con lei, non solo il povero RobPattz!), culminato in un “Ehi, what are you laughing at?!” da parte di Taylor che cercava di restare serio durante la risposta…
Tutto molto carino, insomma, completerò questo post con il link al resume completo dell’evento che i miei colleghi della Redazione posteranno su Cinemaevideogiochi.com! E inserirò le altre foto nel pomeriggio, naturalmente… nel frattempo… godetevi l’espressione di Taylor mentre la guarda… sembra davvero Jake, vero? Ah, che splendida mattinata!
Edit: ecco le immagini! Prese dal primo gradino, cliccate per continuare!
…potete rilassarvi con me dedicandovi ad un test a bivi in vista del terzo film in arrivo! Ma non barate… i risultati dovranno essere controllati solo alla fine! Poi scrivetemi nei commenti il vostro risultato… io vi dirò il mio! Colonna sonora d’obbligo, premete subito play prima di iniziare Ah, dimenticavo… naturalmente è esclusivamente per le fanciulle
PS Approfitto per ringraziare la Redazione e in particolare Francesca, autrice del test per una prima antichissima versione in vitro di Dark Magazine!
CHE VAMPIRA SEI?
CAPITOLO 1
Sei arrivata da poco in una nuova città, dove dovrai ambientarti e ricominciare da capo. Nessuno lo sa, ma la tua è una famiglia di vampiri ed è proprio per questo che ti sei dovuta trasferire in un luogo più tranquillo di quello dove vivevi prima. Domani sarà il primo giorno di scuola e tu, nella tua stanza, stai ascoltando un po’ di musica e ripensando agli ultimi eventi. Come ti senti riguardo alla giornata di domani?
a) Cerchi di essere serena e ti ripeti che questa volta andrà tutto bene, ma non riesci a nascondere un po’ di preoccupazione. [Vai al Capitolo 2]
b) Sei assolutamente sicura che i tuoi nuovi compagni di classe non resisteranno al tuo fascino. [Vai al Capitolo 3]
CAPITOLO 2
La mattina dopo, davanti allo specchio, sei indecisa al massimo sul look che dovresti scegliere per questo fatidico primo giorno di scuola. Hai già svuotato e rivoltato l’armadio tre volte! Ma non hai altro tempo da perdere, o arriverai in ritardo! Perciò, alla fine scegli…
a) Un look il più possibile sportivo e naturale, per evitare di dare troppo nell’occhio: un paio di jeans comodi, la felpa della tua band preferita e i tuoi fedelissimi anfibi ormai vecchi e graffiati. [Vai al Capitolo 4]
b) Un look aggressivo, dark e che faccia girare la testa a chiunque ti veda! E al diavolo chi penserà che sei un tipo eccentrico! [Vai al Capitolo 3]
CAPITOLO 3
Inutile dirlo, quando esci di casa per andare a scuola, ti rendi conto che sei terribilmente in ritardo! Urge una soluzione rapida per riguadagnare il tempo perduto. A te la scelta, o la prima figuraccia davanti ai nuovi compagni di classe è assicurata!
a) Corri a perdifiato fino alla più vicina fermata dell’autobus e salti sul primo che va in direzione della scuola… sperando che il controllore non ti trovi senza biglietto! [Vai al Capitolo 4]
b) Appena vedi un ragazzo in motorino che va in direzione della scuola, lo fermi col tuo sorriso più affascinante e lo convinci a darti un passaggio. [Vai al Capitolo 5]
CAPITOLO 4
Arrivata in classe, appena in tempo per l’inizio delle lezioni, ti ritrovi in mezzo a un gruppo di perfetti sconosciuti. E dal primo momento, è un ragazzo a colpire la tua attenzione: se ne sta un po’ in disparte, proprio come te, ed è assolutamente cool. Decidi che devi riuscire a conoscerlo, ma… come?
a) Scegli la via più diretta: tra una lezione e l’altra vai da lui e ti presenti, con un sorriso smagliante sulle labbra. Non potrà non trovarti simpatica! [Vai al Capitolo 6]
b) Fai in modo di urtarlo “casualmente” durante la pausa pranzo, a mensa. L’occasione giusta per scusarti, sorridergli e chiedergli se gli va di pranzare con te. [Vai al Capitolo 7]
CAPITOLO 5
Riesci ad arrivare a scuola giusto al suono della campanella, e scopri che anche il ragazzo che ti ha dato un passaggio in scooter è uno dei tuoi nuovi compagni di classe! Tra l’altro, è molto carino e interessante…
a) Senza pensarci due volte, ti siedi al banco con lui, anche se questo significa guardarsi in cagnesco con un’altra ragazza che aveva avuto la stessa idea! [Vai al Capitolo 7]
b) Aspetti la ricreazione e gli chiedi se vuole fare due passi con te nel giardino della scuola, così potrete conoscervi meglio [Vai al Capitolo 8]
CAPITOLO 6
La tua tattica diretta ha funzionato, sei riuscita a fare amicizia con il misterioso ragazzo. Hai notato però che più di una tua compagna di classe sembra adesso guardarti con invidia, se non con aperta ostilità. Farai qualcosa per rimediare?
a) Per il momento lasci correre, sei troppo impegnata a conoscere il tuo nuovo amico. Ma ti riprometti di tentare di fare amicizia anche con loro, sfruttando le tue doti diplomatiche e la tua simpatia. [Vai al capitolo 8]
b) Sei abituata all’invidia delle altre ragazze. Le ignori e ti dedichi alla tua nuova amicizia: anzi, se proveranno a metterti i bastoni tra le ruote, scopriranno che hanno fatto un grave errore! [Vai al Capitolo 7]
CAPITOLO 7
Chiacchierando con il tuo nuovo amico, che ti affascina sempre di più, scopri che per la serata è previsto un party a casa della ragazza più popolare della classe. Non tutti sono invitati, ma lui a quanto pare ci sarà. Inutile dire che vuoi trovare un modo per partecipare anche tu. Come ti comporti?
a) Semplice, lo convinci a portarti al party con lui: se siete in coppia, è ovvio che ti faranno entrare! [Vai al Capitolo 9]
b) Ti fai presentare alla ragazza che ha organizzato il party e fai amicizia con lei in modo da farti invitare. [Vai al Capitolo 10]
CAPITOLO 8
L’idea della passeggiata nel giardino della scuola ha funzionato alla grande: il tuo nuovo amico ti invita anche a un party esclusivo che si terrà la sera stessa! Unico problema… a quanto pare, lui ci va accompagnato da un’altra ragazza…
a) Non importa: hai già fatto una nuova amicizia e sei riuscita a farti invitare a una festa. Soddisfatta del tuo ottimo punto di partenza, già pensi a quante nuove conoscenze potrai fare questa sera… [Vai al Capitolo 10]
b) Ti senti travolgere da un’ondata di rabbia e gelosia: non può andare così! È il momento di usare il tuo fascino, per convincerlo a tutti i costi a venire al party in coppia con te. [Vai al Capitolo 9]
CAPITOLO 9
Sei riuscita a presentarti alla festa insieme al ragazzo più bello e misterioso della classe. Gli sguardi inviperiti da parte delle altre ragazze del party non si contano e tu ti senti decisamente realizzata. Verso la conclusione della festa, vi ritrovate da soli nel giardino della villa e improvvisamente ti senti cogliere dall’istinto di morderlo…
a) Non puoi rovinare tutto così! Trattieni l’istinto con tutte le tue forze e trasformi quello che sarebbe potuto essere un morso in un dolce bacio. [Vai al Profilo B]
b) Ti lasci andare alla tua natura di vampira e lo mordi. Del resto, hai già deciso che lui sarà il tuo ragazzo e che nessun’altra lo avrà! [Vai al Capitolo 11]
CAPITOLO 10
Il party procede bene e sembra che tu riesca a fare amicizia con facilità con i nuovi compagni di classe. A un certo punto, il ragazzo che ti piace sceglie di ballare un lento con te, e poco dopo vi allontanate dagli altri. Lui ti rivela che l’hai molto colpito e che vorrebbe essere il tuo boyfriend e uscire ancora con te.
a) Hai troppa paura di metterlo nei guai per via della tua natura di vampira: a malincuore, gli chiedi, per il momento, di restare solo amici e di procedere con calma. [Vai al Profilo A]
b) Accetti di frequentarlo e in più gli riveli anche la tua vera natura: se davvero vuole essere il tuo ragazzo, deve sapere anche di chi si è innamorato! [Vai al Capitolo 11]
CAPITOLO 11
E così, ora hai rivelato a qualcuno la tua vera natura. Come ti comporti, a questo punto?
a) Non puoi più tornare indietro, ma cerchi di rassicurare il tuo boyfriend: sei davvero innamorata di lui e non permetterai che gli accada nulla di male! [Vai al Profilo C]
b) Non ti fai tanti problemi in merito: sei sicura che ormai lui non può resistere al tuo fascino e che avrebbe troppa paura della tua vendetta se provasse a rivelare a qualcuno il tuo segreto. Non c’è che dire… sei una vampira al 100%! [Vai al Profilo D]
In questo numero di Dark c’è un contest molto interessante che apre le porte ad una nuova saga magica: inviatemi i vostri racconti ispirati alla magia (massimo 10 righe, però!) e i 5 più originali riceveranno a casa il primo volume della saga di Amon. L’Evocatore… chi ha bisogno di un libro “magico” in più nella libreria, alzi la mano! Piano, però
Molti di voi l’hanno già letta sul numero 6 di Dark, lo so, e di solito non divulgo i materiali ancora presenti in edicola… ma oggi è un giorno speciale, e si possono fare eccezioni. Da circa 45 minuti infatti si può acquistare in Italia “La breve seconda vita di Bree Tanner“, e siccome le pubblicazioni di zia Steph non sono troppo frequenti (almeno quelle che riguardano Forks), o almeno non quanto noi vorremmo, vi ripropongo la mia recensione del romanzo: solo per intrattenervi nelle ultime ore in cui avrete gli occhi liberi dalla storia di Bree o mentre ingannate l’attesa dell’orario di apertura della vostra libreria di fiducia! In ogni caso trovate la recensione a pagina 42 del numero, ma se siete già qui tant’è… e buona lettura!
L’ultimo appuntamento con l’universo di Forks… per ora!
Quando zia Steph abbandonò il progetto di Midnight Sun (e non è certo questa la sede in cui lanciare i dovuti improperi verso l’inciviltà di certa gente, e sì che ce ne vorrebbero) e i fan hanno visto uscire con terrore L’ospite e un racconto nell’antologia dei balli liceali Danze dall’inferno, la certezza di non veder mai più rappresentato l’universo di Forks ha colto tutti gli appassionati. La notizia della lavorazione di un romanzo che invece riprendesse le fila di Twilight è stata tenuta segreta a sufficienza, abbastanza comunque da sorprendere chiunque fosse meno che strettamente addicted. I twilighters si sono scomposti nell’attesa di una nuova dose di “vampiri di StephenieMeyer”, come sono ormai noti i succhiasangue delicati e sensuali dell’autrice texana.
Solo per una fortunosa coincidenza possiamo leggere il romanzo nella sua interezza e non come breve racconto collaterale, inserito nell’ormai leggendaria Guida UfficialediTwilight: ciò che doveva nascere come un centinaio di righe di approfondimento su un personaggio che compariva praticamente come cammeo, prese l’abbrivio dalla penna dell’autrice assurgendo a opera autonoma, completa. Un romanzo che nacque tale prima dell’avvento di Twilight nelle sale, prima che potessimo immortalare Edward nel bel profilo di Robert Pattinson, o prima che le belle labbra diseguali di Kristen Stewart ci facessero apprezzare la coerenza con la descrizione del personaggio: mentre zia Steph componeva Eclipse, uno dei personaggi del racconto pretese la sua storia a parte.
Bree Tanner, neonata vampira di quei giorni, ci narra il suo viaggio verso Forks denso di avvenimenti che Bella, narratrice della storia principale, non poteva conoscere e pertanto raccontare. Il solo momento in cui il punto di vista della protagonista (che è anche il nostro) coincide con quello di Bree, è nel deflagrante finale di Eclipse; se temete che questo possa togliere appeal alla storia, di cui conoscete già il finale, sappiate che la Meyer non è una sciocca, nonostante la tenera età (relativamente ai milioni di copie vendute, s’intende!). Lo stesso titolo inneggia alla brevità dell’orizzonte temporale del racconto, e sia lei che voi assisterete ai preparativi per la grande battaglia sulle montagne, pochissimi giorni prima dell’avvento del film nelle sale. Questa puntualità è stata voluta dalla stessa autrice, che ci teneva a farci conoscere il più possibile gli intrecci delle varie storie prima che potessimo eternarle con l’univoca interpretazione della versione cinematografica. Pare che la stessa interprete di Bree Tanner e il resto dei suoi colleghi “neonati” abbiano avuto accesso alle blindate pagine della storia, per una migliore performance nei pickup di Eclipse recentemente conclusi, e che poi abbiamo bruciato il libro fotografandone i resti per assicurare la Meyer sulla loro buona fede! Dopo il leak di Midnight Sun la sicurezza non è mai troppa, questo ci trova d’accordo.
Un’altra ottima trovata relativa all’imperdibile nuovo appuntamento con Forks, è la beneficenza legata all’acquisto (anche se solo negli USA) come anche la gratuità della storia, che verrà messa a disposizione online per circa un mese (dal 7 giugno al 5 luglio) sul sito www.breetanner.com, così che solo i veri appassionati dovranno acquistare fisicamente il libro per vederlo risplendere a fianco della collezione più amata dei nostri scaffali. Dite la verità: siamo senz’altro la maggioranza, no?
Caro sconosciuto,
ti scrivo piena di speranza per il mio futuro. Non siamo ancora amici, anzi, a dirla tutta non ci conosciamo nemmeno. Non so che faccia hai, né come ti chiami, né cos’hai fatto prima di incontrarmi… perché non ci siamo in effetti mai visti.
Mi chiamano Alba Blue, ho un po’ di pregi, parecchi difetti, moltissime aspettative, un po’ di presunzione, pochi amici stretti, molti contatti più leggeri con centinaia di persone, un po’ di interessi contrastanti tra loro, ma tutti fanno capo a me, a come sono fatta, a come vorrei che girasse il mondo.
E tu? Che tipo sei? Che amico sarai per me? Diventerai subito indispensabile come l’aria che respiro, o ci vorrà del tempo per scoprire il tuo valore ai miei occhi, e dopo quanto non ricorderò più cosa facevo e come tiravo avanti prima di incontrarti?
Non so dove sei, caro sconosciuto. Non so di che colore hai gli occhi, non so se avrai il sorriso sghembo o che tono di voce hai, di dove sarà il tuo accento. Sarai un tipo avaro di parole che dà importanza ad ogni gesto, ad ogni silenzio? Oppure sarai una persona espansiva, che riempirà ogni vuoto ed ogni crepa del mio cuore? Amerai la mia libertà o faticherai per amor mio ad adeguarti e infine accetterai sorridendo ciò che altri hanno abbandonato stremati?
Non so nemmeno quando arriverai, e se sarai come un lampo nella mia vita, o più come un raggio di sole scoperto impercettibilmente, mentre le nuvole che mi riempiono la testa si allontanano. Non so come prenderò il tuo arrivo, se ne sarò subito felice, se ti riconoscerò subito, se ti scambierò per decine di altri errori prima di capire che si tratta di te, solo di te.
In effetti non so quasi nulla di te. Potrei quasi dire che sei più uno “sconosciuto” e basta, per ora, che un “caro”. Ma è vero come l’acqua e la terra, che sei entrambe le cose per me, e solo una resterà per sempre valida, dopo che sarai arrivato.
Ciò che so, caro sconosciuto, ciò che mi riempie il cuore di speranza e che spegne la malinconia di centinaia di giorni tutti uguali e tutti grigi, è che quando arriverai mi salverai la vita. E io salverò la tua.
Con tutta la speranza che questo cuore potrà contenere, a presto.
Alba
Per tutti quelli che stasera sono nella loro cameretta, con lo stereo acceso, e pensano che nessuno potrebbe mai capirli.
Per tutti quelli che sentono quello struggimento nel cuore che spacca a metà le ossa e che fa desiderare di essere rocce, pietre senza vita e senza emozioni piuttosto che spugne vive di dolore per ogni cattiveria che si vede nel mondo.
Per tutti quelli che vivono ogni giorno con il sole nel cuore ma una tempesta sul volto, perché pensando alla bellezza di ogni giorno sentono la dolorosa consapevolezza che quella bellezza finirà, e hanno paura di perderla prima di averla goduta.
Per tutti quelli che non riescono a sentire una certa canzone, per paura che lo sterno gli esploda sotto il peso di milioni di emozioni, e preferiscono l’inerzia piuttosto che la paura di sentire davvero qualcosa.
Per tutti quelli che in quella cameretta pensano che nessuno potrebbe amarli se conoscesse tutte le loro bizzarrie e le loro stranezze.
Per tutti voi, che sapete chi siete… Mi sentite? Mi vedete? Sto ascoltando lo stereo con voi, e mi struggo con voi, e se ridete anch’io sto ridendo con voi. Nelle pagine dei vostri libri preferiti, e nelle note di quella canzone che non riuscite ad ascoltare per paura di sentire, sono lì con voi e anche se non posso… volevo dirvi che vi terrei la mano uno per uno, se potessi, per dirvi che andrà tutto bene. Davvero.
Love ya all.
Il periodo incredibilmente prodigo di novità sul lavoro e le (stra) ordinarie questioni quotidiane mi hanno tenuta un po’ lontana, e ogni volta che tornavo qui pensavo di non avere nulla di interessante da dirvi che non quanto fossi stanca e quanto mi andasse solo di accendere lo stereo e dimenticare qualunque cosa… però in effetti non è giusto, perché questo posto è nato per accogliermi soprattutto quando mi sento così, e per permettervi, quando lo volete, di trovarmi qui per chiacchierare e dirmi cosa ne pensate delle ultime cose che avete visto, letto, pensato! Per cui bando alla tristezza e alla stanchezza e rieccomi qui: in fondo sono stanca di essere stanca. E se anche così non fosse… comunque tutto non potrà che migliorare ritrovandovi qui.
Nel frattempo comincio a ricevere i primi feedback per il numero 6 di Dark, mail e telefonate finora entusiaste… mi piacerebbe leggere nel post precedente i vostri commenti, e se lo avete già trovato e letto. Fatemi sapere tutto!
Una nuova lettera ha catturato la mia attenzione ultimamente (e colgo anzi l’occasione per scusarmi se ci metto tanto a rispondere, all’inizio tenevo meglio il ritmo… scusatemi, e abbiate pazienza con me!) Vorrei insomma presentarvi M.S., o The Night Masquerade, come si firma al termine della lunghissima missiva (che ho dovuto tagliuzzare… scusa di nuovo!) e vorrei che commentaste se vi siete trovati nella sua situazione, o se anche volete salutarla. Io credo che questo posto sia speciale perché qui nessuno è solo, un po’ come trovarvi nelle vostre camerette dove niente e nessuno può toccarvi… e così vorrei che fosse per tutti quelli di voi che hanno trovato il coraggio di raccontarmi pensieri e confidenze. Nessuno di voi dovrà mai sentirsi solo, e nessuno di voi dovrà mai pentirsi di aver cercato conforto da me.
Carissima Alba Blue,
innanzitutto voglio congratularmi con te per la fantastica rivista.
Non è la solita commerciale che vi è sul mercato e per questo l’apprezzo ancor di più. Beh, che dire… negli anni ho notato che la gente “disprezza” le persone come noi, solo la nostra vista crea un certo scalpore ma poi noto che in fin dei conti apprezzano la D-I-V-E-R-S-I-T-A’. Direi che c’è chi giudica senza sosta con un filo di gelosia o semplice invidia [...] mi ricorda tanto una frase di Voltaire che sosteneva:”Non condivido le tue idee ma darei la vita per fartele esprimere”.
Devo essere sincera, il giudizio e la tolleranza delle persone è l’ultimo dei miei problemi adolescenziali XD Continuerò come ho sempre fatto ignorandole camminando a testa alta. Ma quello che maggiormente mi affligge è che a causa dei miei gusti un po’ particolari(tengo a precisare che per gusti particolari intendo cinema di Tim Burton, libri di Anne Rice, Shakespeare, adoro lo stile Famiglia Addams…) raramente riesco a trovare un ragazzo affine a me o meglio, quando lo trovo o scopro che è già fidanzato o che… ehm… non ha interesse verso le ragazze XD Davvero, Alba, sembra una cosa assurda soprattutto nel campo sentimentale… e ciò mi fa star male, soprattutto in questo periodo che le mie certezze, le cose in cui credevo mi sono cadute addosso come un onda travolgente. Non è facile, sono arrivata ad un certo punto in cui mi sento davvero sola, anche quando sono circondata da un centinaio di persone… anche se io non sono così, sono sempre stata una ragazza allegra, solare e positiva, ho sempre risolto i miei problemi da sola, anche quelli dei miei “amici”. Infatti ho sempre indotto coraggio e li ho tenuti per mano nel momento del bisogno, ed ora che ne ho bisogno io… chi mi tiene la mano?
Mi sembra che una soluzione non ci sia, sono stanca di aspettare l’ho fatto già da tempo… troppo tempo mi sono rifugiata nel mio mondo e così continuerò a fare… ma cosa succederà ogni volta che tornerò alla realtà? Sarà sempre più tagliente di prima?
Perdonami se son stata prolissa [...] spero on una tua risposta!
M.S. the Night Masquerade
“…so by the morning’s light
we’ll be halfway to anywhere…”
Gran post, per nulla banale. La felicità. Cos’è, dov’è? Dov’è la mia, non sarà la vostra, e viceversa. Il posto delle nostre felicità non sarà un posto affollato, questo è chiaro. Ma quanto ci piacerebbe sapere dov’è? Così, per andare a colpo sicuro quando tentiamo ora questa, ora quell’altra strada. Dite la verità: guardando ciò che avete in mano ora, avreste detto un anno fa che ce la potevate fare? Ma soprattutto, siate sinceri: siete dove volevate essere? Non temete la vostre risposta, visto che non è possibile darne una in coscienza.
Non c’è un proverbio sulla vita che non proclami che le strade percorse si potranno valutare solo una volta concluse, e pertanto una volta che alle nostre anime non tangerà più alcunché. Per cui la nostra vita, a guardarla nei pressi della fine, sembrerà sempre un’incredibile fortunosa scelta di strade sbagliate o giuste, che conducono comunque sempre avanti, in mezzo a un labirinto complesso di cui parecchi vicoli sono ciechi (ma ben nascosti dai cespugli). Eppure una volta giunti nei pressi della fine, se ci giriamo a guardare indietro, vediamo un solo cammino. Sono spariti i bivi, sparite le deviazioni. Sono terminate le possibilità, perché le bruciamo man mano che andiamo avanti. Persino i vicoli ciechi cambiano ogni volta che percorriamo la sinistra anziché la destra, e i fossi nascosti dai ramoscelli secchi scompaiono, rimpiazzati da solido sterrato, per qualcuno un viale alberato, per altri un acciottolato ordinato. E a quel punto sembra quasi… come dire? Un gioco da ragazzi. Ci sembrerà di poter dire: “Ehi, ma allora è così che doveva andare… non potevo sbagliare.” La verità è che potevamo. E che forse lo abbiamo fatto, più di una volta. Che ancora possiamo. Ma la strada conduce sempre avanti, appunto: se siamo fortunati, verso la felicità, dovunque sia.
Se volete la mia opinione, è come cercare di arrivare all’orizzonte, dove riposa la famosa pentola d’oro sotto l’arcobaleno, ed è altrettanto recuperabile. Perché la strada prosegue sempre avanti, sì… ma solo avanti. Niente traguardo, il traguardo è riuscire a collezionare dietro un bel po’ di cammino.
Eppure si prosegue, che altro si può fare? Anche solo andare verso l’orizzonte, illudersi che si avvicini, che ci sia, da qualche parte. Già alla fine di questo post cui non credevo di arrivare facilmente (l’ho iniziato giorni fa, abbandonandolo tre o quattro volte perché lo ritenevo stupido) mi pare di aver compiuto un bel passo avanti, e di aver lasciato un bel po’ di spazio indietro. L’importante è non stare fermi, partire, sempre.
Per il giorno in cui guardandomi alle spalle non vedrò la terra brulla, né le trappole e le pericolose sabbie mobili della malinconia, ma un percorso unico, dritto, di erba fresca, per quel giorno mi tengo pronta. D’altronde, volente o nolente, sono già a metà strada.
Quando ho iniziato a scrivere questo post, volevo parlarvi di letteratura, predicarvi un po’ di amore per la lettura. Non che ve ne serva, ma… insomma, non intendevo scrivere quello che poi ho scritto, ma ormai è venuto così. Una protesta contro chi vorrebbe tenerci bloccati a terra, obbligarci a volare basso.
Il perché ci piaccia così tanto dimenticare le stupidaggini che avvengono tutto il giorno là fuori, lo conosciamo tutti: è nelle parole che ho appena usato. Là dove tutto si svolge nel caos e senza alcuna trama, dove non c’è la morale ad aiutarci ad ingoiare i rospi e le cose brutte (che accadono e toccano anche le persone buone) non riusciamo a tirare avanti senza delle piccoli dosi di placebo in forma di storie. Le medicine dell’anima, che ci aiutano a stare in piedi, che danno ordine alla nostra vita e lustrano quel po’ di civiltà che ci rende persone affidabili e degne di questo nome.
Immaginate di dover girare questo mondo, che osa avere luogo senza una trama, senza nemmeno la consolazione di trovare un po’ di riposo in una storia. Si dice che le nostre vite stesse siano storie, che siano ancora più degne di essere vissute e amate per quello che sono, perché sono reali. Che cos’è reale, mi domando? Se questa realtà non mi dà abbastanza giustizia, abbastanza pace alla testa che sbatte, che male c’è se per riuscire a starci dentro mi godo un po’ di senso, un po’ di pesi e contrappesi, tra le pagine di un libro, nei fotogrammi di un film, tra le svolte narrative della storia di qualcun altro? La sensazione che mi dà è reale. Pertanto anche quella storia lo sarà. Anche se il personaggio è inventato, per me sarà un amico, un porto nella tempesta, un esempio da seguire quando in una situazione di bisogno cercherò un consiglio e nessuno dei miei cari saprà darmelo, che male ci sarà se troverò conforto nelle parole irreali di qualcuno che non esiste? Le pagine esistono, le pellicole anche, le note pure. Sono io a portarle in vita quando le ascolto, le leggo, le guardo: è per me che avranno senso, e io sono reale, come voi. Il beneficio che mi portano è reale, e come tale va rispettato, va promosso, va glorificato, perché ha più successo come principio educatore, di un sacco di boiate che vedo avere luogo nei cosiddetti posti dedicati alla crescita.
A maggior ragione tutto questo vale per la narrativa, il cinema e la musica, anche, che toccano temi cosiddetti fantastici: draghi, unicorni, streghe, maghi, resurrezioni, immortalità, ‘mostri di tutti i tipi, magie, miracoli. Che differenza fa l’argomento? Quando il tema è questo la morale che cerchiamo (ebbene sì, la cerchiamo) viaggia ancora più facilmente: è veicolata dalle parole di un vecchio mago saggio, dal singolo grandioso gesto del cattivo che per essere tale ha bisogno della caratterizzazione del potere estremo che solo la magia gli darebbe, nel coraggio di un ragazzino contro demoni più anziani del pianeta stesso. Nelle regole prescritte di un mondo ordinato, dove il destino ha un senso e niente avviene per caso, ma tutto ha luogo per noi lettori, spettatori, ascoltatori. Le metafore le ricordiamo più di un aneddoto, le citazioni di un mondo impossibile le amiamo più di tutti i proverbi prosaici che ci riportano bruscamente con i piedi per terra ogni volta che ci astraiamo un po’ dai bisogni quotidiani. Chi li dimentica? Non certo noi, che lottiamo per ritagliarci la nostra libertà di pensiero, la nostra libertà di sogno. Non di sogno disperato, però: non parlo di chi si perde del tutto in una realtà alternativa per non soffrire qui. Io parlo di quelli che, come noi, vogliono fingere di smarrirvisi all’interno per un po’. Ogni tanto, fingere di vedere davvero una coda guizzare all’orizzonte, di sentire davvero degli zoccoli nella notte, dalla cameretta del nostro appartamento di città. Parlo di quelli che hanno bisogno di correre un po’ nell’erba alla ricerca di un fosso, per sorridere di loro stessi e tornare a casa senza aver trovato il Bianconiglio, ma molto contenti e migliorati, per aver anche solo cercato. Avalon non esisterà, probabilmente, ma come potremmo smettere di cercarla? Il mio cuore non reggerebbe l’idea di un universo in cui nemmeno in conforto della sua ricerca, anche nella coscienza del fallimento, mi fosse concesso.
I nostri gusti in fatto di libri, film e canzoni ci migliorano, ci guidano e ci spiegano a grandi linee cos’è la vita e cosa sono il male e il bene mille volte di più di tutte le parole che potremo mai ascoltare in TV, nei talk show, chiacchierando con un compagno di scuola o chattando con un perfetto estraneo dall’altra parte del mondo. Dateci castelli, vecchie leggende, medaglioni magici, animali fantastici, paggi e dame legati dal destino e da una maledizione, principesse streghe e creature della notte. Dateci incantesimi millenari e cavalieri che si sacrificano in nome di una spada, regni interi dismessi per il sortilegio di un’incantatrice, dateci unicorni e divinità celtiche, reami incantati che esistono solo al di là del mare e solo quando finisce l’orizzonte, vi prego. Perché io non vedrò il male e il bene avere luogo davanti a me chiaramente, perché nella realtà i grandi movimenti della vita sono subdoli, diluiti nel tempo, e in una vita sola io non potrò afferrarne tutti significati, e invece li voglio, me li merito. Perché non sia tutto qui, non sia tutto così materiale e immediato e fisico, ciò che ci è toccato in sorte. Perché questi ottanta, novant’anni che toccano alle persone fortunate, non passino solo nel cibo e nella prevaricazione sugli altri. Ciò che tutti noi abbiamo visto, letto e ascoltato da quando abbiamo avuto libertà di scelta fino ad oggi, ci unisce anche se non ci conosciamo, alla ricerca di un senso ulteriore.
Sono blasfema? Sto descrivendo tutto questo come una religione? Fatemici pensare. Qualcosa di invisibile, di definibile solo a parole e non con i fatti, che fa capo ad avvenimenti narrati da altri, su eventi impossibili in natura. Qualcosa che unisce milioni di persone nel mondo e che li innalza, li purifica, li rende migliori. Uhm. Forse sì. Ma diavolo, se è vero… maledetto il giorno che il mondo dovesse mai perdere cose del genere. E in fondo Avalon è religiosa e fantastica allo stesso modo, e lega a sé persone di entrambe le parti. Chissà quante condividono entrambe le “fazioni”. Saranno doppiamente confortate, o solo più confuse?
Non si azzardi più nessuno a dire che ci rifugiamo in un sogno invece che affrontare la realtà: che Dio ci aiuti, è per riuscire a tenerci in piedi che lo facciamo. Per restare in questa maledetta, grigia e amorale realtà. Che sia l’unica che ci è concessa, è un altro conto. Parleremo un’altra volta delle migliaia di universi possibili che avremmo scelto se fosse dipeso da noi.
Sogni d’oro a tutti,
Alba
Il lavoro e le obbligatorie assenze correlate mi spingono sempre via per qualche giorno (e c’è da aggiungere che ogni tanto son proprio io che sparisco, perdonatemi), ma la voglia di chiacchierare con voi mi riporta più veloce della luce. In un certo senso mi mancate, tutti insieme, per quello che rappresentate, più di quanto mi potreste forse mancare se vi conoscessi personalmente uno per uno… chissà come mai?
Sono venuta qui stasera per ricordare un anniversario. Non era forse esattamente oggi, e ormai quasi non ricordo più il giorno preciso, ma anni fa… abbastanza da non ricordare che giorno fosse… mi è successa una cosa orribile.
Non là per là, anzi; nell’immediato non la riconobbi come tale. Pensai che fosse un’esperienza in più, una consueta nuova conoscenza che non avrebbe portato nulla di meno nella mia vita, e che anzi avrebbe potuto arricchire la mia esperienza da umana con nuove chiacchierate, nuove passeggiate, nuove condivisioni di libri, film, tramonti e sfoghi reciproci sulla bellezza delle piccole cose e sull’infamia dei grandiosi inevitabili conlitti nel mondo… nulla di tutto ciò ebbe luogo. Non ebbi nemmeno un momento di pace a confortarmi negli anni successivi, per impedirmi di maledire ciò che scelsi o almeno dimenticarlo per un po’.
Oggi posso dire che gran parte dei guai che mi sono procurata negli ultimi decenni della mia vita vengono da ciò che conseguì da quell’incontro. Era un’amica? Era un uomo? Era una conoscenza casuale che mi introdusse in pericolose abitudini? Era un’esperienza, un fatto, un avvenimento? Non è nell’interesse di questa conversazione (anzi, di questo monologo) renderlo noto: ciò che mi ha portato qui stasera, anzi stanotte, è la voglia di condividere con voi l’importanza di ogni gesto, il rispetto per la vostra vita e per ogni scelta che fate, perché non saprete mai in anticipo cosa di ciò che dite condizionerà gli anni a venire, o quale direzione sarebbe stato meglio prendere invece di un’altra.
Io ci ho messo un’eternità a ritornare al punto di partenza, se ne deduce che non ho fatto altro che perdere tempo, e che… come dire… sono uscita dall’altra parte del tunnel. Quindi neanche punto di partenza è la definizione giusta, perché oltre al tempo che non ritorna (non un gran problema per me) ci sono tutte le altre scelte che ho perduto, le opportunità che non conoscerò mai. Tutte le strade che ho scelto di non fare, solo sottovalutando quello che successe quel giorno.
Il più grande narratore di favole di tutti i tempi disse qualcosa a proposito di strade che portano più lontano di quel che sembra, solo uscendo di casa; non lo offenderò riportando una citazione arcinota, ma sappiate che è vero oltre la vostra immaginazione. Ci sono per voi scelte a cui penserete per giorni e che alla fine non avranno più seguito di un battito di ciglia in ritardo, e altre che nell’analisi adulta del percorso della vostra vita riconoscerete come i bivi fondamentali che vi hanno reso le persone che sarete.
Imparate a riconoscere questi bivi. Per favore, riconosceteli sempre, e pensate tanto, a voi e a chi vi ama, prima di sottovalutare l’irrinunciabile, irripetibile importanza di quel grandioso atto unico che è la vostra vita. Laggiù, oltre la nebbia che sembra nemica, c’è il vostro futuro. Sembra che ce ne siano mille, ma ce n’è uno solo. Nessuna prova, nessun copione: solo in scena. Meglio che sia buona la prima, no?
Vi voglio bene,
Alba
Ora che il periodo è più rilassato di altri (c’è stata anche una giornata in più di ferie, e per chi di voi va a scuola una bella settimana intera!) e che Dark procede spedito verso un altro brillante successo - il numero 6, of course - vorrei parlarvi di un altro giornale: un giornale che non si trova in edicola, ma che è fortunatamente molto più alla portata di tutti voi… Cinemaevideogiochi.com, per gli amici “CVG“, è una testata online edita dalla stessa agenzia che realizza Dark, e che vede nei suoi redattori molti nomi a cui voi stessi siete già affezionati tramite recensioni, articoli, punti di vista, che avete imparato ad amare, condividere o discutere attraverso le pagine della rivista che ci ha portato tutti qui. Il direttore, tanto per dirvene una, è lo stesso: Marco Accordi Rickards ha fondato la testata anni fa, quando ancora si chiamava Wings of Magic (notate che il mio blog è ancora gentilmente ospitato da quell’indirizzo? ) e l’ha vista crescere fino ad oggi, che è diventata l’unica testata online specializzata in cinema e videogiochi che vanta una trasmissione televisiva in chiaro tutti i sabato sera su Odeon TV alle 20.15… trasmissione che termina con l’editoriale del Direttore: se siete curiosi di “conoscerlo” non perdetevi le puntate del CVG in tv, o gustatevi gli archivi presto in arrivo sul sito!
Trattandosi appunto di gran parte della Redazione di Dark (e molti altri professionisti che ancora non hanno avuto modo di mostrarsi a voi!) non mi sembra per nulla fuori luogo descrivervi i contenuti di CVG come fra i più approfonditi e aggiornati della rete, con venti e più update quotidiani! E qualche volta - ma non posso dirvi quando! - ho contribuito anch’io con un paio di articoli su argomenti che mi stavano particolarmente a cuore.
Potete trovare il film che aspettavate di vedere al cinema recensito da chi condivide i vostri gusti e le vostre passioni, o il videogioco che eravate indecisi se provare o meno, comodamente testato da chi sa come parlarvi: anche notizie flash, aggiornamenti sulla lavorazione di titoli ancora attesi, interessantissimi editoriali, il tutto diviso in sezioni facilissime da navigare.
Inoltre CVG non è soltanto un magazine online: è anche un evento che avrà luogo a Roma, dal 7 al 9 maggio a Villa Torlonia, in nome dei cinema, dei videogiochi e delle nostre forme di intrattenimento preferite. Tutte le informazioni sono disponibili presso la pagina Facebook relativa, ma quello che non c’è scritto è… che forse la sottoscritta ci si farà un giretto! Non posso starmene sempre chiusa qui, non credete? Ovunque sia “qui”, intendo… E anche se voi non saprete dove sono o chi sono, potrete godervi le nostre scelte per voi: molti personaggi noti in visita, dal mondo dark e di Dark stessa, saranno presenti, portavoce di sorprese che ora non posso rivelare!
Insomma, le presentazioni sono fatte: un banner in fondo a destra in questa pagina non basta a ringraziare tutte le persone del loro impegno, e nemmeno invitarvi a visitare la pagina, tutte azioni un po’ passive… ora sapppiamo chi siamo, insomma! Ci tenevo a mostrarvelo perché c’è dentro gente che - anche senza saperlo - vi ha portato qui da me, e vi ha parlato da cuore a cuore sulle pagine di Dark, delle nostre passioni comuni. Che non vi conosceste, era una follia
Ebbene sì, dopo 2 anni dall’ultima volta che il nostro cuore aveva tremato mentre uscivamo da una libreria con il nostro prezioso incarto sottobraccio, ansiosi ed euforici in preda all’attesa di quando a casa avremmo sfogliato e respirato le atmosfere di Forks… un nuovo libro dal mondo di Twilight.
E non una pubblicazione apocrifa, badate bene: non una rivisitazione, una rilettura, una biografia, un saggio, ma un romanzo di Stephenie Meyer, “La breve seconda vita di Bree Tanner”… esatto, la Bree vampira neonata di Eclipse! Splendida copertina, tra l’altro, quella originale: ancora una volta un romanzo in prima persona narrato da una prossima e successivamente novella vampira, a caccia di Edward e Bella. Ci saranno notizie sui nostri due adorati? Ci saranno riferimenti, frasi? Diranno qualcosa? Interverranno? Non ci è dato saperlo… ancora. L’attesa è relativamente lunga, in effetti: il consueto editore della Twilight Saga distribuirà il libro dall’11 giugno… farò in modo che chi di dovere ne parli accuratamente sul prossimo numero utile di Dark!
Sfortunatamente però questo vuol dire che - ancora una volta - per il momento è stato messo da parte il mondo direttamente coinvolto in Twilight, ovvero Midnight Sun… che sempre di più assomiglia a una specie di Utopia lontana e fuggevole. Ma odio lasciarvi con aromi negativi: ne volete un’altra positiva? Quest’estate uscirà finalmente il cofanetto della saga! Per cui fate il vostro dovere, studiate, liberatevi dagli impegni per il caldo, l’ombrellone, l’igloo o qualunque posto in cui intendiate passare le vostre vacanze… e fate spazio in valigia per un paio di volumi di quelli che fanno riposare il cuore, un respiro dell’universo che vorremmo, per aiutarci a restare saldi in quello in cui viviamo.
Kisses,
Alba
Oggi vorrei parlarvi di impegno. Non prendetemi per una suffragetta che invoca il diritto ad aprire bocca su ciò che non conosce, solo perché in questi giorni la nazione è in tumulto per questo o quell’altro nome da buttare dentro il pentolone dei ‘colpevoli’. Avete letto bene, la parola ‘colpevoli’ è tra virgolette: anche se nel mio cuore confido che qualche differenza ci sia, non mi fido più troppo del fatto che non useremmo come capro espiatorio chiunque, anche la nostra stessa scelta, purché questo ci permetta di non muovere più un muscolo dalla poltrona dove dormiamo tranquillamente i sonni dell’ignavo.
Possiamo guardarci nel cuore e dire che ce la mettiamo tutta affinché le cose vadano meglio? Possiamo davvero guardarci allo specchio la sera, nel nostro bagnetto, durante il nostro momento intimo prima di andare a letto, dopo aver riposto lo spazzolino e aver sorriso adeguatamente per verificare l’insorgere di carie e rughe, e pensare che è tutto okay, e che possiamo dormire tranquilli? Possiamo dire che siamo innocenti?
Io non credo. Non credo di esserlo io come non credo che lo sia nessuno in assoluto, perciò non sentitevi presi di mira: vorrei solo che capiste ciò di cui parlo, che è il valore dell’impegno del singolo affinché le ingiustizie non capitino più. O perlomeno, che capitino il meno possibile.
Siete a scuola. State chiacchierando con il vostro compagno di classe. Il prof non vi indentifica ma punisce tutti interrogando a bestia chiunque. So che state pensando: “Ecco che Alba vuole dirci di essere responsabili e alzarci in piedi a dire ’sono stato io’!” Fosse così ovvia, la vita: in realtà vi ho proposto una prospettiva alternativa per vedere se avreste colto il punto. La verità infatti è che tutta la vostra classe è colpevole, se l’interrogazione va male, perché sono loro ad essere entrati in aula impreparati, e che il fatto che qualcuno abbia in effetti scoperchiato l vaso di Pandora non giustifica chi tutti quei guai ce li ha messi dentro.
Siete per strada. Trovate un portafoglio gonfio di soldi. Nemmeno questa volta voglio dirvi qualcosa di così piatto come ‘Riportatelo all’intestatario dei documenti all’interno!’. Ma… se decidete di tenere i soldi perché in realtà vi servono, di chi è la colpa dell’indigenza che vi farà compiere il gesto sbagliato? Come mai siete arrivati allo stato di emergenza che vi ha fatto decidere per la strada facile anziché per quella giusta?
Vedete, non parlo di bene e male. Sto parlando di prospettiva di una scelta (prendendo a prestito uno dei più bei libri degli ultimi tempi, lo ammetto). Nessuno si alza la mattina sghignazzando alle spalle del malcapitato di turno e godendo del fatto che ora gli farà del male. Tutti pensiamo di avere le nostre buone ragioni, io, voi, il commerciante che frega il resto a una cliente distratta e il più potente uomo sulla faccia della Terra.
Il punto è: se vedi un’ingiustizia e non ti ribelli, sia questa fatta a te o al tuo acerrimo nemico… se credi di avere una giustificazione a non ribellarti o a fingere di non vederla, o ad approfittartene perché ti porta un vantaggio… se in sintesi non ti impegni ogni momento della tua vita affinché la vita stessa offra a tutti le stesse chance… è colpa tua. Dello sgambetto fatto al reietto del liceo come della guerra più sanguinaria nel più remoto angolo del mondo. Colpa tua e mia. E il fatto che sia in effetti colpa di tutti, ancora una volta, non è una giustificazione, o insulteremmo tutti quelli che fanno di questa consapevolezza il motivo della lotta di ogni giorno, e che per rendere la nostra vita migliore semplicemente non si sono fermati a godersi il lusso di passare ore su un PC a predicare. Come me, in fondo.
Alba Blue parla di impegno politico? Al diavolo come volete chiamarlo. Vi parlo di convivenza, di tolleranza, di impegno, come vi dicevo. E in fondo, ancora una volta, vi parlo d’amore.
Love ya all,
Alba
Dopo un’intera giornata passata a raccapezzarmi sul social network del momento, ho bisogno di ricordami un momento chi sono e di tornare qui, alla mia dimensione monouso: ho bisogno di una rassicurante passeggiata decadente fra i miei ricordi, un viale di narcisi niente male. Solo io e i miei pensieri, e solo dopo di me… tutto il mondo.
Non dovete avervene a male, sapete: è che sono abituata così. La metafora di Facebook (che comunque mi ha stroncato ) è ciò che mi sta avvenendo nel quotidiano: ho mollato la presa sulla riservatezza e ho permesso a troppe cose di arrivarmi troppo vicine… Sono troppo abituata a pensare solo per me, troppo debole, forse, ancora, per avere a che fare con troppe persone e troppe cose nello stesso frangente. Il fiato sul collo mi stronca, qualcuno che mi dice quello che devo fare mi abbatte, e poi ci sono i casini, le persone che ci restano male, i progetti che vanno al diavolo… ci andassero! Lasciatemi in pace!, mi verrebbe da dire. Ma non lo dico. Yet.
E per tenermi meglio le cose dentro e al loro posto (che certe bombe non dovrebbero scoppiare mai) ritorno qui, nella mia casetta virtuale, a ricordarmi chi sono e cosa faccio. Cosa mi piace fare e perché mi piace.
E qui ci trovo voi. Discreti, ordinati, per chiedermi cosa penso del mondo e raccontarmi cosa ne pensate voi: e siete così ben integrati nell’intimità di questo posto - che per definizione è ben diverso da certi chiassosi e caotici pentoloni mediatici qui dietro l’angolo - che ora che sono qui (non so più se è il blog o che sto impazzendo) non vorrei andarmene mai più.
PS Il pensiero musicale è forse un po’ una sorpresa per molti di voi, ma forse non tanto. Non così tanto.
Finalmente ho ceduto anch’io a Facebook, e… d’ora in poi ho la mia bella paginetta! Potete cercare “Alba Blue” per offrirmi e ricevere amicizia, e trovarmi anche lì (naturalmente il blog resta il mio primo amore, e questa qui la sentirò sempre come la mia prima vera casa!)
Alla mia indiscutibilmente veneranda età è un po’ complesso cercare di raccapezzarmi nei mille metodi che potrei avere per comunicare con voi, e sinceramente ero un po’ dubbiosa che potesse essere migliore o più personale, eppure vedo che un numero sempre maggiore di tutti voi si connette al resto del mondo utilizzando quel canale… e siccome quello che io vorrei è esservi vicina il più possibile, userò ogni mezzo Beh, non preoccupatevi… niente che non riuscireste a gestire!
Per cui, benvenuta Alba Blue… o aspetto che me lo diciate voi?
Un bacio a tutti!
Alba [Facebook Mode ON]
Questa maledetta primavera arriva ogni anno nonostante tutte le mie proteste. Cosa posso farci? Io preferisco il fresco che disperde la foschia piuttosto che il tepore che annebbia e rilassa… non sono a mio agio con una dimensione troppo pacifica, troppo diluita. Non che ami lo stress a dismisura, ma l’elettricità e l’attività mi rinfrancano, mi fanno sentire viva. Vedermi intorno persone che sbadigliano e che si complimentano l’un l’altro per questa primavera che “finalmente è arrivata” (nemmeno fosse merito loro, presi singolarmente!) mi stronca. Azione, energia! Non per niente si dice che una sferzata di freddo è quello che ci vuole al mattino per rinvigorirvi e farvi iniziare bene la giornata… è da un po’ che non lo so in prima persona, ma soffro già abbastanza la solitudine nelle ore in cui il mondo va in pausa per la notte! Vi voglio attivi
Ho avuto qualche problema di posta negli ultimi giorni e ora che funzoona me ne stanno piovendo addosso di ogni, devo dire! Mi dispiace immensamente, e sto correndo ai ripari rispondendo a tutti: sapete cosa ho notato? Che il flusso di racconti sta rallentando: siete in pausa primaverile anche voi o vi siete rammaricati per il fatto che non riuscivo a rispondervi? Ehm, spesso nemmeno a leggervi, a dirla tutta… Ad ogni modo ne ho a sufficienza per il centesimo numero di Dark! Però mi dispiace che non arrivino a decine come prima… era molto bello leggerli! Perciò, se avete qualcosa nel cassetto, inviatemelo anche per farmi compagnia a proposito, ormai ci siamo quasi per il numero 5, manca così poco che quasi perdono la primavera per essere latrice di un altro bellissimo numero della rivista! Una buona notizia non ancora ufficiale gravita nell’aria in questi giorni, ma ve ne parlerò quando avrò la certezza di cosa dirvi… il pessimismo (cosmico o localizzato) è un’altra splendida caratteristica di questo insieme di nevrosi battezzato - ormai vite fa - Alba Blue.
Twilight, New Moon, Eclipse, Breaking Dawn. Tutte le scene più belle della saga hanno luogo nella radura. E non importa che non sia sempre la stessa, badate (per quanto ogni tanto Bella richiami la ‘loro’ radura), ma che sia un posto verde, rigoglioso, naturale. Il punto che unisce Bella ed Edward fintanto che sono tali, finché restano umana e vampiro, due elementi distinti, che insieme danno un tutto.
Ho già descritto abbondantemente nel corso di questo blog la mia preferenza per la storia fintanto che i due rimanevano differenti: la loro diversità era la fonte di quel brivido di piacere da lettrice quando i due si sfioravano, si toccavano. Ora che, dovunque siano, Bella ed Edward sono insieme e felicemente “condannati” a restare per sempre l’uno con l’altra, quel brivido ha lasciato il posto a una calma, placida sensazione di tranquillità. Un po’ come se, a contrasto con una nota vibrante e tesa, ora risuonasse un pacifico e costante “E’ tutto a posto”. Certo, un bel sollievo, ma… ma quel brivido io lo volevo. So bene di quale sensazione si parla, la possenza massima che sfiora il giglio e che si compiace di riuscire a toccarlo senza corromperlo, carezzarlo senza inquinarlo: e da parte del giglio stesso, il piacere vivo di riuscire ad attrarre a sé una tale fonte di potere pur non avendo altro che il proprio candore da offrire, la propria purezza da perdere.
Se vi sembrano parole senza senso, paragoni eccessivi, metafore della vita e dell’amore già risciacquate perché passate di bocca in bocca da 5000 anni, pensate un momento che tutto ciò che riguarda Twilight, Bella ed Edward, per me, ha a che fare con la natura. Tutto ciò che ha a che fare con i vampiri ha a che fare con la natura. Descritti come pietre, sassi viventi, fotografie tridimensionali dell’ultimo attimo di vita della persona che si è stati. E’ vita? Sì.
Una specie, almeno.
Edward è la roccia. Saldo, eterno, immobile. Immortale e annoiato dal suo essere sempre eguale, egli non può fare a meno di essere se stesso. Forte, duro, intoccabile, ma con così tanto da perdere che un umano non ci crederebbe. Un fulmine basterebbe a sbriciolarlo per sempre. Il che è proprio quello che è Bella, un colpo di fulmine, e insieme così viva ma di vita breve, da potersi paragonare anche ad un fiore, all’erba che cresce in montagna. Pura, bellissima, delicata: mortale come poche cose al mondo, bella da togliere il fiato. Poco durevole, ma di un candore tale che la roccia non può fare a meno di esserle accanto. Roccia ed erba si sfiorano per sempre, immobili. Separati non sono nulla: l’uno vivrebbe per sempre, l’altra perirebbe presto. Eppure insieme diventano panorama, monti e vegetazione, sguardo sul mondo, una vista su tutte le bellezze che ogni pianeta dovrebbe offrire.
Nell’immaginario collettivo il mondo dei vampiri (che trovo comunque una brutta parola, detto fra noi: figli della natura mi sembra molto più appropriato) viene sempre rappresentato come una sorta di club di esteti, fissati con gli orpelli, amanti del bello più delle capricciose stesse divinità. Lo trovo fuori luogo, in quanto si allontana dalla pura verità: noi siamo la realtà. Siamo contingenti, materiali, immediati. Siamo quel che vedete, duri e puri, essenza totale e stabile, fissata al tempo quanto una vite al muro che la avviluppa e la cela. Siamo il pianeta stesso, siamo il mondo e l’ossigeno, l’acqua e la terra. Siamo, soprattutto. Come rocce: immobili, immortali, nulla… senza la vita a crescerci intorno.
Per questo, penso, ho sempre apprezzato la presenza della natura in questa storia d’amore così poetica: il verde e le montagne alle spalle di ogni gesto di Bella ed Edward è l’eco di loro stessi, doppia la loro esistenza, e mi ha fatto sentire più vicina alla verità, a quella parte di giustizia che ci spetta, quella rappresentazione più realistica che ci meritiamo. Non siamo stati creati, esistiamo come tutte le cose del mondo. E come tutte le cose del mondo, non siamo niente presi da soli. Con voi, formiamo il mondo. Con voi, altri figli della natura con gli stessi nostri diritti e doveri, formiamo tutte le cose del pianeta.
Ecco cosa rappresenta questa storia per me: l’uno è la mia razza, l’altra siete voi. Insieme per sempre, diversi perché è nostro dovere esserlo, per reggere gli equilibri di un mondo spaccato.
Sull’onda della gioia per l’annunciato Dark numero 5 (in edicola verso la seconda metà di marzo) stavo perdendo di vista l’obiettivo precedente, che era quello di farmi dire da voi che cosa ne pensavate del numero 4! Vi è piaciuto? L’avete preso tutti? Cosa avete apprezzato e cosa vorreste cambiare? Idee, suggerimenti, spunti… sappiate che l’ultima volta che mi avete segnalato le vostre idee, ne ho tenuto conto in moltissima parte! Avete chiesto più libri, più spazio ai lettori… è esattamente quello che è stato fatto! Ora, se c’è qualcosa, qualunque cosa che io possa fare per essere ancora più vicina a voi e per farmi volere ancora più bene… e per scusarmi se ogni tanto sono costretta a mollare tutti e nascondermi da qualche parte (persino senza portatile!) fatemelo sapere: cercherò di accontentarvi! Intanto continua la corsa alla fan fiction da pubblicare su questo numero, ho letto di tutto e sto cercando di dare una chance a tutti… se avete qualcosa nel cassetto, questi sono i giorni in cui inviarmelo! Insieme a foto, poesie, immagini, disegni, prove di creatività o anche mille cose vaghe che sentite di dovermi/potermi dire… io sono qui per questo, e per molto altro ancora.
Un bacio,
Alba
Ho ricominciato a gironzolare a pieno regime. Bologna, Roma, e oggi un’altra città, al Sud stavolta. Solo in una settimana? Pensate che è andata anche abbastanza bene! Un’altra finestra, dunque, e quello che vedete nella foto era il mio panorama di stamattina. Un peccato, abbandonarlo, vero? Ma il dovere richiamava alla base (anche se era stato il dovere stesso a spingermi lì), e dato che non sia mai detto che Alba Blue fugge i suoi doveri, eccomi qui da voi di nuovo! Inoltre oggi per molti di voi è tecnicamente la festa dell’affetto, e siccome io per voi ne ho molto è in un certo senso anche la nostra festa: affetto reciproco e passioni condivise costruiscono spesso le migliori storie d’amore, no?
E poi sto leggendo le vostre mail e vedo che Dark comincia a circolare fra le vostre mani… sono molto ansiosa di sentire cosa ne pensate, che cosa vi piace leggere, cosa vi piace meno e cosa trovate eccitante in questo numero 4! Personalmente posso dirvi che mi è piaciuto tantissimo dare una pagina in più ai libri e segnalare qualche lettura in più (non ce ne sono mai abbastanza!) e dare molto più spazio alla posta e alle vostre lettere, poesie, disegni, immagini! Fatemi sapere come state, cosa pensate della rivista e del mondo in generale… insomma, fatevi sentire. Fatevi vedere, siate le mie finestre sul mondo… Io ci sono.
L’altro giorno, a Bologna, di neve ne avevo vista così tanta da bastarmi per un pezzo… ma guardarla, e farmi tutto il viaggio fissando fuori dall’auto e osservare tutto quel bianco immenso e senza nessuna differenza… sapete di cosa parlo, no? Ecco perciò perché ora sento il desiderio di condividere con voi ciò che avevo stamattina fuori dalla mia finestra: perché sappiamo tutti ciò che un simile panorama ci smuove nel cuore! Al diavolo tutto, il lavoro, la scuola, oggi resto qui e me la spasso! Palle di neve, pupazzi, disegni e scritte sul bianco…non è splendida? Non vale la pena, anche solo un giorno l’anno, dimenticare le preoccupazioni e restare fermi, solo un po’, a godersi cose del genere? Anche così, su una foto… una foto scattata per voi, per sentirci un po’ più vicini, per mostrarvi cosa vedo quando sento quel desiderio di fuggire da tutto e - nell’impossibilità di farlo davvero - sto alla finestra, penso, respiro… e per un po’ è come se fuggissi davvero.
Goderci un raggio di sole, ripararci quando piove, pensare a cosa vogliamo fare ‘da grandi’, mettere il buono di tutti i giorni insieme con il cattivo e cercare di dargli un senso, di rendere tutto significativo di qualcosa, e intanto correre, studiare, lavorare, arrangiarsi… sembra una bella fatica, ma anche una gran cosa, no? La vita, dico. Crescere, o come si chiama. Dà l’idea di un’enorme gabbia di palline da parco giochi, tu cerchi di tenerti in piedi ma continui ad affondare nei colori, e praticamente tutto il tempo che ci passi dentro è solo speso a cercare di tenerti in piedi, di non lasciarti affondare. Non c’è veramente un altro scopo, e quando è ora di uscire pensi: “Beh, non sono riuscito a stare in piedi per più di un attimo, ma diavolo se mi sono divertito!”
Anche quando siete stanchi, quando non ce la fate più a tentare di restare in piedi, e vi viene voglia solo di lasciarvi colare a picco in mezzo a tutti quei colori, pensate che siamo fortunati, siamo qui per questo, per tentare di restare in piedi. Non c’è davvero altro, perciò il minimo che dobbiamo a noi stessi è fare del nostro meglio per non affondare… ed è più di quanto non pensiamo. È per questo che siamo più forti di quanto non pensiamo.
“I’ve tried so hard to tell myself that you’re gone
But though you’re still with me, I’ve been alone all along…”
Finalmente posso mostrarla anche a voi: ecco la fantastica copertina del numero 4 di Dark, in arrivo nelle edicole di tutta Italia intorno al 10 febbraio! Potente, intensa… e dark! Questa copertina riflette la rivista stessa, che speriamo vi piaccia anche di più dei numeri precedenti: troverete all’interno tantissime novità, una nuova anima più nera della notte a fare da contraltare alla soffusa dimensione dark che tanto amiamo, e che ritorna negli speciali che più apprezzate! Più spazio per l’horror, per firme imponenti, per gli approfondimenti, per i lettori, per la posta, per l’interattività fra me e voi, più spazio ai libri, agli argomenti scelti proprio sui vostri suggerimenti, un nuovo modulo con cui arricchire le avventure de L’Alba dei Vampiri, e tantissime anteprime (tra cui un succulento viaggio “nel” film di Eclipse, terzo capitolo della Twilight’s Saga, un’esclusiva assoluta di Dark!) oltre allo speciale su The Vampire Diaries, giunto proprio stanotte in Italia per riempire l’ultimo spazio che i nostri cuoricini potevano occupare… ma che spazio, signori, che spazio!
Allora, lascio a voi la parola: che ne pensate? Io sono… per la miseria: io sono quasi in lacrime per la gioia.
Un bacio a tutti, e grazie per esserci stati.
Alba
Qualche giorno fa ho fatto un viaggetto. Niente di spettacolare, solo una visita che attendeva da tanto di essere fatta, e che era rimasta in coda a un sacco di cose e blabla. Dovevo andare, sono andata.
Ho preso il treno, un mezzo che aiuta a riflettere, durante il quale sprofondare contemporaneamente nei fatti propri e nel mondo esterno senza tante rotture di scatole, guardi fuori dal finestrino restando in contatto con le cose, una giusta via di mezzo tra l’aereo (sul quale sei davvero troppo astratto dalle cose, sospeso in più di un senso) e una passeggiata (immerso del tutto nella contingenza, a pieno contatto con la realtà, spintoni, spallate, marciapiedi, smog, metropolitana, cicche…). Sfortunatamente, però, se l’umore è nero, tu guardi fuori dal finestrino del treno, ma in realtà ti stai guardando dentro da solo, e ciò che vedi non sempre è una striscia di meravigliosi panorami colorati. Qualche volta, se l’umore è quello, ciò che vedi guardando fuori è un’indistinta chiazza di toni sfocati, di emozioni fuori fuoco, di sensazioni fuori posto. Qualche volta quello che vedi non ti piace, e vorresti un secondo treno per allontanartene.
Nella carrozza con me c’era una famigliola. Non una famiglia standard (papà+mamma+figli, una formula così tanto lontana da ciò che potrò mai avere, che l’invidia nemmeno mi prende) ma un’accoppiata di gemelli maschio/femmina adolescenti accompagnati da una nonnina che sembrava provenire dritta dritta dalle favole. Il loro affetto reciproco era totale, manifesto, disarmante. Ne sono stata annullata appena sono entrati chiedendo educatamente il posto; già strano, perché con il treno pieno e le persone in piedi, avevo già sperimentato lo strano successo di vibrazioni che non mi accorgo più di esercitare, con il fatto che la mia carrozza da sei ospitava solo me… Sono entrati, si sono seduti, hanno cominciato a chiacchierare tra di loro, studiare, scherzare, commentare gentilmente il DVD che spuntava dalla mia borsa e la loro serenità mi ha colpito come uno schiaffo. Persone buone, mi sono detta. Persone felici.
Erano davanti a me, niente di straordinario, non divinità, non alieni, ma persone, a fare nient’altro che vivere secondo le leggi che il cielo ha messo al mondo, e io ero lì che pregavo lo stesso cielo di darmi il dono delle lacrime, e non solo quello del rimorso, del pentimento e del rimpianto. Ero lì e pensavo agli anni rabbiosi e pieni di odio del mio passato, e mi chiedevo quante e quali cose avrebbero potuto andare meglio o solo essere diverse… se ci fosse stato un po’ di quella bontà, tanto tempo fa, così tanti anni fa che stento a ricordarmi com’ero. Mi viene in mente solo una chiazza indistinta di colori, una striscia scomposta di emozioni e suoni, un panorama che fugge lungo il finestrino di questo treno che non mi porta via abbastanza in fretta.
EDIT: Oggi che la mia vita corre lungo un’autostrada tanto deserta quanto scorrevole (ma forse è scorrevole solo perché è deserta), e che il tempo per le riflessioni è veramente poco, so che di tanto in tanto mi fa bene che questo tipo di emozioni mi travolgano ancora, anche se sono delicate come un autocarro con rimorchio. “Rimorso”, “rimpianto” e “pentimento” sembrano non bastare mai quando devo riempirmi la bocca di belle parole sulle mie errate scelte passate, darne la colpa a qualcuno che non mi ha voluto abbastanza, che mi ha voluto troppo, che mi ha tarpato le ali o che al contrario ha preteso più del dovuto… diciamo la verità: dopo così tanti anni non sono altro che scuse, che mi fanno comodo e che mi fanno sentire importante, o peggio, giustificata. Pertanto un po’ di colpi d’ariete contro le mura della memoria mi fanno più bene che male, e il meglio che posso fare per accusare il colpo è proprio ricordare dove ho sbagliato (perché ho sbagliato anch’io), prendermi la mia bella fetta di responsabilità, accettare di soffrirne, ricordarlo proprio perché è doloroso (diciamo la verità: chi imparerebbe mai dai propri errori, se questi non avessero portato qualche guaio?) … e fare la mia parte, che è quello che il mondo stesso pretende da tutti noi. Fare la mia parte significa impegnarmi, e non fare più le scelte sbagliate. Mai più.
PS La prossima volta ritorno a viaggiare con il mio mezzo preferito: la macchina. Molti meno danni cerebrali. La vita - persino la mia - è già così breve, che bruciarne mezza a prendermi a schiaffi nel cervello è un insulto.E poi, se l’autostrada è deserta e scorre, tanto vale aprire il finestrino e cantare a squarciagola verso le nuvole. Tanto non c’è nessuno, no?
…quando è nata questa fantastica rivista! Beh, scherzi a parte, io potrò perlomeno dire che c’ero quando hanno testato la copertina del numero 4, di cui ho visto una brevissima anteprima e ora non sto più nella pelle… devo assolutamente mostrarvela quanto prima: è favolosa, credo anzi, anche se non rientra decisamente nel mio gergo solito, che questa cover SPACCHI! Mi sento molto moderna a parlare così, nonostante l’età, ma quello che ho visto merita davvero, e non vedo l’ora che passino i tempi burocratici di messa in circolazione per sentire cosa ne pensate: a proposito, la chiusura del n. 4 è vicina (a livello di ore, intendo dire!) per cui posso già anticiparvi la data di uscita in edicola… il 10 febbraio saremo di nuovo tutti insieme! Per il momento attendete, amici miei: dovrebbe rientrare tutto nei ranghi relativamente alla mia presenza qui entro brevissimi tempi (le fatiche di Ercole, altro che vampiri indistruttibili… dovremmo essere insensibili per reggere meglio il lavoro, essere indistruttibili significa solo che anche se vuoi mollare non puoi!) per parlare di ciò che più amate, di ciò che odiate, di ciò che desiderate e soprattutto di ciò che ci porta qui ogni volta. Cos’è? Credo lo sappiamo tutti, anche se non ha un nome: è il fatto che noi siamo diversi. Noi siamo migliori.
Buongiorno a tutti!
So che sembra abbastanza strano che io sia qui di prima mattina (beh, prima mattina… ‘nsomma )ma volevo mostrarvi lo spot televisivo di Dark che andrà presto in onda sul canale Fantasy di Sky! Vi piace? Io mi sento… quasi una star! Visto che le cose vanno alla grande, è proprio tempo che io ringrazi l’editore Press Factory per la cura e l’amore che sta portando in questo bellissimo progetto, e il direttore Marco Accordi Rickards per la pazienza con cui sopporta le isterie di questa piccola vampira indipendente e piena di manie di grandezze… e tutti i ragazzi della redazione di Idra Editing, che profondono la loro passione in ogni pagina, in ogni parola. E grazie naturalmente anche a voi! Che siete sempre qui per me: vi voglio bene.
Un bacio,
Alba
Non riesco a farci niente, la musica governa letteralmente la mia vita! Anche oggi, che è stata una giornata così dura, tanto da farmi venire voglia di urlare a un certo punto (e sì che io non mi arrabbio veramente mai), non riesco a restare indifferente sulle note di un’ode alla memoria come questa. So che divento pesante quando condivido per forza i miei gusti, e vi costringo ad ascoltare la mia malinconia, ma davvero mi sento meno sola sapendo che voi - chi prima di dormire, chi appena rientrato a casa dopo una serata in compagnia, chi per cercare conforto per una brutta giornata - passate di qui a farmi un salutino… in differita, naturalmente, perché la distanza fra noi è giusta, è sacra (Dio mai volesse che non fosse così) ma mi sento già meno sola sapendo che oggi, mentre per un momento ho rischiato di mandare al diavolo tutto, ogni cosa, compresa me stessa e voi, è stata solo una brutta giornata, che con il favore del cielo non si ripeterà, e che il rischio di restare sola - di nuovo - ancora una volta è stato scongiurato.
Nel timore di perdere ancora memoria di me stessa, la canzone che mi rappresenta meglio oggi è questa: Alba Blue perdona sempre, ma non dimentica mai.
PS Dark è in arrivo… lavorazione a mille, ormai praticamente in discesa! Domani posterò qualche dettaglio: nel frattempo avete suggerimenti, consigli? Qualcuno mi è arrivato in mailbox, volete scrivermi qualcosa qui?
Immagino che non capiti tanto spesso, ma stasera sono contenta di essere sola. Non perché io sia particolarmente solitaria (e lo sono) e non perché io stia lavorando in questo momento (e lo sto facendo), ma perché ogni tanto va decisamente bene essere da sola. Specialmente dopo un periodo strano, in cui gli eventi e le circostanze non ti hanno permesso di riflettere per bene su quello che stai facendo, su quello che vuoi davvero e su quello che ti succede in generale. L’hai desiderato davvero? L’hai cercato? L’hai meritato? Cosa stai facendo di ogni attimo che ti viene donato, di ogni esperienza bella e brutta che ti è caduta addosso come un macigno o come un petalo di rosa?
Personalmente sono un tipo abbastanza karmico, non nel senso della religione o della filosofia di vita. Piuttosto come metodo di pensiero, che può essere vista come una questione di pigrizia (se interpreto tutto a modo mio allora non ho mai torto) o come una questione di comodità (trovo sempre il giusto in ogni cosa e non devo mai impegnarmi per migliorare la realtà). Eppure io sono sempre stata convinta di una sorta di predestinazione, che per una certa percentuale è soprattutto equilibrio: pensate soltanto al famoso concetto di “non fare agli altri quello che non vorresti fatto a te”. Ora estendete questo concetto all’infinito, estremizzatelo. Applicatelo a tutto il mondo, a ognuno di voi, di noi. Pensate per un momento come sarebbe il mondo se tutti avessero una coscienza.
Impressionante, vero? Non un’ombra di male al mondo, non un grammo di cattiveria. Tutti buoni, tutti sereni. Ora pensate se cominciassimo uno per uno, ad applicare questo concetto alla nostra vita di tutti i giorni. Non fare agli altri… a nessuno, neanche quando pensi che se lo meritino (perché potresti sbagliare)… quello che non vorresti mai che venisse nemmeno pensato contro di te. Cominciando anche uno per uno, le cose andrebbero meglio, no? Non importa più che all’inizio non si giochi alla pari, che all’inizio qualcuno continui a farti ciò che non vorresti. Tu sei forte del fatto che sei diverso, che sei migliore.
Io vivo così. Sono stupida? Non lo so. Sono debole? Io non credo. Prendo tutto con filosofia, senza vendetta e senza pensiero contro gli altri? Sì. Vivo meglio di altri? Non lo so.
So che prendo tutto per quello che è, come un’esperienza, come un colpo di scalpello contro la scultura della mia personalità, contro l’opera d’arte che è la mia vita, la vita stessa in generale. Penso a tutto quello che mi ha portato qui, in questo momento, con voi, sulle note di una delle più belle canzoni del creato, e mi domando: valeva la pena rinunciarci?
La risposta la sapete tutti: no, mai. E ringrazio qualunque forza sovrannaturale mi abbia portato qui stasera, un po’ malinconica, ad assaporare la mia solitudine dopo tanti giorni in cui il destino mi aveva portata lontano da me stessa, e a riflettere su questa e mille altre sciocchezze che fanno bella e meritevole - e unica e irripetibile - la mia vita.
Buonanotte a tutti,
Alba
In tutto il marasma del momento ho trovato il tempo di fare un giretto nel Centro Nord questo fine settimana: sono stata a Rimini per una passeggiata di dovere/piacere, e naturalmente la stagione non era quella migliore per trovare nella zona adriatica quello che di solito fa felici gli amanti della riviera… ma il clima era quello che mi rappresenta al meglio. Cielo bianco da emicrania (per chi può soffrirne, naturalmente…), cime innevate lungo il tragitto, gelo fuori parametro nel parcheggio degli autogrill, erba che faceva cric-croc mentre ci passavo su per quanto leggero fosse il mio passo. Le mie scarpette rosse a corredo di tutto, contro il ghiaccio che faceva croccante il prato intorno alla mia destinazione, i miei capelli scuri nel vento gelato che sferzava i (pochi) presenti in strada. Subito buio, subito sera, dopo poco che ero arrivata, tanto che sembrava l’avessi portata io. Bello il viaggio di andata, migliore quello di ritorno, con il mio compagno di avventure che cominciava ad accusare segni di stanchezza (ah, umani!) e io che, nonostante venissi da una nottata no stop di bagordi in compagnia - ebbene sì, anche a me capitano - mi godevo la comodità dell’abitacolo mentre cianciavo senza fine come mi piace tanto fare… pensate che il mio compagno di viaggio ha dovuto interrompermi un paio di volte per ricordarmi che quel tale aneddoto l’avevo già raccontato, anni prima, e quell’altra storia con quell’altro tizio la conosceva già, per via di quell’altro viaggio che avevamo fatto insieme e che io, con la mia consueta “chiacchierosità”, non avevo mancato di allietare con racconti infiniti delle mie infinite storie… insomma, un gran viaggio per me, un viaggio così così per il mio vicino di sedile. Che secondo me, però, si è divertito più di quanto vuole dare a vedere! Chissà. Glielo chiederò. O forse passerà di qui quando avrà finito di curarsi la post-Albite acuta… nessuno regge a starmi troppo vicino! Chi si ammala, chi finisce col separarsi a malincuore… fatto sta che anche in tutto questo trambusto, mentre il numero 4 di Dark prende forma sotto le nostre mani, mentre timoni e diari di consegne cominciano a randellarci la coscienza, e mentre le date cominciano a pesare sul finire del calendario, ho trovato il tempo per un’altra passeggiata vicino a qualcuno di voi. Non so chi di preciso, perché rispetto la vostra privacy (e anche un po’ perché ho una pessima memoria a breve termine ma so che qualcuno di voi è stato vicino, per un momento… era venerdì. Qualcuno di voi in Emilia ha sentito un soffio di vento freddo, venerdì? Un alito gelido sul collo, una sferzata di fresco sulla nuca, una spinta di reni come di un amico che ti forza sull’altalena per poi tirarti giù e tenersi la pancia dal ridere insieme?
Perfetto: allora siamo stati vicini. Per un momento.
Ragazzi, notizia dell’ultimo momento: a meta febbraio torna nelle edicole Dark, con un fantastico numero 4! E non un numero 4 qualunque, badate bene… Un numerone pieno di sorprese, servizi imperdibili, e addirittura miglioramenti! Era mai possibile, direte voi, migliorare una rivista gia’ perfetta? Ebbene… No, mi verrebbe da dire, eppure lo abbiamo fatto! Con spirito di squadra, amore per il nostro lavoro e soprattutto il VOSTRO amore per il mondo dark e inequivocabilmente per noi… Per me.
Ringrazio tutti del costante supporto, delle email, di ogni secondo che avete passato a chiacchierare con me, della pazienza che avete dimostrato e dell’amore, ancora e per sempre.
See ya next time… Sooner than you think!
Un bacio a tutti,
Alba
…che aveva la pessima abitudine di sparire senza preavviso, vittima dei più sconcertanti imprevisti! Pensate che una volta sparì per giorni interi preda di un raptus di viaggio improvviso, tornando confortata ma piena di sensi di colpa per ciò che aveva abbandonato. Un’altra volta addirittura rimase incastrata in un fastidiosissimo trasloco che le costò molti giorni di attesa per la connessione internet e qualche disagio per recuperare il PC da sotto un numero di scatole di scarpe incredibilmente vicino all’Infinito. Infine, una volta che tutto sembrava recuperato e messo al suo posto, proprio quando pareva che la vita le stesse sorridendo e che tutto, ma proprio tutto, andava al posto giusto… un virus!
Un virus non comune, badate bene, perché Alba non era una ragazza comune. A dirla tutta non era nemmeno del tutto una “ragazza” nel senso del termine, ma non è questo il punto in cui narrare di questa storia! Un virus, si diceva, in grado di bloccare solo alcune persone veramente speciali. Non tutte sarebbero state fermate da una simile inezia, mentre le poche persone veramente sensibili a questo male avrebbero sofferto le pene dell’inferno per ristabilirsi in forze e ritornarealle regolari attività quotidiane. Il male che albergava dentro Alba rischiava di tenerla ferma per molto, moltissimo tempo… quando un bel giorno qualcuno che non credeva avrebbe rivisto troppo presto la portò in strada, trascinandola contro la sua volontà. “Esci, respira! Respira!”, le urlò a gran voce il suo salvatore. “Respira forte. Ora sentirai male, ma solo ora. Fra poco starai meglio. Veramente.”
La storia finisce qui, e mi piacerebbe dirvi che la ragazza stette davvero subito bene, che la magia si compì veramente tutta d’un fiato come sopra descritto. La verità è che Alba dovette penare ancora un bel po’ per debellare il male che si portava dentro, ma se glielo chiedete oggi, ricorda ancora perfettamente quale fu il suo primo respiro sano, di guarigione. Fu quel primo soffio d’aria preso in strada, di corsa, lottando contro un amico per la paura di stare bene. Non è la stessa paura che abbiamo tutti, in fondo? Non ci blocchiamo tutti da soli preferendo agonizzare piuttosto che combattere?
Il suo salvatore era destinato comunque a scomparire. Quello stesso incontro fu un dono del tempo, acquistato da poco e subito perduto: ma Alba Blue oggi respira, chiusa nella sua stanzetta, respira forte, e ci pensa. E il più delle volte, tanto basta.
Ciao, buon anno!
Scusate la mia assenza da queste pagine in questi giorni, ma sono stata occupatissima a stabilirmi nella mia nuova casetta, che - come preannunciato - mi ospiterà per i prossimi decenni almeno (spero!) per cui non dovrebbero esserci più problemi del genere! Certo, ci sono già nuovi viaggetti ad attendermi (qualcuno molto, molto vicino a qualcuno di voi!) ma la cuccia ormai è stabilita qui, base di nuovi progetti e racconti!
Come avete speso le vostre vacanze ormai agli sgoccioli? Io, beh… ho finito la penultima parte della Biblioteca (la correzione!) e ora mi manca soltanto la realizzazione tecnica insieme ad un Crepuscolino che - al contrario di me - si è tenuto molto al passo con i tempi e conosce ogni segreto tecnologico per giungere fino a voi nel modo più immediato possibile. Io, non so perché, dentro sono rimasta una vecchia ragazza che preferisce i blog ai social network e la posta ai twitter! Ovviamente poi ho anche speso del tempo a sistemare i miei quintali di libri e scarpe nella magione da cui vi parlo/digito in questo momento. E ho fatto un incontro che… beh, mi ha fatto riflettere. Prima di partire a fare i romanticoni (vi conosco… ah, se vi conosco!) sappiate che la mia natura non prevede la concessione della fiducia, per una questione di salvaguardia personale e di giuramenti, eccetera, e poi anche perché gli anni passati mi hanno preparata alle delusioni e al pericolo che può arrivare da qualunque punto, per cui… dopo aver riflettuto debitamente sono fuggita. Per sicurezza, sapete com’è. Troppe differenze, troppe cose da spiegare. Come fai a dire a qualcuno che sei fatta in questo modo? Scapperebbe comunque, e allora tanto vale… per chi fosse rimasto indietro, leggere il post sul noncompleanno di Alba Blue, prego!
Comunque, tornando a cose più liete, si parlava di voi, se non erro… siete voi i protagonisti qui… insieme a me! Domani molti di voi torneranno a scuola o al lavoro: vi dispiace? Siete contenti? Vi sono mancati i vostri compagni, le vostre attività quotidiane? Pensate anche voi come me che le vacanze sono sì utili e belle, ma che a un certo punto i ritmi stabiliti vi mancano? Insomma, fatemi avere vostre notizie nuovamente: mi siete mancati!
Un bacio a tutti!
Capodanno di follia, capodanno di relax… che Capodanno state facendo voi, amici miei che siete venuti a rendere improvvisamente positivo il bilancio di un anno - di una vita - al 99% da rottamare? Spero che vi stiate divertendo, che siate dove volevate essere e con le persone con cui volevate trovarvi stanotte, spero che sia una notte particolare se così la volevate o riposante se cercavate invece la tranquillità, ma più di ogni altra cosa spero che siate felici, che siate sereni… che stanotte inizi un 2010 di felicità e di cose belle piccole e grandi, di avvenimenti di mastodontica bellezza nella vostra vita e di minuscole gioie quotidiane, di soddisfazioni nella vita di tutti i giorni e di traguardi importanti compiuti o comunque sempre più vicini. Avete il lavoro, l’università, il liceo, oppure una storia d’amore in crescendo, un rapporto di amicizia da recuperare, la famiglia da rassicurare, il vostro animale domestico da coccolare, i vostri hobby da mantenere e stimolare, nuovi film da vedere e nuovi libri da leggere, nuove persone da conoscere e nuove emozioni da provare… se ci impegnassimo tutti a fare ognuna - o anche qualcuna - di queste cose, quanto ci sentiremmo fieri di noi stessi fra 365 giorni, allo scoccare dell’anno prossimo? Eh sì, ormai ci siamo, la mezzanotte è scattata e l’anno “prossimo” è ormai il 2011… per cui siamo già in ritardo, via da queste pagine, via da qui! Siate sereni, siate attivi: ci vorrebbero molte più vite a disposizione per sprecarne anche una sola nella tristezza, senza commettere peccato mortale…
Date un ultimo addio al 2009: il nostro viaggio ricomincia.
- Concludere quello che si comincia
- Decidere se vale la pena di cominciare tutto quello che appare un’ottima idea
- Imparare a riconoscere le ottime idee
- Restare più tempo in contemplazione per esercitarsi ad avere idee
- …
No, ehm, riproviamo:
- Portare a termine i progetti di lavoro iniziati nel 2009
- Crucciarsi di meno per i progetti andati male e impegnarsi a fondo per far andare bene il resto
- Far diventare il resto la maggioranza
- Dimenticare in fretta tutto ciò che non si riesce a far succedere, soprattutto in merito alla voce precede nte
- …
Uh… ok, allora così:
- Lamentarsi di meno
- Produrre di più
- Essere sempre positiva e propositiva (perché se non lo sono io…nessun altro lo sarà per me!)
Direi che se provo ad essere meno specifica (e a non esagerare!) va meglio: la vostra lista come va? Se ne avete una, certo!
Un bacio a tutti!
Benvenuti, il mio nome è Alba Blue e sono una crepuscolare. Sono una vampira, sì, ma sembro una ragazza come tante! Amo molto scrivere ed era da tempo che volevo ritagliarmi un angolino su Internet dove raccontare di me, dei miei pensieri e delle mie passioni.
Ho tanta voglia di conoscervi e chiacchierare con voi, quindi fatevi sentire in tantissimi, mi raccomando! Questa è l'e-mail a cui scrivermi: albablue@wingsofmagic.it
Qualcosa di me
Mi piace: scrivere, uscire con gli amici, i film e i libri horror, le storie d’amore, i blog, i vestiti scuri, la pioggia, i posti tenebrosi
Non mi piace: la gente superficiale che segue la massa, giudicare in base all’apparenza, chi dice che i vampiri sono malvagi, stare senza far niente, il troppo sole
Colore preferito: Blu notte
Libri preferiti: la saga di Twilight, il Diario del Vampiro
Film preferiti: Twilight, Intervista col Vampiro, Underworld
Gruppi preferiti: My Chemical Romance, 30 Seconds to Mars, Paramore, Tokio Hotel, Nightwish, Within Temptation, Lost, Sonohra